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Miami Heat: una stagione al di sopra delle aspettative, con vista sui playoff

di Andrea de Rose

In una Eastern Conference orfana del suo Re (LeBron James),  alcune squadre si sono distinte disputando una stagione straordinaria come ad esempio, i Milwaukee Bucks che hanno dominato tutto il campionato dall’inizio alla fine conquistando la prima posizione o i Brooklyn Nets, una squadra giovane ma molto solida che tornerà a giocare i playoff dopo tre anni di assenza. Tra le squadre rivelazione ci sono anche i Miami Heat: una squadra poco talentuosa ma di grande cuore, trascinata dal suo leader tecnico Dwyane Wade (giunto all’ultima stagione) e dalla maestria del capo allenatore Erik Spoelstra, oggi occupano l’ottava e ultima posizione utile per i playoff.

VECCHI E NUOVI LEADER

Wade e Spoelstra a colloquio.

La stagione non è iniziata nel migliore dei modi: l’assenza di Dion Waiters fermo ai box e l’infortunio di Goran Dragic dopo solo sette partite,  ha tolto agli Heat due pedine fondamentali, capaci di risolvere le partite con tiri da tre punti e assist formidabili. Nei momenti di difficoltà la squadra si affida ad un immenso Wade che, nonostante gli acciacchi fisici, sta disputando una stagione formidabile in uscita dalla panchina (14.3 punti-4.0 assist- 3.8 rimbalzi). Da non dimenticare i due giovani Justise Winslow (12.7 punti- 4.3 assist- 5.4 rimbalzi) e Josh Richardson (16.2 punti- 4.1 assist- 4.7 rimbalzi) che non hanno fatto rimpiangere gli assenti. Da menzionare alcune vittorie contro squadre più attrezzate come: Houston, Milwaukee e Golden State.

LO SVILUPPO DEL GIOCO

Con l’assenza di un vero playmaker la palla passa spesso dalla mani di Wade , Richardson e Winslow i quali sfruttano il gioco a due con i compagni   per concludere in solitaria con un appoggi al ferro o tiri dalla media distanza. Nel caso in cui i cervelli della squadra non fossero in grado di ricevere, la palla passa automaticamente all’interno dell’aria sfruttando la fisicità di Whiteside (in doppia doppia di media con 12.3 punti – 11. 6 rimbalzi) o di Adebayo (8.6 punti -6.9 rimbalzi) pronti a concludere con una schiacciata nel pitturato. Le armi principali sono l’atletismo, i punti da seconda opportunità grazie all’enorme quantità di rimbalzi offensiva. Da segnalare anche l’ottima difesa che permette un celere recupero palla e il tiro da tre punti che viene sfruttato poco ma trasformato con ottime percentuali (35.3%).

Dai pick and roll spesso gli Heat trovano la strada verso il canestro.

I Miami Heat sono la ventiseiesima squadra per rating offensivo con 105.8 punti di media a partita, e ultimi per tiri liberi con il 69% in stagione, se la partita si mantiene su un ritmo e un punteggio basso gli Heat hanno dimostrato spesso di vincerla. Sicuramente sono una delle squadre meno attrezzate e talentuose di tutta la NBA, ma grazie alla tenacia, il grandissimo cuore, e le giocate superlative di Wade (come il buzzer beater contro Golden State) si stanno guadagnando un inaspettato posto ai playoff.

PROSPETTIVE PLAYOFF

Scambio di maglia tra Wade, Antetokounmpo e Middleton durante l’ultima partita a Milwaukee.

 

Miami ha disputato una stagione incredibile per le sue possibilità, e l’approdo ai playoff è già un grande risultato. L’avversario più probabile visto il posizionamento in classifica è: Milwaukee, l’armata prima in classifica capitanata dal greco Antetokounmpo (Futuro MVP) , da Middleton e da altri ottimi giocatori. La serie è piuttosto complessa, anche se si trovasse una soluzione per marcare Antetokounmpo, i Bucks hanno tante altre armi a cui far fronte. Le possibilità di vittoria da parte di Miami sono pressochè pochissime, ma il rientro di Dragic e Waiters e la voglia di Wade di stupire ancora una volta il suo pubblico e tutto il mondo cestistico ci assicurano, eventualmente, una serie davvero accesa.

 

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