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VL Pesaro: un primo bilancio stagionale

di Leonardo Selvatici
Carlos Delfino Tyler Cain Frantz Massenat Pesaro

Prosegue il nostro primo bilancio stagionale delle varie squadre di Lega Basket Serie A ed ecco arrivato il turno della VL Pesaro, approfittando della sosta per le nazionali arrivata dopo la nona giornata di campionato (anche se solamente sei squadre hanno disputato tutte le partite di campionato). Tante sono state le defezioni causa positività al Covid-19 e perciò raramente si sono viste due squadre affrontarsi al completo. Una delle sorprese di questo inizio di campionato è però senza dubbio la VL Pesaro, rivitalizzata da un progetto serio comandato da coach Jasmin Repesa in panchina e da un roster più che ottimo in campo.

La prima parte di stagione della VL Pesaro

La Carpegna Prosciutto Pesaro, nonostante i suoi 10 punti in classifica e la momentanea terza posizione condivisa con Virtus Bologna e Reyer Venezia, fa parte anche lei di quel gruppone di squadre con alcune partite in meno (nel caso della VL Pesaro solo una è la partita da recuperare). La società marchigiana infatti ha riscontrato un focolaio interno di ben quattro giocatori più alcuni elementi dello staff tecnico positivi al virus intorno al 15 novembre che non ha consentito alla squadra biancorossa di scendere in campo proprio contro le Vu Nere. Positività diventate negative per tre dei quattro giocatori in tempo per la sfida casalinga contro Reggio Emilia, l’ultimo match prima della pausa nazionali.

Stagione iniziata in modo convincente con un’ottima Supercoppa disputata alla pari della Dinamo Sassari, poi semifinalista, e dell’HappyCasa Brindisi, attualmente la seconda forza del campionato a -2 dall’Olimpia Milano. La prima giornata di campionato è stata giocata ancora contro i sardi, i quali dopo essere stati sotto nel punteggio per gran parte della partita hanno poi saputo avvicinarsi e sorpassare Pesaro nel finale. Stesso copione anche nella seconda partita disputata a Cantù, con il punteggio in bilico per tutti i primi trenta minuti del match prima che la squadra brianzola allungasse le mani sulla partita e scappasse via. A questo punto ecco che subentra la “cura Repesa”, che porta i giocatori a sbancare gli ultimi campioni d’Italia della Reyer Venezia con un +18 nel punteggio finale: in stagioni come quelle precedenti a queste (a dire il vero dalla stagione 2012-13 fino alla scorsa), mai si era vista una reazione di carattere simile. 

Purtroppo per gli uomini di coach Repesa non è sempre Natale per quanto riguarda le percentuali al tiro da dietro l’arco, le quali dopo l’11/16 (68%) del secondo tempo veneziano sono scese ad un impietoso 4/33 (12%) totale nella sfida contro l’Aquila Trento. Siamo al 18 ottobre e la VL Pesaro si ritrova in fondo alla classifica con 2 soli punti. Da lì in poi seguono quattro vittorie in fila che l’attuale Carpegna Prosciutto non vedeva dal gennaio 2012, anno in cui la società si chiamava ancora Scavolini-Siviglia e che portarono ad una storica semifinale scudetto contro l’Olimpia Milano. Scenario che i tifosi si augurano di rivivere il prima possibile, magari potendo riempire la VitriFrigo Arena, da troppo tempo senza tifosi.  

Analisi del roster

La costruzione del roster pesarese è iniziata esattamente il 23 giugno con l’annuncio dell’ingaggio come head coach di Jasmin Repesa. Tutto le mosse sono state svolte da lui, con alcune richieste ben specifiche come Carlos Delfino e il centro Tyler Cain. Negli anni di giocatori ne sono passati più di una decina a stagione tra tagli e acquisti in corso d’opera e perciò iniziare con un rinnovo, Simone Zanotti in questo caso, è stato un segnale immediato. Quest’anno o almeno finché l’allenatore croato siederà sulla panchina pesarese si fa sul serio. L’obiettivo dichiarato è e deve rimanere la permanenza in serie A per legittimare quel “bonus” ottenuto a marzo con la sospensione dei campionati a retrocessione praticamente certa, ma la VL Pesaro quest’anno vuole sognare in grande.

In questo inizio di stagione ciascun giocatore è passato sotto esame e dopo le nove partite di campionato più le sei di Supercoppa tutti hanno dimostrato di voler stare in questa squadra e di poter dare il giusto contributo alla causa. 
La Vuelle 2020-21 è una squadra particolare e molto temuta dagli avversari, siccome dispongono di tante bocche da fuoco capaci di accendersi in base a cosa concede la difesa. Cercare un giocatore più continuo di un altro dopo cinque vittorie in otto gare risulta difficile, anche perché causa Covid-19 sono mancati sia Frantz Massenat sia Cain all’appello eppure in entrambi i casi le vittorie sono arrivate comunque. 

Sotto i riflettori più di altri è sicuramente il capitano Carlos Delfino, che alla veneranda età di 38 anni sta viaggiando al massimo in carriera in Serie A per punti (14) e assist (2.7). Ritornato alla quarta giornata dopo due turni di stop per infortunio, nelle ultime tre uscite è tornato a pieni giri non scendendo mai sotto i 16 punti. A fianco a lui dal punto di vista statistico è cresciuto vistosamente Marko Filipovity, considerato quasi oggetto misterioso dopo una Supercoppa di ambientamento. Dalla vittoria esterna nella laguna veneziana infatti è sceso in campo un Filipovity completamente nuovo, capace di essere il miglior scorer in una serata e di segnare solo 9 punti in quella seguente perché impegnato a rimpiazzare l’assente Cain, catturando 17 rimbalzi. Per lui le medie dicono 13 punti con 8.8 rimbalzi (quarto in campionato in questa speciale classifica). 

Il miglior scorer della squadra però rimane Frantz Massenat, quel “mister utilità” citato da Repesa in varie occasioni per scusarne la a volte scarsa aggressività in attacco; positivo anche lui nell’ultima uscita con Reggio Emilia, sta viaggiando a 14.4 punti di media in modo assolutamente silenzioso. A completare il reparto piccoli troviamo Justin Robinson, Matteo Tambone e Ariel Filloy. Tutti e tre hanno avuto il loro tempo di ambientamento, con Robinson trascinatore nelle prime uscite a coprire le difficoltà dei due italiani. Ed ora che si sono inseriti entrambi nei meccanismi, ecco che Robinson fa un passo indietro per concedere il giusto spazio a tutti come un gran direttore d’orchestra. Filloy ancora fatica un po’ al tiro dalla lunga distanza, gran parte del suo repertorio offensivo, ma pian piano si vedono miglioramenti di un giocatore che comunque viene da una stagione in cui è stato poco utilizzato alla Reyer Venezia. 

Il problema maggiore di un roster fin qui segnalato come perfetto rimane però la situazione sotto canestro, nonostante l’assenza di Cain abbia portato comunque una vittoria. Filipovity sta risultando più affidabile di quanto si credeva, è vero, ma a soffrire l’utilizzo da centro puro è invece Zanotti: troppo fragile fisicamente per competere con i big men del campionato, motivo per il quale Repesa nelle ultime uscite ha scelto di relegare Filipovity inizialmente in panchina per farlo entrare come pivot e limitare i danni in area da parte della second unit. In mancanza di pubblico nei palazzetti e quindi in mancanza di entrate provenienti dall’incasso delle partite casalinghe, l’unica possibilità per provare a muoversi sul mercato è piazzare Henri Drell. Ala di 203 centimetri classe 2000, classificato nono tra i migliori della sua età in Europa, continua a faticare in LBA senza trovare il suo posto nelle rotazioni. Attualmente poche sembrano essere le squadre interessate a lui, ma la dirigenza biancorossa dovrà quantomeno provarci per cercare di liberare uno slot da riempire con quel big men atletico tanto richiesto da Repesa, per sognare la Coppa Italia rimanendo focalizzati sulla salvezza. 

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