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Guido Bagatta ti vogliamo tanto bene

di Jacopo Martini
guido bagatta

Bagatta ti vogliamo tanto bene…

Adoravo i Guns N’Roses quando ero alle medie. Non sono un prodigio della tecnica, sono anche abbastanza pop, ma per iniziare ad ascoltare rock sono perfetti. Li considero una porta d’ingresso al mondo della musica. Loro mi hanno fatto nascere la curiosità di espandere i miei orizzonti, e con il tempo ho conosciuto gruppi che per sonorità, per tecnica e per tanti altri fattori sono molto meglio dei Guns N’Roses. Ma una sorta di riconoscenza mi tiene tuttora legato a loro, pur non ascoltandoli da molto tempo. Ancora oggi, quando sento pronunciare il nome “Guns N’Roses”, lo stomaco è preda di una piccola emozione.
Questo sito però si chiama nbapassion. Cosa c’entrano i Guns N’Roses con nbapassion? C’entrano, eccome. Ma andiamo con calma.

Un uomo chiamato Guido Bagatta

Quando ero alle medie, una piccola passione si stava facendo largo dentro di me: l’NBA. Ogni santo pomeriggio, cascasse il mondo, Sportitalia mandava una partita in replica dalla notte: commento affidato a Guido Bagatta e Dan Peterson.
Sul secondo gli elogi si sprecano, per la sua storia da coach dell’Olimpia Milano ed a Bologna e per l’importanza che ha rivestito nella storia del basket italiano. Guido Bagatta, invece, è sempre stato dato per scontato.
Anzi, spesso ho assistito ad attacchi, seri o meno, nei suoi confronti, soprattutto legati al fatto che le sue telecronache sono, cito, “un concentrato d’incompetenza”.
Incompetenza dovuta, per la maggior parte, ad una previsione sbagliata nel 1997: “Forse Tim Duncan non è il fenomeno che tutti dicono”. Eccola, la frase incriminata, su cui un paio di considerazioni si possono fare. La prima: Duncan all’epoca non aveva ancora giocato un minuto in NBA, quindi può essere più che comprensibile un po’ di sano scetticismo. Scusate, ma quanti dubbi abbiamo avuto su Embiid fino allo scorso ottobre? Seconda considerazione: anche Buffa dice delle “cose inesatte”, ogni tanto. Tradotto: tutti si possono sbagliare. Ma a Guido, a quanto pare, non è mai stato perdonato.

Semplicità al potere

Si sottovaluta moltissimo la forza delle sue telecronache: quella che in molti chiamano incompetenza, io la chiamo semplicità. È questa la sua forza. La semplicità fa appassionare il pubblico.
Telecronache, per l’appunto, semplici, non intrise di terminologie tecniche ma fatte con passione e professionalità. Non dimentichiamoci che è sempre grazie a lui se qualcuno guarda l’NFL qui in Italia. Fu infatti lui il primo commentatore italiano a fare le telecronache delle partite di NFL nel 1980, per l’allora neonata Canale 5. La generazione degli anni ’60 e ’70 se lo ricorda bene, e si ricorda bene anche le prime telecronache di partite NBA qualche anno dopo. Gli italiani si appassionarono al duopolio Bird-Magic, ma il mezzo che li ha portati alla passione è sempre quello. Quindi, se ci siamo appassionati al basket perché piaceva ai nostri padri, parte della “colpa” è anche di Guido Bagatta.
Ma anche per chi, come me, è nato nella seconda metà degli anni ’90 e non aveva genitori amanti del basket, Guido Bagatta è stato fondamentale. L’altra sua grande caratteristica, infatti, era quella di riuscire a rendere l’appuntamento della partita del pomeriggio come un uscita con un amico, dove il linguaggio informale e l’intrattenimento la facevano da padrone. Non era raro che ci scappasse anche qualche risata. In sintesi: era un po’ come se ci facesse compagnia durante la giornata, un normale passatempo che faceva della leggerezza, della serialità, della precisione della sua ridondanza il suo punto di forza.

Guido ci manchi

Ed ecco l’anello di congiunzione: Guido Bagatta è il “Guns N’Roses” dell’NBA.

danilo gallinari

Il gallino dalle uova d’oro

Non sarà un prodigio di tecnicismi, sarà pop e semplice, ci saranno mille commentatori più bravi, ma lui è la porta d’ingresso al mondo del basket.

Ci sarà sempre una parte di noi che gli sarà riconoscente, che si emozionerà quando (speriamo presto) tornerà a commentare il basket in TV. Ci sarà una parte di noi che sorriderà a sentire “il Gallino dalle uova d’oro” nonostante sia un feticista delle lavagne tattiche di Flavio Tranquillo. Ci sarà una parte di noi che godrà quando anche i più irriducibili haters di Guido ammetteranno che aveva ragione su un giocatore, come l’ha avuta dicendo in tempi non sospetti affermando che Gordon Hayward è un giocatore fenomenale (ma nessuno gli ha dato credito). Guido Bagatta non sarà perfetto, ma gli vogliamo bene così com’è.

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1 commento

Guido 13 Maggio 2017 - 21:02

…con molto,colpevole ritardo: grazie davvero.guido

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