Home Lega Basket ADavid Moss: il bulldog “italiano” da Indiana State

David Moss: il bulldog “italiano” da Indiana State

di Lorenzo Prodon

Da pochi giorni le stelle del massimo campionato italiano di pallacanestro hanno ripreso a brillare di luce propria. Come al solito, tra chi ha cambiato casacca, i volti nuovi e coloro che hanno abbandonato la Serie A Beko l’elenco è lungo da analizzare. Cosa alquanto normale, quando si parla di mercato estivo: nient’altro che una girandola di voci e trattative, molte di queste andate in porto o altre svanite proprio sul più bello.
Si potrebbe fare una vera e propria lista della spesa con tutti coloro che negli ultimi mesi hanno lasciato i roster di Lega A per cercare fortune migliori all’estero, in altri campionati. Molti per caso non ritrovano più in giro per i parquet della Penisola un certo swingman dal corpo tatuato e dalle capigliature particolarmente bizzarre, o no? Sì, direi. Quel David Moss punta di diamante della Montepaschi Siena degli ultimi anni famosi non è più in Italia; il suo presente è al TED Ankara, nel cuore della Turchia dei giorni d’oggi.

Nato a Chicago il 9 settembre 1983, dopo aver finito l’high school decide con la famiglia di trasferirsi nella vicina Indianapolis per frequentare l’Indiana State University. Nello stesso college di Larry Bird egli, in 4 anni, risulta diventare quinto nella classifica dei realizzatori di tutti i tempi (1562, contro il record di 2850 dell’attuale presidente dei Pacers), nono nei rimbalzi e ottavo nelle palle recuperate.
Il suo primo anno outdoors è in Polonia, dove nel settembre 2006 trova un accordo annuale con il KK Swiecie. Tuttavia, viene tagliato a stagione in corso ed è costretto a far ritorno in America fino all’estate successiva.

"Mossman" a canestro durante il suo primo anno in Italia

“Mossman” a canestro durante il suo primo anno in Italia

Di sorpresa, qualche mese dopo “Mossman” riceve la chiamata dell’Aurora Jesi nel campionato italiano di Legadue, squadra in cui si mette in luce grazie a 17,2 punti e 6,4 rimbalzi di media in 41 gare. A fine annata, notando la sua versatilità in mezzo al campo e le spiccate doti difensive, coach Andrea Capobianco decide di portarlo con sè al Teramo Basket. Qui assieme a Jaycee Carroll, fresco campione d’Europa con il Real Madrid a maggio scorso, forma una delle coppie di esterni più talentuose d’Italia. Quell’anno rappresenta per Teramo il culmine della sua storia cestistica, con il raggiungimento delle semifinali di Coppa Italia, dei quarti playoff contro Milano e la successiva partecipazione all’Eurocup.

Dopo un anno le strade con Capobianco si separano per mano della Mens Sana Siena, che punta tutto su di lui offrendogli un quadriennale garantito. Il primo anno, però, la dirigenza biancoverde decide di mandarlo a fare le ossa alla Virtus Bologna per testarlo nel suo secondo anno in Serie A. Non ripete le cifre messe su l’anno prima in terra abruzzese, ma mostra maggiore compattezza di gioco e ciò permette ai virtusini di chiudere la stagione regolare al 5° posto, senza superare nessun turno playoff.

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Moss in maglia Montepaschi, con la quale ha disputato 118 gare in tre stagioni.

L’approdo a Siena nell’estate 2010 rappresenta la svolta nella sua carriera agonistica. Coach Simone Pianigiani gli garantisce sempre un posto in quintetto, seppur Moss deve ridurre il suo minutaggio a causa della profondità del roster della Montepaschi. Le sue capacità atletiche lo rendono un giocatore molto pericoloso dall’arco e un “ladro” imperdonabile sui palloni vaganti, finendo sempre nei primi posti delle classifiche per palle recuperate. Bottino in tre anni in Toscana? 3 scudetti, 3 Coppe Italia, 2 Supercoppe Italiane. Mica male se si considera il ruolo di primo di ordine che ha sempre ricoperto nelle gerarchie mensanine. Una garanzia.

A dimostrazione dell’affidabilità di questo atleta, quando Banchi, vice di Pianigiani ai tempi di Siena, viene chiamato a prendere in dote le chiavi dell’Olimpia Milano non esita a portarsi dietro anche David Moss, il quale firma per due anni nel capoluogo lombardo. Egli vince il suo quarto scudetto di fila in finale proprio contro la sua ex squadra, Siena, ma l’anno successivo risulta un fallimento per l’EA7. Così, insieme a lui, Banchi e tutti i giocatori prendono altre strade ad eccezione di Ale Gentile e Bruno Cerella, gli unici attuali reduci dalla scorsa stagione.

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Gentile e Moss esultano assieme dandosi un “5” in un match della scorsa Eurolega, dove l’Emporio Armani è uscita alle Top 16.

Samuels al Barcellona, Melli al Bamberg, Hackett all’Olympiacos, Brooks in Cina, solo per dirne alcuni. Moss, invece, ha accolto la chiamata del TED Ankara assieme a Frank Elegar, un altro ex Olimpia. A 32 anni, l’augurio è che questa esperienza possa non segnare l’inizio della fase calante della sua carriera per uno che ha dato tanto al campionato italiano e, chissà mai, potrà darne ancora in un futuro più o meno prossimo.

Per Serie A Beko Passion,
Lorenzo Prodon (@ProdonLorenzo on Twitter)

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1 commento

Erika 11 Ottobre 2015 - 20:11

Prima di vederne un altrocosi’ passeranno secoli. David il miglior straniero del dopo Danilovic!

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