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Come D’Angelo Harrison sta conquistando Brindisi

di Federico Buscarino

D’Angelo Harrison sta disputando un avvio di stagione veramente di altissimo livello e a Brindisi sono tutti entusiasti del loro nuovo leader tecnico, ma facciamo un piccolo passo indietro.

È agosto e a Brindisi tira una brutta aria; il beniamino della città, Adrian Banks, che con le sue triple e la sua intensità ha trascinato l’Happy Casa negli ultimi anni ha abbandonato la nave approdando a Bologna, sponda Fortitudo, e serve dunque una nuova bussola.

Il nome ufficializzato il 3 agosto 2020 è quello di D’Angelo Harrison, detto “Dee”. L’americano classe 1993, è una guardia, famosa fin dai tempi del college, soprattutto per le mortifere percentuali dall’arco. Ma aldilà delle mere statistiche, nella vita di Harrison c’è molto altro.

Il ragazzo fin da piccolo vive una situazione complicata. Infatti, deve fronteggiare la tossicodipendenza della madre prima, che viene seguita dall’incarcerazione del tanto amato fratello “Drizzy”. Queste esperienze, per quanto negative, lo temprano e lo spingono a migliorare per riuscire a creare una situazione famigliare migliore per sé, per la madre e per il fratello.

Durante il primo anno al college realizza 17 punti di media (niente male per un freshman) e l’obiettivo dichiarato è puntare alla NBA.

Purtroppo i suoi 193 cm per 92 kg fanno sì che il verdetto sia piuttosto scomodo da accettare: “undersize”, per gli standard delle guardie oltreoceano. D’Angelo Harrison però, non ha la benché minima intenzione di mollare. Anzi, continua a lavorare sodo e a migliorare.

Cosciente dei propri limiti, ma pronto a superarli, si esprime così: “Nei quattro anni ai Red Storm, ero solo un marcatore. Non ho necessariamente fatto quello che dovevo fare per vincere la partita, fino a quando non sono maturato. Non ho bisogno di essere un realizzatore da 2000 punti. Ho bisogno di prendere rimbalzi, effettuare tiri, difendere, tuffarmi sul parquet. L’ho imparato nel corso degli anni: fare qualsiasi cosa la squadra ti chieda di fare per vincere la partita”.

Gli scout dicono che ha “la versatilità di un esterno e la capacità innata di realizzatore: doti perfetti per l’Europa. Non saremmo sorpresi di vederlo diventare una star all’estero”.

5 anni dopo “Dee” ha più che rispettato le aspettative. Nel corso della passata stagione la lega israeliana decide di assegnare il titolo tramite una formula di playoff a partita secca; dopo mesi di inattività, il tabellino dello statunitense durante quella competizione dice 24.8 di punti di media a partita. Questo risultato vale la finale per lui e per il suo Maccabi Rishon.

Nella sera della finale sarà l’ultimo dei suoi a gettare la spugna: nonostante la sconfitta chiude una serata per lui magica con 38 punti, un ottimo 5 su 8 dall’arco e un record di punti all-time nelle Final Four della Basketball Super League.

D’Angelo Harrison: l’approdo all’Happy Casa Brindisi

Durante l’estate, la “tempesta perfetta” Harrison sbarca dunque a Brindisi, tra gli elogi dell’ex sindaco onorario della città, Adrian Banks, che su Twitter lo accoglie così: “La sua energia è incredibile: Brindisi lo adorerà”.

Ed una volta arrivato in puglia, l’obiettivo di Harrison è proprio quello di non far rimpiangere il nuovo giocatore della Fortitudo Bologna prendendo a sua volta le redini della squadra brindisina.

Ora, possiamo dire con certezza che i suoi 19.7 punti, 3.7 rimbalzi e 3.7 assist di media nelle prime 6 partite di campionato, con il suo career high nella partita contro la De’Longhi Treviso, dove ha messo a referto 27 punti in soli 34 minuti, hanno rassicurato il caldissimo tifo brindisino, che vede ora in lui il nuovo faro ed un nuovo punto di riferimento su cui fare costantemente affidamento nei momenti di difficoltà.

Possiamo dire che Harrison sta dimostrando di essere la nuova star dell’Happy Casa Brindisi, ma non solo: il suo avvio di stagione lo sta affermando come una star dell’intero campionato di Lega Basket Serie A. Come dichiarato dallo stesso “Dee”, ormai siamo di fronte ad un giocatore maturo ed in grado di fare ogni cosa su un campo da basket, dal “lavoro sporco” prendendo dei rimbalzi fino a segnare oltre 20 punti in una partita.

Brindisi ha perso sicuramente un giocatore importantissimo come Banks, ma ha trovato altrettanto sicuramente un giocatore determinatissimo a non far rimpiangere l’ex MVP del campionato e che sta letteralmente trascinando la sua squadra al secondo posto in classifica con un record di 5 partite vinte ed una sola sconfitta, alle spalle della corazzata milanese guidata da coach Ettore Messina.

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