Reduci da una stagione deludente, in cui non sono riusciti a superare le semifinali di Conference (sconfitta per 4-1 per mano dei Milwaukee Bucks in rimonta), i Boston Celtics hanno deciso di voltare pagina per ripartire da un nuovo progetto: via Kyrie Irving e Al Horford, dentro Kemba Walker, con i giovani Jayson Tatum e Jaylen Brown che restano alla corte di Brad Stevens e puntano a compiere il tanto agognato salto di qualità per conquistare definitivamente la lega.
Protagonisti entrambi di un’annata più che positiva nel 2017-2018, i due avrebbero dovuto prendere in mano le redini della squadra al fianco dei più esperti Irving e Horford, ma non sono riusciti a esprimere appieno il loro potenziale, al pari di Terry Rozier, accordatosi con gli Charlotte Hornets da free agent. “Voglio essere uno dei migliori e sono pronto ad accettare le tante sfide che mi si presenteranno. L’anno scorso ho fatto meglio per quanto riguarda le stats, ma non sono cresciuto in termini di efficienza e personalità.”, ha dichiarato un motivatissimo Tatum, selezionato con la terza scelta assoluta al Draft 2017 dai Celtics e inserito tra i candidati per il premio di Rookie of the Year nel 2018 (terzo posto alle spalle di Donovan Mitchell e del vincitore Ben Simmons).
Tatum e Brown sulla stessa linea: ripartire da zero per imporsi

Jayson Tatum e Jaylen Brown, presente e futuro dei Boston Celtics.
Il classe ’98, infatti, è passato dalle medie di 13.9 punti, 5 rimbalzi, 1.6 assist e una palla recuperata per partita col 47.5% al tiro e il 43% dalla lunga distanza fatte registrare nel primo anno in NBA ai 15.7 punti, 6 rimbalzi, 2.1 assist e 1.1 recuperi col 45% dal campo e poco più del 37% da dietro l’arco nella sua stagione da sophomore, non riuscendo però a consacrarsi definitivamente tra i grandi come in molti si aspettavano. Nonostante ciò, Boston continuerà a puntare su di lui, tanto che Danny Ainge ha rifiutato di cederlo ai New Orleans Pelicans in cambio di Anthony Davis. Non è andata meglio al suo compagno di squadra Brown, che è stato relegato a riserva da Brad Stevens a stagione in corso, disputando appena 25 partite su 74 in quintetto, per poi tornare titolare ai playoff, senza riuscire a brillare.
“L’esperienza è il miglior insegnante. Ogni anno ne guadagno sempre di più e la prossima stagione la vedo come una nuova tela: noi siamo artisti e ora è tempo di dipingere.”, ha commentato il numero 7 dei biancoverdi, anch’egli molto determinato a imporsi definitivamente. Riusciranno i due giovani talenti a prendersi la scena una volta per tutte?

