Home Lega Basket AOlimpia, cosa va e cosa non va dopo l’ennesima sconfitta in Eurolega

Olimpia, cosa va e cosa non va dopo l’ennesima sconfitta in Eurolega

di Marco Tarantino

E’ stata una pessima partita, difficile trovare altre parole. Era fondamentale vincere per scavalcare il Cedevita e riportarsi così al quarto posto, invece l’Olimpia si ritrova sempre più giù. Manca ancora tanto alla fine della prima fase, ma la qualificazione si complica seriamente.

Nonostante la prestazione offensiva disastrosa, con tantissimi tiri rifiutati un po’ da tutti e le pochissime iniziative prese da chiunque non si chiamasse Alessandro o Krunoslav, quella di ieri era una partita che si sarebbe potuta vincere lo stesso se si fosse giocato con la stessa intensità difensiva vista contro l’Olympiacos; invece la difesa è stata nulla con giocatori del Cedevita che venivano spesso lasciati liberi sotto il canestro con tre metri di spazio.
Il Cedevita, al contrario, ha chiuso la sua area quasi alla perfezione, obbligando Milano a far circolare la palla solo esternamente: col passare dei minuti la manovra dei biancorossi è diventata lenta e prevedibile, senza che nessuno si prendesse alcun tipo di responsabilità o che battesse l’avversario in uno contro uno, creando vantaggi.
I croati si sono adattati alla perfezione ai ritmi bassi della partita, sono stati imprecisi da fuori ma, come detto, hanno trovato sempre un uomo libero sotto il canestro milanese.
Non ci si può permettere di lasciar tirare gli avversari con il 67% da due.

I SINGOLI

Una Milano molto poco credibile (eufemismo) nel pitturato, Barac (voto 6) fa una discreta partita, ma si fa prendere i rimbalzi in testa un po’ da chiunque. Un >Lawal (senza voto) troppo nervoso è stato tenuto in campo solo per quattro minuti. McLean (5,5) è molto attivo a rimbalzo ma molto impreciso al tiro (2/7).
Lafayette (5,5) al momento sta avendo seri problemi in regia. Nonostante il brutto 3/11 da tre di ieri sera, è un buon tiratore da tre e forse lo si potrebbe provare qualche minuto da guardia, magari con l’unico play disponibile al momento, Amato, in campo.
Gentile (7) riscatta nel secondo tempo una prestazione impalpabile fino a quel momento, fa 19 punti ed è ancora una volta il top scorer di squadra.
16 punti per Kruno Simon (7), il più affidabile al tiro da tre (3/7).
Se fino a prima di questa partita Hummel (4) aveva dimostrato almeno una buona presenza difensiva e a rimbalzo, questa è stata pessima in tutto e per tutto.

Brutta partita anche di MacVan (5,5) e Jenkins (5), con 1/4 al tiro. Cerella (SV) parte ancora in quintetto, prova a dare intensità, ma davanti è veramente nullo. Repesa lo tiene in campo solo otto minuti.

GIUDIZIO FINALE

Male, male, male. Ieri sera non si sono visti aspetti positivi, a questo punto un minimo di preoccupazione è comprensibile averla.
Gli approcci alle partite sono troppo spesso brutti, se non pessimi. I quarti quarti in Eurolega si è deciso che non è il caso di giocarli, la squadra subisce sempre parziali pesanti che ci sono costati tre sconfitte, quasi quattro, su quattro gare.
Ieri male anche Repesa, mai in grado di trovare una soluzione.

Continuo a pensare che questa sia una buona squadra ma costruita con alcune gravi lacune. Innanzitutto bisogna subito prendere un vero playmaker, lasciando Cinciarini come secondo e spostando Lafayette nel ruolo di guardia. Jenkins è un buonissimo difensore, ma deve partecipare di più alla fase offensiva, ha un buon tiro e sa penetrare ma raramente guarda il canestro, così è inutile.
Servirebbe anche un centro grosso e potente, in modo da poter riportare McLean in ala grande, suo ruolo naturale. Ora come ora nel pitturato siamo del tutto innocui e le difese avversarie si possono concentrare quasi totalmente sugli esterni, o meglio, su Gentile, che a volte sembra davvero l’unico ad avere la licenza di fare canestro.

Per NBA Passion,
Gio Rid di TifoOlimpia 

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