In attesa di sciogliere gli ultimi nodi sulle convocazioni per gli Europei di agosto e settembre, Gianmarco Pozzecco ha rilasciato una lunga e toccante intervista a Eurodevotion. In essa, ha affrontato temi centrali del suo percorso da allenatore, soffermandosi anche sul futuro sulla panchina azzurra e sulla crescita dei tecnici italiani.
Come noto da tempo, l’Europeo potrebbe rappresentare l’ultima tappa del suo cammino alla guida della Nazionale. Coach Poz, infatti, non ha mai nascosto il desiderio di tornare ad allenare un club a tempo pieno.
“Se sarà la mia personalissima last dance con gli azzurri, lo accetterò con grande tranquillità, ringraziando il mio Presidente per la straordinaria opportunità che mi ha dato. Quindi, il giorno in cui ritenesse corretto affidarsi ad altri, sarei estremamente sereno”.
Durante la rassegna continentale, che per l’Italia inizierà a Cipro con la fase a gironi, Pozzecco sarà affiancato dal suo storico staff tecnico. Ma uno spazio speciale nel suo cuore lo occupa Achille Polonara, fuori dai convocati perché ancora in cura a Valencia dopo la diagnosi di leucemia mieloide ricevuta durante le semifinali scudetto tra Virtus Bologna e Olimpia Milano.
“Sento Achille ogni giorno e, non so se sarà possibile, ma sogno di averlo nello staff ad Eurobasket. Mi piacerebbe anche che la Virtus gli proponesse un nuovo contratto. Ma sono certo che il Dottor Zanetti ci abbia già pensato”.
Pozzecco ha poi rivolto parole di grande stima per la nuova generazione di coach italiani, molti dei quali coinvolti direttamente anche nel suo staff in Nazionale. Tecnici che stanno raccogliendo risultati importanti in patria e all’estero. Peppe Poeta, alla sua prima esperienza da head coach, ha portato la Germani Brescia fino alla finale scudetto e sarà alla guida dell’Olimpia Milano nella stagione 2026-27. Paolo Galbiati, fresco vincitore della Coppa Italia con Trento, sta partecipando alla Summer League negli Stati Uniti prima di approdare al Baskonia. Edoardo Casalone, da sempre al fianco del Poz, resterà anche nella prossima stagione all’Asvel come assistente.
“Ho seguito con grande interesse Poeta: ha proposto una pallacanestro bellissima e tutt’altro che semplice. Mi piace il suo gioco e sono sicuro che diventerà un grandissimo. Ma sono contentissimo per tutti loro. Pur non sentendomi minimamente tra i motivi del loro successo, ho avuto la fortuna di lavorarci insieme”.
Infine, una riflessione sul valore tecnico ed emotivo degli allenatori di nuova generazione.
“Non si dica che è solo una questione di empatia e gestione emotiva. Questi allenatori sanno perfettamente cosa fare sul piano tecnico e sanno come guidare un gruppo nel modo giusto per il basket di oggi”.

