All’indomani del Consiglio Straordinario della FIP che ha dato il via libera al trasferimento del titolo della Germani Brescia a Roma, Mauro Ferrari ha tenuto una conferenza stampa a invito per fare chiarezza su tutta quanta la vicenda.
Il patron della Leonessa ha ripercorso le tappe che che hanno portato a questa decisione, dall’ingresso come sponsor nel 2016 e poi come proprietario nel 2020 fino alla trattativa con Matiasic degli ultimi mesi. I temi toccati sono tanti, tra cui il sistema della Pallacanestro italiana, il rapporto con la stampa, e le possibili soluzioni per fare ripartire il basket all’ombra del Cidneo.
Ferrari: “Basket italiano non più sostenibile”
Mauro Ferrari ha iniziato la conferenza tra i fischi dei tifosi (circa 200) presenti all’esterno della sede del club in segno di protesta per la sparizione della Germani Brescia: “Questa è l’immagine che diamo della nostra città?” Poi ci chiediamo perché qua le squadre spariscono…”
“Quando sono diventato proprietario nel 2020, la Pallacanestro Brescia era quasi in default. Negli ultimi 10 anni, da quando sono diventato sponsor, sono stati fatti degli sforzi economici impressionanti” – inizia così il racconto del numero uno della società biancoazzura – “dal 2016 abbiamo immesso capitali per circa 30.000.00 euro, ma adesso non è più sostenibile. Il sistema basket in Italia non è più sostenibile. L’anno prossimo in Serie A ci saranno 4 società gestite da capitali stranieri: Roma 1 e 2, Trieste e Napoli”.
Sulla crisi del basket italiano: “Sta diventando impossibile fare pallacanestro in Italia, soprattutto se si vuole fare una serie A competitiva in certe piazze. Ho ricevuto chiamate da presidenti di A1 e A2 che mi hanno chiesto se conoscessi capitali esteri che acquistassero i loro club. La situazione è questa. Dieci anni fa nel conto corrente avevamo 30 milioni, ora 500mila. Sì può continuare a fare sport al Palaleonessa, ma solo a determinate condizioni: ho sentito parlare di etica e morale e che la squadra è un patrimonio della città, ma senza sostenibilità economica non si va da nessuna parte. Per fare una buona LBA servono 5-6 milioni, non è etico che la mia famiglia continui a immettere ogni anno 4 milioni sul conto corrente per finanziare il basket cittadino. Bisogna resettare, ma senza scordarci ciò che abbiamo costruito in questi anni. Vi dico di più: situazioni come la nostra saranno sempre più frequenti nei prossimi 12 mesi”.
Sulla stampa: “Ma davvero pensate che possa lasciare i miei dipendenti senza lavoro da un giorno all’altro? In questo senso proseguirà l’attività del Settore Giovanile, che conta oltre 400 tesserati tra bambini e ragazzi ed è la linfa da cui ripartire. Ho letto che i giocatori sono affranti poiché legati alla nostra città, ma prendono uno stipendio che va dai 20 ai 30mila euro al mese e ne andranno a guadagnare 60… Questo non è essere affranti. Anche voi media dovete essere più attenti quando verificate e riportate le notizie, perché poi si creano fraintendimenti che non fanno bene a nessuno“.
Ferrari: “A disposizione due titoli in A2 e altri due in B1 per fare ripartire il basket a Brescia”
Mauro Ferrari ha anche esposto le possibili soluzioni per fare ripartire la pallacanestro a Brescia.
Sul futuro della pallacanestro in città: “Non ho assi nella manica come è stato detto. Però mi metto a disposizione per acquistare un titolo sportivo ad un costo non irrisorio, c’è ne sono due in A2 e uno in B1, e mettere il title sponsor. Il titolo, nel caso, verrà messo nelle mani del Comune che deciderà da quale categoria ripartire in base alla disponibilità economica: per un campionato di vertice in B1 servono almeno 2 milioni, in A2 ce ne vogliono almeno 3 e mezzo. In quest’ultimo caso potrebbe esserci una Newco con altri soci. Non vi dico quali sono i titoli altrimenti il loro prezzo schizza alle stelle. Già il fatto che siano 4 (2 per categoria) ci facilita nelle trattative.
“l tempo a disposizione c’è, ma è poco. Da lunedì bisogna sedersi a un tavolo e decidere cosa fare. Io sono pronto a farmi da parte, se la risposta della città nei miei confronti è questa (la contestazione dei tifosi è proseguita per tutta la conferenza, ndr).
Sulla trattativa con Matiasic: “Il closing non è ancora stato definito, qualsiasi trattativa può saltare anche due ore prima della chiusura. Per questo ho annunciato John Brown e dichiarato che la Pallacanestro Brescia sarebbe rimasta a Brescia. Nel caso la trattativa saltasse, devo programmare la prossima stagione”.
