Home Lega Basket ALBA, Gandini: “La Serie A sta bene, pubblico in crescita”. Ma alcune piazze storiche soffrono

LBA, Gandini: “La Serie A sta bene, pubblico in crescita”. Ma alcune piazze storiche soffrono

di Daniele Morbio
lba gandini

Il presidente di LBA Umberto Gandini ha rilasciato un’interessante intervista a La Gazzetta dello Sport, parlando dell’andamento del campionato attuale, dove regna l’incertezza e l’equilibrio è molto più marcato rispetto a qualche anno fa, basta pensare che in vetta c’è il duo Reyer-Brescia con Virtus e Olimpia a inseguire.

Lo stesso numero uno della Lega ha parlato del nuovo entusiasmo intorno alla pallacanestro e dell’indice di riempimento dei palasport.

LBA, le parole ottimiste di Umberto Gandini

Dichiarazioni ottimiste di Umberto Gandini sul campionato e sul momento attuale della LBA, in termini naturalmente di entusiasmo nei palasport, di risultati e non solo, con un occhio anche all’annoso duello tra Virtus e Olimpia per lo scudetto e non solo. Il presidente di Lega ha evidenziato in particolare l’incertezza del campionato e il fatto che ogni partita viene vissuta come uno spettacolo piacevole: “Da Presidente voglio sottolineare l’impegno di tutte le società a volersi migliorare proponendo un prodotto più accattivante che vada oltre l’aspetto del risultato. Ormai ogni partita viene vissuta come un intrattenimento nel quale si respira la volontà dei tifosi di condividere uno spettacolo piacevole. Il contorno è diventato importante e con le finali di Coppa Italia avremo il picco più alto di questa tendenza. Ovviamente, va anche sottolineata la grande incertezza che regna nel campionato diventato più equilibrato. Con molte partite aperte a qualunque esito. L’equilibrio piace a tutti”.

Parole certamente realistiche come il duello tra Virtus e Olimpia, che il presidente di Lega definisce un bene per il basket italiano, in quanto questo duopolio ha spinto altre società ad alzare l’asticella: “Anche se durante la mia presidenza lo scudetto è sempre stato un fatto tra Virtus e Olimpia, non ho mai ritenuto un vulnus questa rivalità nei confronti di tutte le altre squadre. Anzi, l’esempio delle due big ha spinto la concorrenza ad alzare l’asticella. Adesso tutte vogliono competere, nessuna si rassegna a cedere alle prime difficoltà. Ci siamo avvicinati al modello spagnolo con due big storiche come Barcellona e Real che devono guardarsi da tante rivali pronte a batterle”.

Inutile negare che Umberto Gandini possa aver ragione nei numeri e non solo, ma la realtà non è forse tutta così rose e fiori: tra problemi di palasport con capienza limitata come lui stesso ha evidenziato, va anche sottolineato il fatto che la pallacanestro italiana rischia di perdere in questa stagione piazze storiche e altre sembrano essere in un momento davvero complicato: Treviso Brindisi, per fare due esempi, sono due piazze che allo stato attuale rischiano di perdere la massima serie. Con loro una realtà storicissima come Pesaro versa in pessime acque con tanto di contestazione della tifoseria e un palasport che certamente non va a riempirsi.

Ammesso e concesso che sono situazioni “di campo” e che tanti palasport stanno tornando a riempirsi come quello di Napoli Pistoia, è evidente che alcune piazze debbano ritrovare quella storicità per aumentare ulteriormente l’appeal della pallacanestro italiana. Se Olimpia e Virtus con la Reyer sono realtà storiche che stanno ottenendo grandi risultati, dall’altra parte è altrettanto vero che per ambire a un miglioramento di seguito, riempimento dei palasport e aumento di appeal occorre ritrovare anche le piazze storiche. Anche quelle che – magari – non sono in Serie A. O forse no?

Nessuno di noi ha la bacchetta magica per trasformare l’impiantistica italiana. Ma questa nuova ondata di tifosi, con molti giovani, può spingere i soggetti capaci di incidere a livello politico ed economico a fare qualcosa” ha detto il presidente Gandini “Il governo come i privati. Intanto avremo presto nuovi palasport a Tortona e Venezia. Qualcosa si muove. Io però guardo anche alla percentuale di occupazione degli impianti che per il basket arriva oggi al 73%. L’obiettivo futuro? Le capienze dei palasport attuali penalizzano afflussi maggiori ma sarei contento se l’indice di riempimento arrivasse a quota 85%. Lì si può ancora migliorare“.

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