La stagione 2017/2018 ci aveva restituito i Minnesota Timberwolves ai Playoff dopo 14 anni. Le mosse estive, unite al core giovane già presente, avevano riportato alle partite che contano coach Thibodeau e i suoi uomini. La strada si è interrotta al primo turno, ma per la prima volta dopo Kevin Garnett, si respirava un aria vincente o quantomeno competitiva. L’estate invece ha ribaltato totalmente questa visione, con la squadra in subbuglio: Karl Anthony Towns ha prima rifiutato l’estensione contrattuale, per incompatibilità con Jimmy Butler e per un rapporto con il caoch mai sbocciato. E’ arrivata poi la richiesta di cessione dell’ex Bulls, che non prende parte alla pre-season e che ha delineato un ventaglio di squadre alle quali essere ceduto. A meno di 2 settimane dall’inizio della stagione regolare, vediamo di chiarire come si presenterà la franchigia ai nastri di partenza con il Manuale Minnesota Timberwolves 2018/2019.
MANUALE MINNESOTA TIMBERWOLVES 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE
- Record: 47-35
- Piazzamento: seed #8, Western Conference
- Offensive Rating: 110.8
- Defensive Rating: 108.4
- Team Leaders: Jimmy Butler (22.2 PTS), Karl-Anthony Towns (12.3 REB), Jeff Teague (7.0 AST)
Ai Playoff hanno incontrato gli Houston Rockets, dominatori della scorsa regular-season, nelle Western Conference quarter finals. 4-1 il risultato finale per i texani, con i Timberwolves capaci di imporsi nel primo atto a Minnesota (Gara 3), salvo poi cedere sotto i colpi di James Harden e in generale dell’attacco di D’Antoni.
MANUALE MINNESOTA TIMBERWOLVES 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI
E’ arrivata nei giorni scorsi l’attesissima firma al prolungamento del contratto di Karl-Anthony Towns, che guadagnerà 190 milioni nei prossimi 5 anni. Scaduti i contratti di Jamal Crawford, Aaron Brooks e Nemanja Bjelica, è arrivato il rinnovo del pretoriano del coach, Derrick Rose. Una volta svincolato dal super contratto coi Lakers, è giunto ai Timberwolves un altro ex Bulls, Luol Deng.
Ma ovviamente tutto ruota intorno alla situazione Butler: la sua cessione dovrà essere fatta entro l’inizio della stagione regolare, anche perchè il giocatore sta spingendo in maniera decisa. Nets, Clippers, Knicks e Heat sembrano le squadre più vicine a potersi accaparrare le prestazioni del giocatore nato a Houston e le contropartite potrebbero essere decisive per la stagione dei lupi.
Come scelte al draft sono arrivati Josh Okogie (alla numero 20) e Keita Bates Diop al secondo giro. La guardia nigeriana potrebbe avere il suo spazio dalla panchina, date le partenze di Brooks e Crawford, dovendo però crescere nella costanza al tiro.
MANUALE MINNESOTA TIMBERWOLVES 2018/2019: L’ANALISI
Dobbiamo considerare la squadra senza Butler. Quindi ipotizzando un quintetto, allo stato attuale, questo potrebbe essere composto da Jeff Teague, Luol Deng (o Okogie), Andrew Wiggins, Taj Gibson e Karl-Anthony Towns. Senza il miglior realizzatore della stagione passata, gli occhi di tutti saranno puntati sul talento di Towns, chiamato a crescere e a mostrare netti miglioramenti in entrambi i lati del campo.
A dar manforte al lungo, dovrà aumentare di parecchio i giri Andrew Wiggins, che ha mostrato pecche di personalità nella coesistenza con Butler. Il giocatore è cresciuto in alcune giocate, come il tiro in post sfruttando l’elevazione ma sembra essersi impegnato meno nella fase difensiva. Il suo atletismo e la voglia di impegnarsi saranno determinanti per il futuro della franchigia.
Anche se le rotazioni del coach sono da sempre molto risicate, dal pino si potrà contare sull’esperienza di Derrick Rose e sul lungo Gorgui Dieng. Come scritto in precedenza il rookie Okogie dovrebbe trovare spazio (nonostante ci sia, storicamente, un pò di scetticismo di Thibodeau sui giocatori al primo anno), anche se dipende chiaramente da chi arriverà in cambio di Bulter.
Lo scorso anno è andato molto bene il trattamento di palla, con il minor numero di palle perse a partita dell’intera lega (6.5 a partita), che permette di mantenere alta la percentuale dal campo (47.6 % FG, quarto nella lega nella stagione passata). Molto difficile pensare ad un quintetto atipico, mancando la materia prima in panchina e contando sulla presenza di Dieng e, chissà, di Patton, sempre alle prese con problemi fisici.
Veniamo ora al tasto dolente, che ha stupito molti addetti ai lavori la scorsa stagione: le difficoltà difensive di questo team. Se il gioco offensivo di Thibodeau non ha mai impressionato (22esimi nella lega per Pace e 18esimi su canestri da assist), il livello raggiunto prima coi Celtics come vice-allenatore, poi ai Bulls come allenatore capo nel proteggere il proprio canestro era molto alto.
In questo breve estratto, vediamo 3 situazioni dei Bulls 2011-2012 che predicavano 3 principi fondamentali.
- Aggredire il pallone
- Raddoppiare le penetrazioni, chiudendo le linee di passaggio
- Chiudersi ” a riccio” all’interno del pitturato
Tutto questo non si è ancora visto ai Timberwolves, anche se le caratteristiche dei giocatori dovrebbero permettere una intensità spiccata anche sul lato “meno nobile” del campo, quello che non ti fa fare statistiche. Teague è un buon difensore, sia Butler che Wiggins sono ottimi atleti, così come Towns, ma i risultati sono un 24esimo posto come punti concessi agli avversasi (107.3, una enormità) e una scarsa protezione del ferro (anche qui, 24esimi per rimbalzi difensivi presi).
CONCLUSIONE
A prescindere da chi arriverà al posto di Jimmy Butler, i Timberwolves devono provare a raggiungere per il secondo anno di fila i Playoff. Le difficoltà ci sono e sono evidenti, il tutto in una Western Conference sempre altamente competitiva. Se ci sarà uno step in avanti dei due giovani Wiggins-Towns, allora Minnesota potrà combattere per un seed tra il 6 e l’8; in caso contrario, potrebbe essere l’ennesima stagione di transizione per una franchigia che non sembra trovare mai un briciolo di continuità.

