Home Lega Basket A Dino Meneghin: “Olimpia momento frustrante. Il basket oggi? Ciapa e tira”

Dino Meneghin: “Olimpia momento frustrante. Il basket oggi? Ciapa e tira”

di Stefano Sanaldi

Intervistato da La Repubblica l’ex bandiera dell’Olimpia Milano Dino Meneghin, analizza il basket di oggi e si sofferma anche a parlare della “sua” Olimpia Milano, sconfitta a Torino nella finale di Coppa Italia dopo le due prove convincenti contro Trento e Venezia.

Olimpia, le parole di Meneghin

Per prima cosa Dino Meneghin si sofferma a analizzare la pallacanestro odierna, utilizzando parole semplici ma molto chiare: “È spettacolare, veloce, ma è solo pick and roll. Non esistono più i playmaker, il regista gioca uno contro uno per poi scaricare o tirare da tre punti. È un ciapa e tira. Preferisco la costruzione di un gioco di squadra.”.

Sul momento dell’Olimpia Milano: “È  frustrante. Prestazioni così generano insicurezza, portano a chiedersi cosa non vada all’interno di una squadra e tanti dubbi: su un giocatore, tra i giocatori, sui cambi dell’allenatore, sul tipo di gioco espresso. Soprattutto la rabbia per non riuscire a capire le motivazioni che hanno portato a fare una brutta figura. Oggi, con i roster lunghi, è più complicato perché se un giocatore fa due errori, va in panchina e perde fiducia, si arrabbia. Io sapevo che sarei rimasto in campo anche sbagliando.”.

Lo stesso Meneghin prova a proporre una soluzione per reagire immediatamente: “La rinascita parte dal primo allenamento dopo la sconfitta, dall’autocritica, dal non scaricare le colpe sugli altri anche se hai giocato bene. Dalla voglia di riscatto, dalla rabbia che parte dallo stomaco. Perdere ti mette in discussione e, più che affidarti alle cose che sai fare bene, ti costringe a a concentrarti e a migliorare su tutti quegli aspetti nei quali non ti senti poi così forte.”.

Parole forti quelle usate da Meneghin, che devono far riflettere tutti in casa Olimpia Milano: la controprestazione nella finale con Napoli deve portare una nuova linfa alla formazione di Ettore Messina in vista della ripresa dei lavori. E, magari, anche il giocare con la propria Nazionale potrà fare bene ai giocatori, che avranno subito modo di rituffarsi in una nuova avventura, dimenticando immediatamente la cocente delusione.

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