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“ManDrake” Diener: il mago da oltre l’arco!

di Lorenzo Prodon

Cugino di Travis, MVP della Serie A nel 2014, 3 volte partecipante all’All-Star Game italiano. Il suo vero nome è Drake Richard Diener, ma mai soprannome fu più azzeccato.

Nato nel dicembre 1981 a Fond du Lac, nel Wisconsin, egli all’età di 20 anni si iscrive alla DePaul University di Chicago. A ridosso della conclusione degli studi, lo colpisce una malattia intestinale molto rara che gli frena bruscamente l’attività sportiva. Per un anno è costretto così a stare lontano dai campi, ma dopo accurate cure mediche Drake fa prevalere la sua voglia di lottare, si elegge dunque per il Draft NBA 2005 senza essere però scelto.

Scartata questa carta, “ManDrake” vola in riva al Ticino firmando con Castelletto, formazione neopromossa in Legadue sotto la guida tecnica di Romeo Sacchetti. I suoi 17 punti di media nella prima stagione nei pro convincono lo stesso allenatore a portarsi insieme Diener al piano superiore, precisamente in A1 a Capo d’Orlando. A stagione in corso la Mens Sana Siena gli offre tuttavia un bel contratto di 4 mesi: occasione che lui non spreca e, seppur vedendo diminuito il suo minutaggio, gli dà l’occasione di affrontare ben altri palcoscenici. Esordisce in Eurolega e nei playoff di Serie A, mostrando tutto il suo killer instinct fino ad arrivare a giocarsi il trono d’Europa alle Final Four. Alla fine, il bottino di questa breve avventura biancoverde recita la vittoria dello Scudetto e il terzo posto in Eurolega. Il tutto alla fine del secondo anno in Italia.

L’esperienza è la madre di ogni certezza, diceva Leonardo Da Vinci. Traslato al contesto, Drake cambia di nuovo squadra ma rimane ancora nello Stivale. La prossima tappa della sua carriera è Avellino, dove vive un’annata senza ottenere risultati di particolare rilievo. Il biennio successivo, a Teramo, lo mette in luce come uno dei migliori giocatori del campionato. Egli contribuisce in maniera corposa alla permanenza del team in prima serie, anche se poi la stessa società sarebbe stata destinata al fallimento un anno più tardi. Ma quella è un’altra storia.

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La premiata ditta Diener: Travis e Drake.

Il 22 luglio 2011, Drake approda alla Dinamo Sassari. Lì ritrova suo cugino (“Ala-Diener”) e coach Meo Sacchetti, colui che lo aveva portato in Italia direttamente da DePaul. Le capacità balistiche del nativo di Fond Du Lac calzano a pennello col sistema di gioco del tecnico pugliese. Anche i risultati parlano chiaro, con i sardi che per la prima volta arrivano alle semifinali playoff non ripetendosi però l’anno successivo. Infatti, dopo aver terminato la regular season al secondo posto, Diener e compagni vengono eliminati al primo turno da Cantù dopo un’ emozionante serie di 7 intensissime gare. Tuttavia, per lui la stagione 2013-2014 rappresenta il punto più alto della carriera. Diviene un autentico trascinatore, con le responsabilità di un’ intera isola sulle spalle. Traguardi? Ottavi di finale di Eurocup e semifinali scudetto da grande protagonista, ma nulla al mondo può valer più della Coppa Italia vinta al Forum di Assago. Una volta eliminata Milano padrona di casa ai quarti grazie a una prestazione monstre dell’ex Teramo, Sassari ha trovato la via spianata verso il primo titolo della sua storia. Era il 9.2.2014, una data che gli appassionati sardi della palla a spicchi non potranno nè vorranno di certo mai dimenticare.

A fine campionato il vincitore dell’MVP di Serie A non può essere che lui, Drake, davanti al milanese Keith Langford e a Jerome Dyson, in quell’annata tra le fila dell’Enel Brindisi. Un po’ di numeri? 19.4 punti, 4.3 rimbalzi, 2.8 assist, 60.8% da 2, 50% da 3 (119 su 238 totale), 85.6% ai liberi. Chapeau.

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Drake Diener al tiro con la maglia di Reggio Emilia.

Nell’estate 2014 Sassari smantella il roster e, successivamente al ritiro di Travis Diener, anche Drake decide di cambiare aria. Passa a Reggio Emilia dove, nonostante i ragazzi di coach Menetti arrivino in finale scudetto, per l’originario del Wisconsin si tratta di una semplice stagione di passaggio. Egli fa un passo indietro rispetto all’exploit dei 3 anni in maglia Dinamo, restando vittima durante i playoff di continui disturbi fisici che ne limitano l’utilizzo. Rifiutata l’opzione per un prolungamento, ora “ManDrake” è in ACB, al CAI Saragozza.

Prima esperienza europea fuori dall’Italia. Tra l’altro, l’altra settimana il cugino di Travis è venuto ad espugnare il Taliercio di Venezia in una gara del girone C di Eurocup. 15 punti a referto quella sera e la vissuta consapevolezza di aver calcato i maggiori parquet del Belpaese, sempre con attitudine da cecchino sfrontato e attaccante mortifero. Di gran lunga, uno dei giocatori più talentuosi che la pallacanestro italiana abbia conosciuto nell’ultimo decennio.

Per Serie A Beko Passion,
Lorenzo Prodon (@ProdonLorenzo on Twitter)

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