Home Lega Basket AAlma Trieste – Fortitudo Bologna: che le semifinali abbiano inizio

Alma Trieste – Fortitudo Bologna: che le semifinali abbiano inizio

di Eugenio Petrillo

Siamo al rush conclusivo: semifinali di A2 2016/17. La posta in palio è altissima ed è vietato sbagliare perché la crudele formula del secondo maggiore campionato italiano prevede solamente una promozione in A1.
Più che di semifinali è corretto parlare di ‘Final Four‘ perché le due bolognesi con Trieste e Ravenna si giocheranno il tutto e per tutto negli ultimi due turni.
L’attesa e la curiosità è tanta e non ci resta che vedere cosa ci troveremo di fronte alla sfida – più incerta che mai – tra Fortitudo Bologna e Alma Trieste.
Si affrontano due città dove l’amore per la palla a spicchi raggiunge culmini inarrivabili in Italia.

QUI ALMA TRIESTE

Pecile e Cavaliero, due uomini d'esperienza dell'Alma Trieste

Pecile e Cavaliero, due uomini d’esperienza dell’Alma Trieste

L’Alma Trieste, secondo i pronostici, parte leggermente favorita sui rivali bolognesi.
La squadra di Eugenio Dalmasson per ora ha percorso una strada – abbastanza – facile, ma non senza insidie.
Infatti i giuliani hanno dovuto giocarsi gara5 al primo turno con Treviglio e gara4 al secondo con Tortona, due avversarie valide ma non irresistibili.
Trieste ha una squadra completa e ben strutturata. L’esperienza del gruppo degli italiani (Cittadini, Pecile, Prandin e Da Ros) si compensa alla perfezione con il dinamismo e la freschezza dei due americani (Green e Parks).
Non mancano inoltre giovani, ma con carattere e carisma per giocare a questi livelli (Bossi, Baldasso, Coronica).
Per concludere la descrizione del roster, non possiamo non citare Daniele Cavaliero acquistato dalla squadra friulana proprio per i playoffs.
Cavaliero si è calato perfettamente nella realtà di Trieste (dove per altro era già stato) e si è letteralmente preso la squadra sulle spalle, mascherando dunque l’assenza per infortunio di Green.
I triestini partono favoriti, oltre che per il roster lungo e d’esperienza, anche per il fattore campo favorevole.
I biancorossi infatti giocheranno al PalaRubini l’eventuale gara5. Cosa da non sottovalutare se consideriamo che i ragazzi di Dalmasson davanti al loro pubblico hanno fallito solo una volta, la prima di campionato contro Treviso.

QUI FORTITUDO BOLOGNA

La Fortitudo è sempre la Fortitudo. Quando arriva ai playoffs la squadra di Matteo Boniciolli sembra proprio cambiare marcia rispetto alla regular season.
Dopo il 3-1 contro Agrigento nel primo turno, ne arriva un altro con la ben più prestigiosa Treviso.
Se Trieste è forte in casa allora l’Aquila ha violato per ben due volte il PalaVerde trevigiano.
I felsinei sono in grande forma. Se c’erano dubbi sulla tenuta fisica di alcuni giocatori, forse ora è meglio rimangiarseli tutti: sugli scudi infatti c’è il capitano trascinatore Stefano Mancinelli.

Bellissima panoramica del PalaDozza: basterà per intimorire l'Alma Trieste?

Bellissima panoramica del PalaDozza

Oltre al “Mancio” (come promesso ad alcuni tifosi avrebbe iniziato a schiacciare a partire dai playoffs) i due americani – Alex Legion e Justin Knox – stanno ben figurando.
Ma l’ossatura italiana è quella che sta facendo fare il vero salto in più: i due giovani Leonardo Candi e Michele Ruzzier in cabina di regia sembrano due veterani, Daniele Cinciarini non ha bisogno di particolari descrizioni, Luca Campogrande è diventato una pedina fondamentale per coach Boniciolli e anche Matteo Montano è stato l’MVP in gara2 contro Treviso.
Per concludere, minuti importanti li giocano anche Luca Gandini che lotta e getta il cuore oltre l’ostacolo ad ogni possesso, Nazzareno Italiano e Davide Raucci.
Insomma il roster è completo e lunghissimo.
La Fortitudo dovrà continuare con l’intensità difensiva (sarà importante tenere l’uno-contro-uno sugli americani triestini) e le buone letture offensive che hanno mostrato nei primi due turni: dove aveva un vantaggio, per ora, la Effe l’ha sfruttato.
Sarà costretta a vincere almeno una gara al PalaRubini, non sarà per nulla facile, ma l’Aquila ha le potenzialità per farlo.

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2 commenti

Stefano 29 Maggio 2017 - 18:46

Mi permetto di dire: Trieste non è friulana come Bologna non è romagnola. Semmai giuliana. E Cavaliero non è che “c’era già stato” a Trieste: ci è nato e cresciuto, avendoci giocato dalle giovanili alla serie A. Come Triestini sono tanti altri, da Pecile, Bossi e Coronica a Ruzzier e Boniciolli.

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Eugenio 30 Maggio 2017 - 13:23

Caro Stefano, grazie delle tue puntualizzazioni, ogni “cicchetto” è sempre utile per migliorarsi.
Permettimi però di precisare che Daniele Cavaliero non è nato a Trieste, bensì in un paese in provincia di Lecco, e che quel mio “(dove per altro era già stato)” voleva far riferimento proprio alle sue esperienze giovanili. Che poi sia nato e cresciuto cestisticamente in terra triestina, non posso che darti ragione.
Sul fatto dei friulani-giuliani è stata una mia svista nell’ultima frase e me ne dispiaccio anche perché ad inizio articolo ho scritto correttamente.
Rinnovo ancora i ringraziamenti per le puntualizzazioni e ti auguro una buona giornata.

Eugenio

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