Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsDerrick Rose annuncia il ritiro ufficiale: “Grazie, basket”

Derrick Rose annuncia il ritiro ufficiale: “Grazie, basket”

di Michele Gibin

Derrick Rose ha annunciato il suo ritiro ufficiale dal basket, a pochi giorni dal suo taglio da parte dei Memphis Grizzlies, il classe 1988 ex MVP nel 2011 con i Chicago Bulls ha giocato nella NBA 16 stagioni dal 2008 al 2024 con Bulls, New York Knicks, Cleveland Cavs, Minnesota Timberwolves, Detroit Pistons e Grizzlies. Un grave infortunio al ginocchio sinistro nel 2012 aveva frenato la sua forte ascesa a giocatore tra i più forti della NBA della sua epoca, ai tempi dei Chicago Bulls.

Il basket è sempre stato e sarà sempre il mio primo amore. Da ragazzo volevo diventare un giocatore NBA e ci sono riuscito. Questo non è un addio ma un grazie al Gioco che amo“, ha scritto Rose in un comunicato, come riportato da Chris Haynes per Bleacher Report. Rose ha acquistato una pagina di giornale dei maggiori quotidiani delle città in cui ha giocato, Chicago, New York, Detroit, Cleveland, Minneapolis e Memphis, per annunciare il suo addio alla pallacanestro e rigraziare tifosi, allenatori e compagni di squadra.

Derrick Rose è diventato nel 2011 appena al suo terzo anno NBA il più giovane MVP nella storia della lega, a 22 anni e 7 mesi con i Chicago Bulls. Rose era stato la prima scelta assoluta al draft NBA 2008 in uscita da Memphis, dopo un solo anno di college nella NCAA. La sua ascesa a nuova superstar della squadra che era stata di Michael Jordan, e che da troppo tempo aspettava il suo nuovo campione, si sarebbe interrotta ai playoffs NBA 2012 al primo turno contro i Philadelphia 76ers, in gara 1 Rose subì un grave infortunio al ginocchio nei minuti finali di una partita già al sicuro per i Bulls, la diagnosi fu il legamento crociato rotto, e un lungo stop. Infortunio a cui poi sarebbero seguiti altri problemi fisici, Derrick Rose saltò per intero la stagione NBA 2012-13 e in quella successiva fu costretto a fermarsi e operarsi ancora dopo 10 partite. Stavolta a tradirlo era stato il menisco del ginocchio destro.

D-Rose non sarebbe più tornato ai livelli del triennio 2008-2011, la sua avventura con i Bulls sarebbe finita nel 2016 con una trade verso i New York Knicks. A New York Rose avrebbe giocato una buona stagione, a 18.0 punti di media in 64 partite ma in un contesto perdente e difficile, con Carmelo Anthony in campo e Phil Jackson come presidente di una gestione fallimentare. A metà della stagione l’ex Bulls si sarebbe preso una pausa dal basket meditando anche di ritirarsi, prima di tornare e completare l’anno.

La sua rinascita sportiva (e non solo) sarebbe arrivata nel 2018. Dopo una sfortunata parentesi con i Cleveland Cavs nel 2017-18 con LeBron James e Dwyane Wade, un’altra trade e il taglio agli Utah Jazz, Rose fu richiamato ai Minnesota Timberwolves dal “suo” coach Tom Thibodeau che lo aveva allenato a Chicago. Ai Twolves, Derrick Rose avrebbe ritrovato fiducia nel suo gioco e spazio per dimostrare il suo valore anche in un ruolo minore da sesto uomo, segnando anche 50 punti il 31 ottobre in una partita contro gli Utah Jazz vinta ai tempi supplementari. Uno dei momenti più commoventi e vissuti della NBA moderna, il ritorno sulla scena di un grande campione. Dopo Minnesota, un Rose finalmente di nuovo in pace col basket e con la sua nuova dimensione avrebbe avuto alcuni buoni momenti ancora ai New York Knicks e ancora con Tom Thibodeau, e poi la stagione 2023-24, l’ultima da giocatore, spesa ai Memphis Grizzlies per sole 24 partite e alcuni problemi fisici.

In carriera, Derrick Rose è stato MVP nel 2011 e tre volte All-Star, primo quintetto All-NBA nel 2011 e due volte medaglia d’oro ai Mondiali FIBA con Team USA nel 2010 e nel 2014. Pare scontato in futuro ritiro della sua maglia numero 1 ai Chicago Bulls, onore che è toccato finora solo a Jordan, Scottie Pippen, Rob Love e Jerry Sloan, Rose diventerà eleggibile per entrare nella Hall of Fame del basket nei prossimi anni. Di certo, nel bene e nel male il titolo ufficioso di “what if“, cosa sarebbe successo se, per eccellenza nella storia della pallacanestro NBA non può non andare a lui.

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