Dopo la grande vittoria contro Monaco la Virtus Bologna doveva necessariamente vincere contro l’ASVEL per alimentare le speranze di partecipare ai play-in, ma le partite di questo tipo, si sa, sono sempre molto insidiose e infatti oggi con Morgan, Diouf e Pajola ai box è arrivata una dolorosissima sconfitta che rappresenta una dolorosa porta in faccia per Bologna nella corsa alla post-season. Ora la prossima gara sarà venerdì al Pireo contro l’Olympiacos, la cui difficoltà non va neanche scritta.
Virtus Bologna-ASVEL 70-80: l’analisi della partita
L’ASVEL ha iniziato la partita indirizzandola fin da subito sui binari a lei più congeniali, riuscendo ad imporre alti ritmi e fisicità e sovrastando Bologna in questi ambiti. La Virtus è rimasta aggrappata grazie al maggior talento del gruppo ed è riuscita a orchestrare il sorpasso nel terzo quarto grazie a una difesa in modalità saracinesca (solo 12 i punti segnati dagli ospiti tra il ventesimo e il trentesimo). Tuttavia il quarto periodo è iniziato in maniera avversa alle vu nere che hanno subito un grave parziale di 8-0 dal quale alla lunga non sono riuscite a risalire per colpa di una produttività offensiva limitata, causata anche da delle rotazioni difficilmente comprensibili orchestrate da Dusko Ivanovic, che in una situazione di carestia come quella in cui si è ritrovata l’attacco bolognese ha scelto di lasciare in panchina Carsen Edwards per gran parte del quarto, e quando l’ex Boston è rientrato ha generato 7 punti(sui 16 totali di Bologna) in meno di 3 minuti. Se è vero che l’allenatore montenegrino ha avuto tanti meriti in tante vittorie importanti ed ha svolto un gran lavoro da quando siede sulla panchina delle vu nere, la sua gestione nella gara di oggi lascia parecchie perplessità.
Ma i motivi per cui l’ASVEL ha vinto sono ben altri, in primis le grandi prestazioni di Bryan Angola e Glynn Watson sul perimetro (15 e 19 punti) e di Ndyaie e Eboua in area (16 e 8 il primo, 11 e 5 il secondo), e poi la grande coesione di squadra senza la quale i francesi non sarebbero riusciti a vincere in trasferta per la prima volta dopo 11 sconfitte su 11 in stagione. E questa coesione non si è vista solo nella difesa perimetrale dove Bologna è stata contenuta a uno scarso 31% da tre, ma anche a rimbalzo offensivo dove Villeurbane si è garantita ben 17 seconde chance.
Lato Virtus, bene Vildoza, Edwards e Diarra (9, 10 e 20) fra i singoli mentre il collettivo si salva nell’attacco interno dove ha tirato col 55% da due, ma per il resto la prestazione è stata insufficiente considerando il peso specifico della partita. Se l’ASVEL ha preso 17 rimbalzi offensivi a Bologna il conto ammonta soltanto a 6, mentre i 16 assist, che pur essendo un dato sotto la media per la Virtus sono comunque un numero accettabile, vengono oscurati dalle 14 palle perse.
Il grande carattere che questa squadra ha mostrato praticamente sempre, nelle vittorie e nelle sconfitte, oggi è totalmente mancato ed era una partita in cui ciò non era ammissibile e ora la stagione europea rischia di essere definitivamente compromessa, date anche le vittorie di Zalgiris, Stella Rossa e Milano, ed è un vero peccato perché i bolognesi hanno vissuto dei momenti talmente belli che la sola idea che siano stati fini a sé stessi stona un po’ con l’entusiasmo generale che avevano generato.
Il tabellino statistico del match
Parziali progressivi: 17-21; 33-43; 54-55; 70-80
Parziali singoli quarti: 17-21; 16-22; 21-12; 16-25
Virtus Olidata Bologna: Vildoza 9, Edwards 20, Niang 8, Accorsi, Smailagic 4, Alston Jr. 7, Canka, Hackett 6, Ferrari, Diarra 10, Jallow 6, Akele. Coach: Ivanovic
ASVEL Villeurbane: Eboua 11, Seljaas 2, Harrison 3, Angola 15, Heurtel 2, Ajinca, Massa, Jackson, Ndiaye 16, Watson 19, Vautier 6, Traore 6. Coach: Poupet
