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Home EurobasketEuroBasket 2015Italia Sassari alle Final Eight tra dubbi e nuovi arrivi

Sassari alle Final Eight tra dubbi e nuovi arrivi

di Mauro Manca

E’ in arrivo il weekend delle Final Eight, la rassegna che nell’arco di tre, intense giornate di pallacanestro, assegna la Coppa Italia, il trofeo che per due anni consecutivi è stato alzato al cielo da Manuel Vanuzzo, l’ormai ex capitano della Dinamo Sassari. La squadra sarda si presenta all’edizione del Mediolanum Forum nel bel mezzo di una stagione complicata, un’annata in cui l’allenatore scudettato è stato sollevato dall’incarico, il roster modificato in corso d’opera e i risultati positivi si sono alternati a quelli negativi con una cadenza quasi pedissequa. Un anno particolare, così come dichiarato di recente dallo stesso presidente Sardara, ma ad oggi tutt’altro che compromesso, almeno per quanto riguarda le coppe e i traguardi nazionali. Salutata l’Eurocup in quel di Istanbul, Sassari presenta Josh Akognon e guarda avanti, una classifica corta che può ancora essere stravolta, la prospettiva secondo cui ai playoff tutto è possibile e, nell’immediato, la tre giorni milanese che assegna un titolo a cui i biancoblù non hanno il piacere né tantomeno il dovere di rinunciare. Detto dell’arrivo del nuovo play, tra gli altri reparti del roster prosegue l’adattamento di Tony Mitchell, uno che, si sa, per dare il meglio di sé ha bisogno di avere il pallone tra le mani. I suoi isolamenti, che a volte spezzano i giochi a metà campo, devono per forza di cose collimare con una fluidità in attacco sulla quale Calvani, subentrato a Sacchetti da quasi tre mesi, lavora a spron battuto fin dal suo primo giorno da capo allenatore. La convivenza tra l’mvp dello scorso campionato e un altro super finalizzatore come Logan appare comunque possibile, e qualora l’intesa tra i due dovesse decollare per le difese avversarie sarebbero dolori. Kadji garantisce la profondità tanto ricercata dal reparto lunghi, spesso penalizzato dai problemi di falli di Varnado occorsi in più di un’occasione, con Petway non sempre brillante e all’altezza della situazione; sebbene in tempi recenti l’ex Olympiacos abbia mostrato buoni progressi sul piano difensivo e della presenza a rimbalzo. Una delle note più liete riguarda la rinascita di Alexander, dapprima spaesato e intimidito nelle prime settimane con Calvani alla guida, rigenerato poi specie grazie all’incrollabile fiducia che il coach ha riposto in lui, prontamente ripagata con prestazioni convincenti e giocate degne di quello sport praticato al di là dell’oceano. Nel percorso di crescita della Dinamo targata 2016, stanno cercando di inserirsi anche gli italiani come D’Ercole, a lungo apparso come oggetto misterioso, che nella sfida casalinga contro Varese ha finalmente mostrato le qualità che lo avevano reso un giocatore importante nello scacchiere della Virtus Roma. Il contributo di Devecchi, Formenti e Sacchetti, perfettamente consapevoli del proprio ruolo all’interno della squadra, non è materia di discussione, e c’è da scommettere che l’inerzia delle gare a venire verrà condizionata anche attraverso il loro impatto sul parquet. Quella di quest’anno è la Dinamo delle attese: ad inizio stagione ci si attendeva che decollasse, poi che il nuovo ciclo Calvani prendesse il via, mentre ora si aspetta che il rimescolamento del roster porti finalmente i suoi frutti, e magari chissà, anche qualche successo…

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