Nella mitologia greca esistono dodici dei, esseri soprannaturali e immortali che governano sulla vita degli esseri umani. Per tutti noi c’è anche il 13esimo: il suo nome è Vassilis Spanoulis. All’età di 17 anni esordì in serie A1 con il Larissa come il classico under di turno che entra al posto della star della squadra a 1 minuto della fine della gara. Due anni dopo si trasferì al Maroussi, club con il quale restò quattro anni facendo registrare ogni anno cifre crescenti. Nel 2005 strappò un contratto da 1.6 milioni con il Panathinaikos, la squadra greca più titolata; il primo anno vinse scudetto, coppa di Grecia e il premio come miglior rookie dell’Eurolega.

Il Panathinaikos aveva una coppia di playmaker !!!
L’anno successivo venne scelto alla posizione 50 del Draft NBA dai Mavericks che lo rigirarono ai Rockets ma la sua avventura durò soltanto un anno a causa dei problemi di salute della mamma e per alcuni battibecchi con il coach. Nel 2007 decise di ritornare al Panathinaikos con il quale rimase fino al 2011, vincendo solo qualche trofeo: tre scudetti di file, due coppe di Grecia, un Eurolega e qualsiasi tipo di riconoscimento personale. Scarso, vero?
Si sa, i giocatori hanno sempre bisogno di nuovi stimoli, e Spanoulis nel 2010 decise di andare a cercarli nella squadra rivale da sempre del Pana: l’Olympiacos Pireo.

La sua decisione ha lasciato di stucco anche lui.
Una squadra totalmente plasmata dal suo carisma che nonostante un taglio di budget vinse l’Eurolega in back-to-back nel 2012 e nel 2013, e in entrambe le occasioni Vassilis fu incoronato MVP delle Final Four.
Un giocatore così poteva non vincere anche con la sua nazionale? La risposta è ovviamente NO. Oro agli europei del 2005, un argento ai mondiali del 2006 battendo in semifinale gli USA e un bronzo agli europei del 2009.
Zeus, guardandolo dal suo Monte Olimpo, gli disse: “Sei troppa roba anche per me!”.

Grafica STPR
Per NBAPassion.com
Fabrizio Trapani di Sesso Tassoni e Pick&Roll
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