Sassari è alla ricerca di una vittoria che al Pianella manca da otto partite consecutive. L’ultima vittoria di Meo Sacchetti, risale al 1989 quando non era ancora allenatore e vestiva la canotta di Varese (vittoria di 3 punti).
Questa sembra l’occasione giusta, la Dinamo si presenta da campione in carica al cospetto di una Cantù giovane con tante facce nuove, di buone potenzialità ma alla quale serve tempo e pazienza.
Coach Meo Sacchetti (Dinamo Sassari)
L’inizio mette subito in evidenza una Sassari più convinta e fisicamente impressionante al cospetto di un avversario un pò timido che sembra far fatica a scrollarsi di dosso l’esordio in un Pianella come al solito molto vicino alla squadra, forte dell’ennesimo tutto esaurito quasi tutti abbonati.
Dopo 5′ Sassari conduce 11-8 con Varnado e Petway a farsi carico delle prime soluzioni offensive, mentre la zona di Cantù fa fatica a contenere la mobilità dei ragazzi di coach Sacchetti. La regia di Heslip stenta a trovare le soluzioni adeguate e basta attendare qualche minuto per il primo allungo di Sassari (17-8 al 7′). Tutto troppo facile e oltretutto con Alexander ancora in panchina, molto atteso dopo la prestazione maiuscola con Cremona.
La fine del primo quarto dice Sassari avanti di 5 punti di vantaggio ma sopratutto solo 12 punti messi a referto per i ragazzi di coach Corbani.
Il secondo quarto conferma un ottimo Varnado. La Dinamo fa pesare ottime percentuali nel pitturato (60% contro 30%) mettendo in evidenza una Cantù oggettivamente in difficoltà tecnica e fisica, che tradotto si legge 29-15 al 15′.
Coach Corbani le prova tutte, esce dall’ennessimo timeout affidando responsabilità a Heslip, sperando con i penetra e scarica di mettere in ritmo qualche compagno. Il Pianella incita, spinge i propri ragazzi ma alla fine del primo tempo il risultato vede ancora Sassari avanti 48-36, però con un finale nel quale si mette in ritmo un LaQuinton Ross che dimostra di potersi prendere sulle spalle la squadra quantomeno per provarci.
Il terzo quarto Cantù produce il massimo sforzo, cerca e riesce a ridurre il divario, che faticosamente arriva anche a -4, ma è un fuoco di paglia.
Ross si conferma il più in palla, Abass cerca qualche giocata, tanta buona volontà ma sono solo sprazzi e alla fine saranno gli errori a prevalere. La Dinamo non sembra avere difficoltà nel contenere i tentativi avversari, mentre Cantù ha il solo merito di non mollare è il quarto si chiude sostanzialmente in parità con il tabellone che dice 65-56. Il parziale non sembra impossibile da recuperare ma le sensazioni dicono che il divario sia oltre i 9 punti.
Le sensazioni trovano conferma nell’ultimo periodo dove Logan si merita il titolo MPV della gara con 17 punti e un +18 di Sassari con lui in campo. Tutto la Dinamo si conferma un ottimo collettivo e alla fine il 100-59 di valutazione di squadra la dice lunga sui valori espressi in campo. Alexander fisicamente e Haynes con ottime iniziative personali mettono i titoli di coda.
Finale 86 a 75, punteggio mai in discussione che a pochi minuti dal termine sfiora i venti punti di scarto. Per Cantù bene solo Ross e Hall (22 e 17 di val.) mentre per il resto da segnalare i 15 punti di Heslip ma buona parte messi a segno a punteggio già compromesso.
Unico forse al di sotto delle aspettative Stipcevic solo 5 punti e un pò fuori dai giochi.
Prossimo turno Cantù cercherà la sua prima vittoria sul difficile campo della capolista Reggio Emilia mentre in quel di Sassari toccherà alla Enel Brindisi il difficile compito di dare il primo dispiacere ai campioni in carica.
Tabellino della partita:
Per Serie A Passion
Massimiliano Andriola





