Le Las Vegas Aces hanno appena vinto il loro primo titolo WNBA di sempre, ma le avversarie dovrebbero preoccuparsi di ciò che potrebbe arrivare dopo questa prima volta.
Le Aces hanno dominato una stagione in cui non ci si aspettava altro che questo: miglior record in stagione (a parimerito con le Sky), miglior attacco WNBA, un roster giovane e che poteva contare su una MVP come A’ja Wilson, e una coach al primo anno e quotatissima come Becky Hammon.
Pronostici rispettati appieno, con il 3-1 con cui le Aces hanno battuto le Connecticut Sun alle WNBA Finals e coronato una stagione ai limiti della perfezione e giocata con occhi e pressione addosso.
A’ja Wilson ha vinto un altro MVP ed è stata nominata Defensive Player of the Year, per vincere il suo primo titolo ha dovuto superare la sua rivale di una stagione e a sua volta 2 volte MVP e campionessa WNBA Breanna Stewart, e battere un’altra MVP come Jonquel Jones. Hammon è stata Coach of the Year e la prima allenatrice a vincere l’anello WNBA al primo tentativo, Jackie Young è passata dal 25% al 43% al tiro da tre punti in un anno è si è portata a casa il premio di Most Improved Player of the Year, Wilson, Young e Kelsey Plum sono state All-Star, Wilson e Plum sono state nominate nel primo quintetto All-WNBA e le Aces hanno vinto pure la Commissioner’s Cup contro Chicago, a luglio.
L’età media del roster dovrebbe far preoccupare ancora di più le altre squadre. A 26 anni, A’ja Wilson ha appena iniziato la sua carriera da pluri MVP e All-Star, una traiettoria che la mette già in prospettiva come una delle più grandi di sempre a fine carriera. Kelsey Plum di anni ne ha 28 e la sua carriera da All-Star è appena iniziata, Chelsea Gray (29), Dearica Hamby (28) e Jackie Young (25) non andranno da nessuna parte per un po’. E dalla panchina, l’unico punto debole di un’annata stellare, la centro francese Iliana Rupert e Kierstan Bell potranno trovare più spazio dal prossimo anno dopo una stagione di apprendistato.
Dopo gara 4, coach Hammon ha parlato del potenziale ancora da scoprire della sua squadra e di A’ja Wilson: “Pensare che sta entrando solo ora nel suo prime, pensiamo a quanto è migliorata e quanto può crescere ancora. Ogni anno ha appreso qualcosa di più, in attacco e in difesa. Non vedo davvero l’ora di vederla nei prossimi anni viste le premesse, le basi. Il suo gioco si espanderà ancora, non so davvero quanto più forte ancora possa diventare… non le metterei alcun limite“.
I progressi di A’ja Wilson sono stati nel 2022 in buona parte anche atletici, per una giocatrice già dotata di centimetri, braccia lunghe e velocità di piedi. Wilson ha giocato tutti i minuti tranne 8 dell’intera post-season WNBA 2022, anche in gara 4 ha giocato 40 minuti filati, tutto frutto di una preparazione atletica pre-stagione “impostata come se dovessi giocare 82 partite di stagione regolare NBA“, come la stessa A’ja ha spiegato durante l’anno.
“Penso che qui a Las Vegas abbiamo dettato uno standard per tutte le squadre WNBA su come bisognerebbe fare. Il cielo è il limite per questa squadra“, così A’ja Wilson “Per me quest’anno è stato incredibile, ma io non sarei qui senza le mie compagne di squadra, Vincere il titolo è una cosa che nessuno potrà mai portarti via, ti mette nella storia. E’ un momento che non dimenticherò mai“.
