Home Lega Basket AGianmarco Pozzecco: “Troppi coach stranieri in LBA”

Gianmarco Pozzecco: “Troppi coach stranieri in LBA”

di Stefano Sanaldi
pozzecco ASVEL

Il Commissario tecnico di Italbasket, Gianmarco Pozzecco, ha rilasciato una intervista a Il resto del Carlino in cui ha commentato il prossimo avvio di campionato. Campionato che vede ancora Olimpia Milano e Virtus Bologna favorite al successo finale, come ha confermato la recente finale di Supercoppa tra le due big del nostro basket.

Gianmarco Pozzecco: “Stagione all’insegna dell’incertezza”

Nel corso dell’intervista, Gianmarco Pozzecco ha trattato diversi aspetti, dando un suo personale pensiero sulla prossima stagione. Una stagione che vedrà Pozzecco molto interessato, considerati gli impegni della Nazionale per le qualificazioni a EuroBasket 2025.

Questo il pensiero di Pozzecco sul prossimo campionato di LBA: “Sarà una stagione all’insegna dell’incertezza perché ci sono almeno 10 club che non hanno nascosto le loro ambizioni di disputare una stagione ad altissimo livello. Se a queste aggiungiamo il fatto che la nostra serie A tutti gli anni riserva un paio di sorprese, non si può non pensare che qualche società rimarrà delusa. I posti per i playoff sono solo otto e qualcuna rimarrà fuori: siccome tra amici e giocatori ho molti amici, spero che non succeda a uno di loro, ma la vedo molto dura”.

Sull’annosa questione del rapporto tra allenatore e giocatori: “Mourinho disse a Moratti che il suo ingaggio doveva essere superiore a quello di qualsiasi giocatore. Questo è sicuramente il modo più sicuro per avere la necessaria autonomia. L’allenatore migliore è quello che durante la settimana lavora così bene con i suoi giocatori che durante la partita i suoi interventi sono minimi. A rovescio, il giocatore migliore è quello che si prepara bene alla gara seguendo alla lettera il suo allenatore. Se tutto questo funziona, ad una lettura superficiale potrebbe sembrare che l’allenatore non serva perché nel momento di maggiore visibilità non è lui il protagonista. Eppure è lui che ha creato le condizioni perché si arrivi a questo obiettivo e tutto questo accade se il coach ha potere di intervenire e autonomia. Vista la preparazione dei tecnici italiani, credo anche che 9 allenatori stranieri nella nostra serie A siano troppi”

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