In esclusiva per NbaPassion, abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con Peppe Poeta, playmaker della Nazionale Italiana classe ’85, nelle ultime due stagioni in Spagna (Saski Baskonia di Vitoria e Manresa) e prossimamente di nuovo nel nostro campionato (dopo le esperienze dal 2006 al 2013 prima con Teramo e poi con la Virtus Bologna) con la maglia di Trento, con cui ha raggiunto un accordo proprio in queste ore. Peppe sarà impegnato da martedì 21 nel raduno di Folgaria, dove coach Pianigiani scioglierà gli ultimi dubbi e deciderà i 12 che difenderanno i nostri colori agli Europei di Berlino, in programma dal 5 al 20 Settembre.
Luca: “Come stai innanzitutto? L’annata non è stata delle più fortunate, hai avuto problemi fisici ma per fortuna sei totalmente guarito, giusto in tempo per gli Europei!”
Peppe: “Innanzitutto sto bene. L’annata è andata così così perché quest’infortunio mi ha tenuto fermo per gran parte dell’anno però adesso guardiamo avanti.”
Un giudizio sull’esperienza spagnola? Il basket iberico ti piace più di quello italiano? Ti è “mancato” il nostro campionato?
Il basket spagnolo più che altro è diverso, si gioca in 12, tutte le squadre giocano in 12. Rotazioni più ampie, sicuramente meno americani, meno atletismo, forse più tecnica e meno tattica, più gioco di squadra. Sicuramente anche in Italia sono stato molto bene e ci sono tante possibilità che ci ritorni. (In queste ore il giocatore ha infatti raggiunto un accordo con Trento)
Sei tra i 16 che parteciperanno al raduno di Folgaria: quanto credi nella convocazione tra i 12? E quale credi sia l’obiettivo minimo di questo gruppo? Per tante persone questa Nazionale è una delle più talentuose da anni a questa parte…
Innanzitutto sono contento di essere nei 16, grande orgoglio dato che è l’ottava estate di fila che faccio parte di questo gruppo, che giocherà per gli Europei di Berlino. Darò tutto per essere nei 12 e non so quante possibilità ho, ma sia se fossero poche che tante darò tutto per giocarmela fino in fondo. L’obiettivo di questo gruppo è uno solo, andare alle Olimpiadi di Rio. Non so se è la nazionale più talentuosa di sempre, questo ce lo dirà il campo. Preferisco che sia questo a parlare, i pronostici non mi piacciono.
Domanda sul basket nostrano: per chi hai fatto il tifo nella emozionante Finale? Sassari o Reggio Emilia? Come giudichi questo risultato di una “provincia” italiana, con piazze storiche come Milano e Cantù eliminate prematuramente?
Sicuramente mi attendevo che fosse una cavalcata vincente di Milano fino al tricolore: ha trovato di contro una squadra atletica e determinata come Sassari ed è stata una bella serie, così come è stata una bellissima finale con Reggio Emilia. Peccato per questi ultimi, tanto talento tanto cuore e soprattutto tanti amici, però almeno è stata una finale “diversa” e un bel manifesto per il nostro sport.
Domanda di basket NBA: simpatizzi per qualche team in particolare? Hai seguito le Finals? Ti senti con qualche italiano che gioca negli States?
Quest’anno ho tifato per Lebron James, a differenza degli altri anni: la scelta di tornare a Cleveland e provare a vincere qualcosa con la sua squadra l’ho apprezzata molto. Nonostante tutto adoro Steph Curry che ha fatto una stagione clamorosa e considero uno dei giocatori più eleganti di tutti i tempi. Mi sento spesso con tutti gli italiani che giocano in NBA, ho un ottimo rapporto con tutti e 4.
Chi ti segue sui social ha potuto vedere una tua foto con Carmelo Anthony: ci racconti come vi siete conosciuti e come è andata?
E’ stata una casualità: c’era il fisioterapista dei Knicks che conosco da tanti anni che aveva lavorato con Danilo (Gallinari) ed era a Milano con Carmelo e mi ha chiesto di portarli in giro per aperitivo-cena e ho avuto la possibilità di stare un po’ di tempo con lui: Melo è un ragazzo super, umile, un bravissimo ragazzo!
Per NbaPassion
Luca Mazzella


