Once we were Kings ci racconta la storia dietro i Sacramento Kings, una squadra forte, fortissima nel suo passato, ma oggi piuttosto negativa.
Ci riproviamo con questi dannati Sacramento Kings.
Perché i bianco viola coronati sono una istituzione unica tra le squadre che compongono la NBA e ci riproviamo ancora in quanto in fondo siamo sempre un po’ empatici verso coloro che sembrano perseguitati dalla sventura, e a Sacramento siamo messi bene (quindi male) anche su questo aspetto.
E poi trovatemi un titolo più bello per questa rubrica.

Divac, Bagley e Stojakovic
Dobbiamo iniziare facendo un bel recap di quanto successo finora. Ranadivé è sempre il proprietario, Divac è sempre il GM e sul pino Kings c’è sempre Dave Joerger previa Memphis.
Alla nostra 33esima stagione nella NBA non siamo andati nemmeno malissimo, 27 vittorie e 55 sconfitte, ovvero siamo lontani dalla luna (PO) ma almeno non siamo ultimi, quindi bene ed abbiamo anche scelto come secondi nonostante fossimo dodicesimi su 15 ad Ovest o 24esimi su 30 in totale. Non male.
Anche li non facciamo per nulla male pescando quel nome che serve al Roster Kings, ovvero MB35, all’anagrafe Marvin Bagley III. Proveniente niente meno che da Duke, grezzo come un pezzo di carbone che può diventare diamante, mancino e con un bell’afro sulla testa. Ci metto ora 10 euro, sicuro di vincere che nonostante ora sia piuttosto secco (magro), la prossima estate è il doppio.
E poi è stato allenato finora da Coach K, ha fatto una ottima impressione alla Summer League e dice che si stia allenando parecchio per arrivare più pronto possibile.
Sacramento Kings: una estate intensa

Marvin Bagley III in allenamento
L’estate ha continuato ad essere movimentata nell’ufficio di Vlade, dove si è reso protagonista un’ottima messa in scena per lasciare tutti a bocca aperta: abbiamo ufficialmente ripreso Ben McLemore.
So che a Memphis non ha assolutamente lasciato lo stampo, nemmeno ai Sacramento Kings prima se è per questo. Ma io dico: gli abbiamo imputato tutte le colpe possibili, lo abbiamo (giustamente, per Dio) sbolognato a Memphis e poi? lo riprendiamo? Per dare via uno che ha lasciato un litro di sangue a partita come Garret Temple?? Ma siamo seri?

De’Aaron Fox
Non ridete, per favore. Almeno quello no. Perchè aldilà delle indecisioni slave ed i soldi indiani, il roster è giovane e futuribile. Oltretutto la volpe, The Fox, può diventare Super Sayan da un momento all’altro, quindi meglio averlo in squadra con noi. Poi c’è ancora Zi-Bo, ancora Cauley Stein, Buddy Hield, ed ancora Bogdanovic.
Insomma ci presentiamo ai nastri di partenza non messi malissimo.
O forse sono solo io che mi illudo.
Che è più probabile.

