Home Lega Basket AReggio Emilia, Faried: “Mi sto adattando all’Italia, sono felice”

Reggio Emilia, Faried: “Mi sto adattando all’Italia, sono felice”

di Giacomo Zingaro

Sin dal suo approdo in Italia Kenneth Faried si è affermato come uno dei leader dell’Unahotels Reggio Emilia. L’ex giocatore dei Denver Nuggets, dopo alcune difficoltà iniziali dovute all’ambientamento con il basket europeo, ha alzato il suo livello di gioco fornendo un importante contribuito per la squadra di Priftis, autrice fino a questo momento di una buona stagione sia in campionato che in campo europeo. Intervista da Francesco Pioppi de Il Resto del Carlino, Faried ha parlato della sua stagione e della sua nuova vita nella città reggiana.

Unahotels Reggio Emilia – le parole di Kenneth Faried

“Ho dovuto imparare le regole europee ma da quando sono in Italia ho solo cercato di adattarmi e di essere il miglior giocatore e la migliore persona possibile”. Con queste parole Faried ha commentato il suo processo di ambientamento alla nuova avventura italiana. Come si è visto nel finale della partita persa da Reggio in Coppa Italia contro Trento l’ex giocatore dei Nuggets ha dovuto convivere con differenti interpretazioni della pallacanestro rispetto al basket NBA. Nonostante questo, Faried si è da subito dimostrato come un riferimento per i suoi compagni più giovani come Momo Faye. “Cerco di dire ai ragazzi quello in cui credo, mi faccio trovare sempre pronto e lavoro sempre sodo”.

Il nativo di Newark, nonostante l’età, sta dimostrando un’ottima condizione fisica, a tal proposito Faried ha evidenziato l’importanza dell’allenamento e del giusto atteggiamento in campo. “Non importa di quale campionato stiamo parlando, io porto sempre la stessa intensità. Sono sempre pronto a dare tutto, il mio corpo e la mia mente sono allenate per questo. La mia religione mi aiuta in questo, mi concentro su me stesso e sul mio percorso”.

A livello personale Faried si sta trovando molto bene a Reggio. La città offre tante possibilità e l’ambientamento con la quotidianità procede a gonfie vele. “La mia famiglia sta vivendo la città a pieno. I miei figli frequentano la scuola e ricevono un’ottima istruzione. Metà della mia famiglia è marocchina e qui c’è una grande comunità, possiamo farne parte anche andando semplicemente al mercato. I miei figli stanno arricchendo la loro cultura e hanno la possibilità di giocare a pallacanestro. Tutto questo mi rende molto felice”.

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