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Rinascere in un’altra dimensione: Andrea Bargnani

di Marco Tarantino
ANDREA BARGNANI HA GUIDATO IL SUO BASKONIA ALLA VITTORIA

“Quest’anno dovresti allenarti anche di mattina e sacrificarti per organizzare i tuoi studi. Farò di te un giocatore da NBA. Ti fidi?”

Andrea Bargnani risponde immediatamente di sì, fidandosi della proposta del suo allenatore Roberto Castellano che ha visto nel fisico, nel talento e nell’atteggiamento di Andrea un potenziale giocatore da Serie A. I due condividono in palestra mattine e pomeriggi, accostando il sudore alle ambizioni per migliorare giorno dopo giorno e arrivare a tagliare il traguardo di nome NBA. Andrea esordisce in un campionato senior nel 2002, vestendo la maglia della Stella Azzurra Roma e le sue caratteristiche difficilmente marcabili da lungo perimetrale, in grado di tirare con buone percentuali da tre punti e arrivare con due falcate dall’arco al ferro, non passano inosservate alla Benetton Treviso che lo ingaggia per la stagione 2003/2004 e lo tiene in Veneto fino al 2006.

Il percorso di Andrea Bargnani

Il percorso del Mago- così lo ha soprannominato Pittis- a Treviso è un climax ascendente, definibile con tre parole che descrivono le sue tre stagioni: promessa, giocatore, leader. Sia la Legabasket che l’Eurolega lo premiano, riconoscendo in lui un giocatore rivoluzionario, in grado di cambiare il gioco della pallacanestro. Nell’estate del 2006 i Toronto Raptors scelgono Andrea come prima scelta assoluta, facendogli infrangere numerosi record di ingresso in NBA. Se in Europa era già un giocatore affermato, l’America lo considera un prospetto che deve dimostrare alla lega più fisica e mediatica del mondo il suo valore. Se il suo percorso europeo poteva essere tracciato da una linea tendente verso l’alto, le sue dieci stagioni americane sono analizzabili con una linea ondulatoria che rende bene come il romano classe ’85 non abbia trovato una sua dimensione nella NBA. I media statunitensi lo hanno preso di mira, arrivando con una grande eco in Europa: Andrea Bargnani è un giocatore finito.

Molto spesso di fronte ai fallimenti si cerca di analizzare a fondo i motivi, cercando la causa più remota che possa aver causato il tutto, mettendo in ombra il fatto più semplice, ovvero che qualcuno non è portato per qualcosa. Nel 2016, a dieci anni dall’esordio in NBA, Andrea Bargnani conclude la sua avventura in America e torna in Europa con il peso di riaffermare il suo nome, ormai diluito nella schiuma del passato, proprio dove il suo nome aveva acquisito stima nel 2006. Per tornare ad essere “il Mago” Andrea sceglie il Baskonia, una realtà che lo scorso anno ha raggiunto le Final Four di Eurolega, che ha ridato vita ad un giocatore “finito” come Bourousis e che potrebbe essere la squadra della riapparizione del mago.

Nelle due partite disputate in questa stagione di Eurolega Bargnani ha totalizzato 43 punti, stupendo tutti coloro che lo avevano definito “finito” e riportando a se’ l’attenzione mediatica. Domani ci sarà l’incontro europeo tra Bargnani e Datome, un altro prodotto italiano con una carriera importante alle spalle. Datome è reduce da una bellissima stagione europea con la maglia del Fenerbahçe, sfiorando la vittoria in Eurolega e vincendo il campionato turco. Anche Datome ha provato l’esperienza oltreocenao dell’NBA, ma ha realizzato prima quale fosse la sua dimensione e l’ha trovata in Turchia. Domani Andrea e Luigi si affronteranno in un incontro europeo sotto le bandiere turca e spagnola, cercando di portare i riflettori sui nostri tricolori. Perché una costellazione brilla nel cielo solo se viene vista da una posizione giusta.

Per NBAPassion,
Antonio Mariani

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