Nella ventiduesima giornata di campionato l’Openjobmetis Varese ospita all’Itelyum Arena l’Happy Casa Brindisi. Sfida di notevole importanza per il discorso salvezza, un successo della squadra di casa garantirebbe ai lombardi una maggiore tranquillità in vista del finale di stagione mentre una vittoria Happy Casa riaprirebbe tutti i giochi, con i brindisini che tornerebbero a contatto della zona salvezza. Squadra di Bialaszewski reduce dal successo in settimana sul campo del Nymburk nei quarti di finale di Fiba Europe Cup.
Openjobmetis Varese – Happy Casa Brindisi: l’analisi della partita
Inizio di partita molto contratto con le due squadre che sentono l’importanza della sfida, nessuna delle due squadre riesce a dare continuità al proprio gioco e così la partita procede a parziali. All’intervallo ospiti avanti di tre. Al rientro in campo arriva il parziale che decide la partita, Varese inizia a trovare la via del canestro dall’arco e allunga in maniera perentoria. La reazione brindisina arriva in apertura di quarto periodo ma Besson è bravo a rimandare indietro gli ospiti e a garantire una preziosa vittoria all’Openjobmetis.
Approccio alla gara differente per le due squadre. Varese privilegia il gioco sugli esterni cercando con maggiore continuità il tiro da tra punti mentre Brindisi tenda a sfruttare la fisicità dei propri lunghi all’interno del pitturato. La partita viene decisa quando le percentuali varesine si alzano, al termine della partita l’Openjobmetis fa segnare un 32% da tre su 39 tentativi. Varese sfrutta una maggiore profondità del roster, tutti i ragazzi di Bialaszewski riescono a fornire il proprio contributo mentre la squadra brindisina ruota solo con 7 elementi e non riesce a trovare l’apporto dagli elementi della panchina.
Miglior realizzatore varesino è il già citato Besson con 19 punti, oltre al cestista francese notevole il contributo dei due esterni azzurri Moretti e Mannion che chiudono, rispettivamente, con 17 e 16 punti. Per Brindisi a suonare la carica è il solito Sneed con 17 punti. Il successo contro l’Happy Casa allontana quasi definitivamente Varese dalle zone calde di classifica mentre la squadra di Sakota ora non potrà più permettersi errori dopo il successo ottenuto da Treviso contro Reggio Emilia.
Il tabellino statistico del match
Parziale singoli quarti: 15-16, 20-22, 28-18, 18-17
Parziale complessivo: 15-16, 35-38, 63-56, 81-73
Openjobmetis Varese: Mannion 16, Ulaneo 7, Spencer 2, Woldetensae 3, Moretti 17, Virginio n.e, Mcdermott 6, N’Guessan n.e, Besson 19, Okeke n.e, Brown 11 Coach Bialaszewski
Happy Casa Brindisi: Morris 16, Malaventura n.e, Laquintana n.e, Sneed 17, Laszewski 2, Smith 5, Seck n.e, Lombardi n.e, Bartley 12, Riisma , Bayehe 7, Washington 14 Coach Sakota
Openjobmetis Varese – le parole di coach Bialaszewski
Intervistato al termine del gara l’allenatore dell’Openjometis, Tom Bialaszewski, si è detto molto contento dell’atteggiamento avuto dai suoi e dell’apporto ricevuto dal pubblico di Masnago, fondamentale nel supporto alla squadra. “Siamo tornati a casa dopo qualche settimana, il pubblico ci ha dato una grossa mano. Mi è piaciuto molto lo spirito difensivo del terzo quarto, la nostra prestazione è cresciuto quando abbiamo iniziato a cercare tiri più puliti senza focalizzarci troppo sugli errori”.
L’allenatore statunitense ha sottolineato la necessità di ridurre le palle perse senza però snaturare il gioco della squadra. “Nella partita cerchiamo spesso di giocare in velocità, motivo per cui il numero delle palle perse si alza. Dobbiamo lavorare su questo fattore ma non possiamo permetterci di cambiare il nostro gioco, sarebbe un grosso problema a questo punto della stagione”.
Di diverso umore l’allenatore brindisino, Dragan Sakota, che ha attribuito i meriti all’avversario capace di portare una mentalità vincente sul parquet. “Varese ha meritato di vincere, abbiamo lottato ma ci è mancata la mentalità vincente. Abbiamo avuto le nostre possibilità ma non le abbiamo sfruttate. Le nostre rotazioni sono state limitate mentre i nostri avversari sono stati bravi a coinvolgere di più tutti quanti”.

