Home Lega Basket AOpenjobmetis Varese: l’entusiasmo ritrovato prima della grande classica

Openjobmetis Varese: l’entusiasmo ritrovato prima della grande classica

di Omar Valentini
Varese Scola

La terza vittoria consecutiva per l’Openjobmetis Varese ha definitivamente riportato il sereno all’ombra del Sacromonte. Per i biancorossi è ora il momento della trasferta di Milano, per una grande classica da giocare con la testa libera dai nefasti pensieri che hanno caratterizzato gli ultimi mesi.

Effetto Egbunu per l’Openjobmetis Varese: l’importanza di un centro

Da quando la Openjobmetis ha corretto il suo roster, la stagione ha preso tutta un’altra piega. L’assetto “small ball” con cui Massimo Bulleri è stato costretto a schierare la maggior parte dei propri quintetti in tutto il girone d’andata non poteva offrire garanzie a lungo termine. Varese ha passato mesi a patire la fisicità degli avversari, con Scola chiamato a trascinare la squadra in attacco ma costretto a soffrire in difesa, giocando da 5 e rifiatando solo con lo sporadico ingresso di Anthony Morse. Proprio il sottovalutato impatto difensivo del lungo ex Imola e Mantova è stato il segnale che ha spinto la società a investire le proprie risorse nell’acquisto di un vero centro titolare che potesse permettere a Scola di tornare a giostrare da 4 lungo tutto l’arco della partita.

L’arrivo di John Egbunu ha così rappresentato la chiave di volta per coach Bulleri: la Openjobmetis ha trovato un giocatore motivato (era reduce da uno stop piuttosto lungo a causa di problemi fisici) che ha portato in dote ciò che fino a prima era mancato, ovvero la presenza nel pitturato. Il lungo nigeriano, nelle prime sei partite di campionato, viaggia a 8.7 punti e 8 rimbalzi di media, conditi da 1.7 stoppate ad allacciata di scarpe. Numeri che oltretutto sono in ascesa dopo le tre recenti vittorie consecutive. L’altro dato da sottolineare è il +5 nel plus/minus, che più di tutto rappresenta statisticamente l’impatto positivo di Egbunu sulla squadra.

Questo valore aggiunto è facilmente percepibile anche valutando con attenzione il cambiamento nell’atteggiamento offensivo della squadra: nelle ultime uscite, i biancorossi hanno saputo gestire con molta più intelligenza le scelte in attacco per grande merito di Michele Ruzzier, in assoluto il primo a beneficiare dell’inserimento in squadra di un centro di ruolo. Il play triestino va in doppia cifra da tre gare (non a caso, tre vittorie) e sta dimostrando di aver recuperato la sicurezza nei propri mezzi che aveva messo in mostra nelle passate stagioni giocate a Cremona, pungendo con continuità nell’attacco al canestro e trovando percentuali più corpose dall’arco (contro Trento, 19 punti con un solo errore dal campo). Insomma, la rinascita di Varese passa dal playmaker e dal centro. A volte il basket, perlomeno nei suoi concetti fondamentali, è più facile di quanto si possa pensare.

Lotta salvezza: sarà una battaglia fino alla fine

Il positivo e più che naturale entusiasmo suscitato dalle ultime prestazioni non deve trarre però in inganno: la lotta alla salvezza sarà serrata fino alla fine, e la Openjobmetis, seppur abbia lasciato l’ultimo posto provvisorio, avrà un calendario non semplice e non può vantare grossi vantaggi negli scontri diretti, fatta eccezione per Trento. La proibitiva sfida con Milano, in programma il lunedì di Pasquetta alle 18.15, arriva nel momento migliore, quello cioè in cui perdere due punti può fare meno male.

Varese proverà comunque a giocarsi le sue carte, sfruttando il periodo particolarmente ricco di impegni della AX Armani Exchange, che si presenterà all’impegno di campionato dopo una doppia trasferta di Eurolega spesa fra Belgrado ed Atene. Sembra difficile che coach Messina, dopo la sconfitta rimediata a Venezia e con la qualificazione ai playoff in Europa già in tasca, possa pensare al turnover, ma nel caso in cui i fenomeni della corazzata capolista fossero un po’ distratti e stanchi dal tour de force oltre confine, la Openjobmetis potrebbe pensare allo scherzetto alla prima della classe, scalpo che in terra milanese manca ormai da un po’ di anni.

You may also like

Lascia un commento