Il draft, si sa, è una specie di giungla selvaggia nella quale una semplice mossa può salvarti la vita. Negli ultimi anni sono stati molti i draft definiti wild, pieni di potenziali talenti pronti a conquistare a lega. Tra questi, però, non risulta il draft 2013, l’ultimo che ha visto David Stern come commissioner NBA.
I motivi per cui questo draft era circondato da un’aura di mediocrità era dovuto alle non esaltanti carriere collegiali dei giovani, esclusa quella di Oladipo, e la mancanza di un vero e proprio giocatore generazionale. I dubbi, poi, furono confermati dalla disastrosa annata iniziale di questa rookie class, che vide come miglior esponente il play Michael Carter-Williams e come fallimento la famosa prima scelta assoluta dei Cleveland Cavaliers, Anthony Bennett.
Quattro anni dopo, però, le valutazioni su quel draft vanno necessariamente aggiornate, visto che in questo breve lasso di tempo sono arrivati numerosi premi e riconoscimenti a quella generazione. Andiamo a vedere chi è diventato una star ed ha dato nuova linfa alle rispettive franchigie.
SCELTA N.2: VICTOR OLADIPO
Dopo anni vissuti all’ombra della sua eccelsa carriera collegiale, Victor Oladipo sta finalmente dimostrando di essere un giocatore fenomenale, guidando a suon di punti gli Indiana Pacers in zona playoff. Gli Orlando Magic, e Jacque Vaughn, si staranno sicuramente mangiando le mani per non aver sfruttato l’immenso potenziale di questo giocatore, che viaggia spedito verso la prima chiamata all’All Star Game e il titolo di MIP della stagione.
SCELTA N.10: CJ MCCOLLUM
Partito in sordina, il fido compagno di Damian Lillard si è ritagliato un ruolo di tutto rispetto all’interno della lega. Le sue capacità offensive, infatti, lo hanno reso un giocatore temuto da tutte le difese NBA e, insieme a Dame, forma una delle coppie più esplosive degli ultimi anni. CJ è stato il primo giocatore di questo draft, escluso Carter-Williams, ad essere insignito di un premio, il Most Improved Player nel 2015.
SCELTA N.12: STEVEN ADAMS
Centrone vecchio stile, ha conquistato tutti i tifosi baskettari per il suo look stravagante e per l’immensa energia e voglia di vincere che mette in campo ogni partita. Anche se non è il miglior giocatore di questo draft, Adams ha conquistato un posto di assoluto rilievo nella lega, ottenendo il rispetto di molti avversari.
SCELTA N.15: GIANNIS ANTETOKOUNMPO
Vero e proprio colpo di genio della dirigenza dei Milwaukee Bucks. Il greco, arrivato tra mille dubbi, è oggi il leader della franchigia del Wisconsin ed è di diritto inserito nella lista dei migliori giocatori della lega. Il suo impatto soft dei primi anni, è stato compensato con l’impressionante evoluzione delle ultime stagioni che lo hanno condotto, inoltr , alla vittoria del MIP, al suo primo All Star Game e all’inserimento nel secondo quintetto NBA.
SCELTA N.27: RUDY GOBERT
Steal di questo draft, Rudy Gobert può essere considerato il simbolo del metodo di lavoro degli Utah Jazz. la sua crescita continua, infatti, è coincisa con il ritorno nella zona postseason della franchigia di Salt Lake City. Coach Quin Snyder lo ha messo al centro del suo sistema e Gobert lo ha ripagato a suon di prestazioni che la scorsa stagione lo hanno portato a concorrere per il premio di miglior difensore, al primo quintetto difensivo NBA e al secondo quintetto NBA. Con la partenza di Gordon Hayward, è diventato uomo franchigia e sulle sue solide spalle sono poste tutte le speranze dei caldi tifosi dello Utah.
Oltre questi cinque nomi, però, il draft 2013 ha sfornato buoni mestieranti che in questi anni hanno dimostrato di meritare ampiamente questa lega; tra di essi è doveroso citare Otto Porter, tuttofare dei Washington Wizards, e Dennis Schroder, leader degli Atlanta Hawks. Anche se è una frase sentita è risentita, non dobbiamo mai giudicare prematuramente una tornata perché molto spesso i giocatori hanno bisogno di tempo per far esplodere tutto il loro potenziale. Il draft 2013 è l’esempio di tutto ciò.




