Il pubblico del Palaleonessa A2A che inneggia coach Poeta quando mancavano ancora due minuti alla sirena finale, è la fotografia perfetta della straordinaria annata della Germani Brescia. Ma soprattutto del rispetto che l’allenatore di Battipaglia è riuscito a guadagnarsi, passo dopo passo, nel corso della stagione non solo dai tifosi bresciani, ma anche tra gli addetti ai lavori. L’ultimo episodio della serie non si è concluso nel migliore dei modi per la Leonessa, la quale però esce da questo trittico di partite con la consapevolezza di aver gettato sul parquet tutte le ultime energie rimaste al termine di una stagione entusiasmante, con pochi bassi e tanti alti – su tutti record societario di 22 vittorie in regular season – per quella che con ogni probabilità è stata l’annata più bella nella storia della pallacanestro bresciana.
Germani Brescia, Poeta: “Virtus più forte, ora fa male ma nessuno rimpianto”
In conferenza stampa Coach Poeta stila il bilancio non solo della finale, ma di tutta la stagione – la prima da capo allenatore – alla guida della Germani Brescia: “Abbiamo fatto una stagione indimenticabile, non abbiamo ancora realizzato la portata di quello che abbiamo compiuto. Non mi piace essere autocelebrativo, io merito è dei giocatori, sono grato ad ognuno di loro per quello che mi hanno trasmesso quest’anno. Mi rende orgoglioso la forza di questo gruppo, vedere che i ragazzi si vogliono bene e sono felici di aver stupito tutti. La sconfitta di oggi fa male, ma allo stesso tempo ci deve rendere consapevoli della grande impresa fatta in questa annata. Faccio i complimenti alla Virtus: sono una squadra forte, profonda e fisica, e oggi ne hanno dato dimostrazione. Due menzioni speciali per Polonara e Belinelli: penso che questo scudetto appartenga molto ad Achille, Belinelli probabilmente appenderà gli scarpini al chiodo con questo scudetto, da vincente com’è. Un grazie a tutta la città di Brescia per esserci stata vicina e per averci fatto credere di poter compiere l’impresa. Anche se la vera impresa è stata arrivare fino a qui. Un grazie anche a Mauro Ferrari che mi è sempre stato vicino, sono sicuro che è orgoglioso di ciò che abbiamo fatto. Rimpianti? Sicuramente ci sono, ma fa parte del gioco. Quando perdi un tassello così importante (Ndour ndr) si sente, è normale. Ma vorrei soffermarmi sugli aspetti positivi, anche se non è facile in questo momento. La nostra forza durante tutto l’anno è stata la compattezza e avere gerarchie chiare, le quali ci hanno permesso di esprimere un certo tipo di basket: bello da vedere e con una forte conoscenza reciproca. Per parlare di futuro ora è presto. Ci penserò domani o dopodomani, ora voglio solo celebrare questa stagione fantastica”.

