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Happy Casa Brindisi-Germani Brescia: l’analisi in 5 punti

di Pierluigi Ninni

L’eccellente percorso netto della Germani Basket Brescia si infrange al PalaPentassuglia di Brindisi, dove circa 3000 spettatori trascinano la Happy Casa alla seconda vittoria consecutiva in LBA, arrivata al termine di una gara alquanto spettacolare e ricca di emozioni qual è stata Happy Casa Brindisi-Germani Brescia.

Il punteggio finale di 88-78 sembra rispettare il verdetto del parquet, che nei 40 minuti totali ha visto soltanto in rarissimi frangenti i bresciani condurre con autorità. In generale, un bellissimo spot per il basket italiano in termini di qualità e stile di gioco, offerto da due delle squadre che difenderanno i nostri colori in Europa tra Basketball Champions League e Eurocup.

Happy Casa Brindisi-Germani Brescia in 5 punti

Focalizzandoci sulle fasi salienti del secondo anticipo della Lega Basket A, cerchiamo di riassumere la partita tra Happy Casa Brindisi-Germani Brescia, scendendo anche nei particolari tattici che hanno deciso l’esito del match:

  1. Scorie di Eurocup: nonostante lo straordinario risultato raccolto contro i blasonati russi dello Unics Kazan, la squadra di coach Vincenzo Esposito è apparsa scarica e non al massimo della condizione fisica. Nonostante l’euforia spasmodica derivante dalle 4 vittorie su altrettante 4 gare, i lombardi hanno pagato nel finale lo scotto di aver disputato l’Eurocup, al contrario degli avversari (che inizieranno la BCL solo tra una settimana). Se andiamo nel particolare, sono proprio gli uomini maggiormente utilizzati come DeAndre Lansdowne, Tyler Cain e Ken Horton ad aver pagato di più in tal senso: i tre giocatori su cui coach Esposito fa più affidamento sia in fase offensiva che difensiva.
  2. Il rientro di Tyler Stone: che fosse un giocatore qualitativamente interessante lo avevamo intuito lo scorso anno in quei 3 mesi a Cantù. Ma, per la Happy Casa di coach Frank Vitucci, Tyler Stone rappresenta l’ago della bilancia: difensivamente perché è un ottimo difensore sulla palla e può cambiare e marcare almeno 3-4 posizioni; offensivamente perché è compatibile con John Brown III, sa giocare bene off-the-ball ed ha ottime capacità di creazione sia a livello realizzativo che di assistenza per i compagni. È il terzo violino ideale di questa squadra insieme a Darius Thompson, importantissimo nei momenti che contano: quando Brescia torna sotto nel quarto periodo, sono due sue triple in back-to-back a far rimbalzare i lombardi a più di due possessi di distanza. Per l’ex canturino, un secondo tempo da incorniciare con tutti i 15 punti finali a referto;
  3. Il ball-movement di Brindisi: quando la Happy Casa si accende, grazie anche e soprattutto ai propri uomini-simbolo Brown e Banks, c’è ne è per pochi in LBA. A cavallo del secondo e terzo quarto, sono saltati fuori tutti i difetti della difesa bresciana, soprattutto nella drop coverage di Cain, portato fuori dalla sua comfort zone da John Brown, e dalla difesa sul pick&roll di Vitali e di Lansdowne prima su Darius Thompson e poi su uno scatenato Adrian Banks. Saltano all’occhio almeno 4-5 occasioni su situazioni

    Il poster di Kelvin Martin su Andrea Zerini nasce da una situazione del genere: difesa che collassa in area e highlight della gara servito

    di pick&roll o scarico centrale in cui la difesa collassa a canestro su un alzata o su un taglio (2 volte sull’asse Thompson-Brown), o ancora su un ribaltamento (diverse volte un passaggio sul lato debole ha permesso a Brindisi di prendere tiri aperti). Grande merito, come evidenziato dal titolo del punto, è da assegnare alla grande organizzazione offensiva di Brindisi: attacco mai scarico e sempre alla ricerca del tiro a più alta percentuale, finché la lucidità predomina.

  4. L’attacco poco ordinato della Germani: i 9 assist totali finali sono un indicatore chiaro di come Brescia abbia faticato tantissimo ad esprimere la propria pallacanestro al PalaPentassuglia. Per una squadra che fa della creazione dal pick&roll e degli scarichi sul perimetro i suoi dictat principali e che, inoltre, era l’unica a viaggiare a 20 assist totali di media a gara dopo le prime due giornate; risulta difficile trovare la quadra in attacco sopratutto quando il tuo miglior realizzatore e più abile realizzatore, DeAndre Lansdowne, è completamente fuori dal match. Sicuramente, l’intensità dei brindisini nella propria metà-campo e la stanchezza hanno influito in larga parte, in particolare in questo fondamentale.
  5. Nobody could stop ‘Agent 0’ Adrian Banks: più che dei 31 punti messi a referto dal giocatore americano, bisognerebbe puntare il dito e sottolineare gli 11 falli subiti, di cui almeno 7 conquistati nei primi 20′ minuti. Bisogna pensare che Adrian Banks si è messo in modo da solo, grazie ad un 9-10 iniziale dalla lunetta avendo segnato dopo circa 10 minuti il primo canestro dal campo. Una delle migliori prestazioni di sempre per la guardia brindisina, che aveva chiuso l’intervallo a quota 27 e sembrava puntare il suo career-high di 33 punti contro Pesaro nella stagione 2015-16. In realtà, il fuoco si è andato spegnendo negli ultimi minuti, senza comunque rovinare una prestazione leggendaria con la maglia della Happy Casa Brindisi. Quale miglior modo per raggiungere e superare quota 2.500 punti in Serie A!

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