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Fortissima voglia di Derby

di Eugenio Petrillo

Qui Fortitudo:

Cara Fortitudo, quanto fai soffrire… d’altronde questo è da sempre un tuo brutto ‘vizietto’.
Dopo le rocambolesche vicende che hanno fatto sprofondare il club nelle serie inferiori, il nuovo progetto dell’Aquila è partito circa due anni fa con un intento ben preciso, quanto apprezzabile: valorizzare e far crescere giovani ragazzi italiani, possibilmente del territorio bolognese.
L’approdo in panchina di Matteo Boniciolli al posto di Claudio Vandoni, in Serie B (stagione 2014/15), è stato l’inizio di questa nuova avventura che ha portato subito alla promozione in A2.
L’annata successiva il sogno della doppietta si è fermato solo a gara 5 della finale con Brescia.
Ed eccoci alla stagione attuale, quella del salto di qualità.
I ‘superstiti’ del principio della scalata sono Leonardo Candi (’97), Luca Campogrande (’96), Matteo Montano (’92), Nazzareno Italiano e Davide Raucci: nessun fenomeno, ma tutti gran generosi lavoratori.

Al giro di boa del girone d’andata del campionato di A2 2016/17, la Fortitudo si trova ad affrontare la sua prima vera crisi dell’era Boniciolli.
Per scacciare i fantasmi non è bastata l’ultima vittoria casalinga con Chieti. Servirà invece qualcosa di grande nel derby all’Unipol Arena di Casalecchio.
Cosa succede ai biancoblù? Ciò che manca maggiormente ai ragazzi di Piazza Azzarita è quella che coach B. ha definito una ‘prima punta‘ in grado di realizzare canestri durante i frequenti black-out offensivi fortitudini.

La società ha lasciato nelle mani del coach triestino molta responsabilità di scelta del roster, che ha portato così ad alcune decisioni discutibili.
In primis la cessione di Chris Roberts (americano con punti nelle mani, ora a Pistoia in A1) a campionato iniziato per far spazio a Mitja Nikolic. L’ala slovena ex Olimpia Lubiana, dopo le prime tre partite ben giocate, sta attraversando un’inspiegabile involuzione che ha spinto società e staff tecnico a cercare delle valide alternative nel mercato invernale (Alex Legion della Viola Reggio Calabria?).
Dunque non bastano i punti di Stefano Mancinelli (unico in Fortitudo ad aver giocato un derby), del lungo dell’Alabama Justin Knox e del ‘cinno‘ (ragazzino in bolognese) Leo Candi.

La distribuzione dei canestri è omogenea, la squadra lavora di collettivo e non di singoli: è proprio questo il punto di forza e nello stesso momento di debolezza della Fortitudo.
Ora i punti in classifica sono 18 (9 vittorie e 6 sconfitte). Meglio dell’anno scorso sì, ma non totalmente in linea con le aspettative di qualche mese fa.
L’errore più grande di Boniciolli (riconosciuto più volte anche dai lui stesso) non è stato tanto nella costruzione della squadra, quanto nel dichiarare la Effe come favorita principale alla promozione in A1. Le troppe aspettative quindi hanno generato eccessiva pressione nella squadra e delusione alla tifoseria.

La grande intensità difensiva, le gambe giovani e veloci sono le maggiori qualità dei ragazzi con la F scudata sulla discutibile maglia a pois che i cugini virtussini goliardicamente hanno battezzato ‘pigiama’.
Quando la bravura tecnica scarseggia, la voglia e la cattiveria agonistica – imprinting tipico delle squadre allenate da Boniciolli – permettono ai bolognesi di portare a casa il referto rosa.
La sera della Befana, dopo otto anni, torna il derby e la Fortitudo vista la classifica e lo stato di forma, non avrà nulla da perdere. Sarà un vantaggio? Probabilmente sì.
I bianconeri che vengono da otto vittorie consecutive e hanno un distacco di quattro punti con due partite da recuperare, sono nettamente i favoriti. La stracittadina comunque è una partita a sé e tutto può succedere: chissà che non possa essere il trampolino di lancio per la – lunga, anzi lunghissima – stagione fortitudina…
[Di Eugenio Petrillo]

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