Analisi Swot: i Miami Heat Analisi Swot: i Miami Heat 2019-2020
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Analisi Swot: i Miami Heat

Analisi SWOT, i Miami Heat

Analisi Swot: i Miami Heat

Oggi torniamo con una nuova puntata di quella che sarà l’analisi, in evoluzione delle aspettative per le varie squadre NBA: via con l’analisi Swot dei Miami Heat 2019-2020, attraverso i loro punti di forza, quelli di debolezza, eventuali minacce e opportunità per la stagione che partirà ad ottobre. Cosa li aspetta?

Aver salutato per sempre un grande amico è difficile, per superare il dispiacere serve una rivoluzione. Ed in casa Miami Heat è successo esattamente questo. Con il ritiro di Dwayne Wade si è chiuso un capitolo importantissimo nella storia della franchigia, in free agency è arrivato Jimmy Butler che prenderà in mano la squadra cercando di portarla verso la vetta della Eastern Conference. La rivoluzione è andata avanti con la trade che ha visto partire Hassan Whiteside in direzione Portland, mentre a fare la strada inversa sono stati Meyers Leonard e Moe Harkles (poi girato ai Los Angeles Clippers), infine al draft gli Heat hanno selezionato Tyler Herro, guardia dal tiro molto affidabile da Kentucky.

Oggi lo starting-5 dei Miami Heat si presenta così:

  • Goran Dragic
  • Jimmy Butler
  • Justise Winslow
  • Kelly Olynyk\James Johnson
  • Bam Adebayo

Ora andiamo ad analizzare i punti di forza e quelli di debolezza, con la nostra analisi SWOT degli Heat.

Strengths (forza)

Una ventata d’aria nuova ha rifatto completamente il look degli Heat, che ora dovranno si ricostruire da capo l’amalgama di squadra ma squadra che necessitava di una nuova scintilla capace di riaccendere il fuoco.

Bam Adebayo, nuovo staret per i Miami Heat

La partenza di Hassan Whiteside aprirà minuti e spazio in più per Bam Adebayo

Jimmy Butler può essere l’uomo giusto al momento giusto, Tyler Herro ha strabiliato tutti nell’ultima Summer League dimostrando di essere un profilo già pronto per la lega ma anche molto futuribile. A questo quadro già di per sé intrigante va aggiunta l’incognita impazzita rappresentata da Dion Waiters, che dopo un anno molto duro e con molte critiche sulla sua forma fisica quest’estate ha fatto sapere in ogni modo di voler riottenere quel ruolo centrale nelle dinamiche degli Heat.

Coach Erik Spoelstra avrà tanto da lavorare per riorganizzare gli equilibri, ma con un All-Star in più a roster il lavoro forse sarà un pizzico più facile.

Weaknesses (debolezze)

Questi nuovi Heat sono ancora un cantiere aperto. La telenovela sul futuro di Goran Dragic sembra ancora lontana da una conclusione, probabilmente la point guard slovena inizierà la prossima stagione in maglia Heat ma non mi stupirei se la terminasse lontano dalla Florida. Ormai da un anno si rincorrono voci su una sua probabile partenza, forse i tempi ora sono davvero maturi.

Chi invece ha già salutato Mami è Hassan Whiteside. Ora Spoelstra nello slot di centro potrà alternare Bam Adebayo, Kelly Olynyk e il nuovo arrivato Meyers Leonard. Ben tre profili per un ruolo e tutti giocatori abbastanza lontani dal totem Whiteside, giocatore a tratti dominante in difesa quanto, a volte, pigro.

Opportunities (opportunità)

La nuova versione dei Miami Heat con Jimmy Butler in copertina è difficile da inquadrare, gli Heat hanno un roster composto da giocatori molto versatili che rendono gli uomini di Spoelstra molto complicati da affrontare.

Forse proprio questa potrà essere la carta giusta da giocare sul tavolo di una Eastern Conference che ai nastri di partenza vede davanti la coppia formata da Milwaukee Bucks e Philadelphia 76ers, un poco più indietro i nuovi Boston Celtics e poi tantissime buone squadre, tra cui Miami, che non hanno nulla da chiedere e che faranno della spensieratezza e del giocare “a mente libera” la loro principale motivazione.

Threats (minacce)

La più grande arma dei nuovi Miami Heat potrebbe essere la novità, la spensieratezza. Ma come ogni medaglia questa arma ha due facce, la scarsa poca conoscenza può essere un problema risolvibile solo con tempo e con l’inizio della stagione. Finora tutti questi nuovi compagni di squadra non hanno fatto neanche un allenamento insieme, soltanto giocando possono conoscersi e imparare a fidarsi l’un l’altro. Senza dimenticare le possibili trade all’orizzonte per Dragic che potranno stravolgere ancora le carte in tavola nel bel mezzo della stagione.

Già dalla prossima stagione gli Heat potranno dire la loro oppure gli servirà un’anno di transizione?

Andrea Esposito
andrea.es25@libero.it

Nato a Napoli, classe 1996.Giocatore di basket a tempo perso, più bravo a raccontare che a far canestro. Da 15 anni seguo la NBA e tengo particolarmente per i Boston Celtics.Seguo molto il basket italiano con la speranza che Napoli torni in massima serie.

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