Gabriele Procida, ala di 2 metri per 88 chili, nato nel giugno del 2002 a Como, è al giorno d’oggi uno dei prospetti più cristallini nel panorama cestistico italiano. Ha esordito in Serie A con la maglia di Cantù all’età di soli 17 anni, giocando un buono spezzone di gara contro la Reyer Venezia. Tuttavia Cantù ha realizzato che Gabriele non era uno di quei giocatori che si vedono tutti i giorni, durante la partita di ritorno proprio contro Venezia: tre triple importantissime accompagnate da un rimbalzo che hanno contribuito in maniera sostanziosa alla vittoria dei canturini. Da quella prestazione, il giovane ha raggiunto la piena consapevolezza delle sue potenzialità, acquisendo sempre più fiducia nei propri mezzi.
Nel corso di questa stagione, infatti, Gabriele si sta rivelando un fattore determinante per la sua squadra, collezionando statistiche e prestazioni pazzesche per un diciottenne.
L’ottimo contributo di Gabriele Procida
Nonostante questa stagione non sia delle migliori per Cantù, sicuramente Procida è una nota positiva per i biancocelesti. Il classe 2002, a discapito della giovane età, ha disputato delle partite dove ha registrato numeri da veterano: 24 punti contro Pesaro, 16 contro Varese, 15 contro Cremona sono solo alcuni esempi delle straordinarie performance fornite fino a questo momento.
Ciò che, innegabilmente, spicca del gioco di Gabriele è l’abilita nel tiro da 3. La scioltezza e la facilità con cui Procida tira dall’arco sono disarmanti, soprattutto perché spesso e volentieri finalizza. Questa dote unita a un fisico ben piazzato, che gli dona sia agilità sia forza, lo ha facilitato nel coronare il sogno di ogni cestista italiano: la chiamata in nazionale maggiore.
Siamo solo all’inizio
Ebbene, il 9 febbraio di quest’anno, il talento di Cantù è stato convocato da coach Meo Sacchetti in nazionale; assieme a lui erano presenti anche altri giovanissimi come il classe 2003 Matteo Spagnolo e il classe 2000 Giordano Bortolani, che hanno trovato spazio nelle partite di Perm.
Anche Procida ha calcato il parquet, segnando addirittura 10 punti nella partita contro l’Estonia, senza far trasparire quanto sia emozionante per un ragazzo giocare a livelli del genere, vestire la maglia azzurra e offrire un ingente contributo. Tutto questo a soli 19 anni.
Tutti noi ci auguriamo che per Gabriele questa chiamata in nazionale sia solamente il primo step di una fiorente carriera. Indubbiamente, non possiamo non ammettere che questi presupposti fanno ben sperare per il futuro sia del ragazzo sia della nazionale italiana.

