Ben Simmons titolare: questo è ciò che traspare dalle indiscrezioni degli addetti ai lavori in vista del primo appuntamento della Regular Season 2026-27. L’australiano potrebbe quindi indossare ufficialmente la canotta dei Sacramento Kings fin dal primo minuto della sfida contro i Clippers, in programma per il 21 ottobre. Sarà sicuramente una partita emozionante per l’atleta trentenne, in quanto l’ultima gara ufficiale da lui disputata fu proprio tra le fila della franchigia di Los Angeles. In quell’occasione, nell’ormai lontano aprile 2025, il cammino ai playoffs fu interrotto dai Denver Nuggets in gara 7 del primo turno.
Il lungo stop e il tanto atteso ritorno
Dopo aver apparentemente risolto i ricorrenti problemi alla schiena e al ginocchio, il giocatore classe ’96 è ritornato a giocare durante la preseason, presentandosi con una buona prestazione. Nonostante il recente recupero, Simmons ha segnato 7 punti e fornito un assist in nove minuti contro gli Warriors. Una performance che sembra convincente al netto del contratto offertogli da 3,5 milioni per un anno. In quel match presenti nel quintetto iniziale anche LaVine, Murray, Achiuwa e Acuff Jr. Quest’ultimo, scelto alla settima chiamata del draft 2026, si è mostrato felice di lasciare minutaggio all’NBA Rookie of the Year 2017-18, consapevole che la sua presenza in campo possa facilitare il proprio gioco senza palla. Inoltre, il diciannovenne avrà sicuramente la chance di imparare molto da un collega così esperto.
Le qualità di chi ha giocato tre volte un All-Star Game
Non c’è alcun dubbio che Simmons sia un giocatore completo. Anche coach Christie risalta i pregi del nuovo arrivato nel ricoprire tutti i ruoli, riuscendo ad amalgamare il gioco grazie alla sua capacità da leader. E, anche se Ben non raggiunge una doppia cifra di media punti dalla stagione 2020-21 (soprattutto per colpa della poca continuità), il passato – 13.1 punti, 7.4 rimbalzi, 7.2 assist e 1.5 steals di media in carriera – attesta il suo talento.
Ma ora gli annali contano poco. Ben Simmons dovrà superare le “cicatrici” (non solo in senso figurato) che hanno segnato la sua carriera, per dimostrare il proprio valore e contribuire a risollevare le sorti della propria squadra. I Kings, per ora, di qualità da “Re” non ne posseggono molte.
