In una Eastern Conference orfana del suo Re (LeBron James), alcune squadre si sono distinte disputando una stagione straordinaria come ad esempio, i Milwaukee Bucks che hanno dominato tutto il campionato dall’inizio alla fine conquistando la prima posizione o i Brooklyn Nets, una squadra giovane ma molto solida che tornerà a giocare i playoff dopo tre anni di assenza. Tra le squadre rivelazione ci sono anche i Miami Heat: una squadra poco talentuosa ma di grande cuore, trascinata dal suo leader tecnico Dwyane Wade (giunto all’ultima stagione) e dalla maestria del capo allenatore Erik Spoelstra, oggi occupano l’ottava e ultima posizione utile per i playoff.
VECCHI E NUOVI LEADER

Wade e Spoelstra a colloquio.
La stagione non è iniziata nel migliore dei modi: l’assenza di Dion Waiters fermo ai box e l’infortunio di Goran Dragic dopo solo sette partite, ha tolto agli Heat due pedine fondamentali, capaci di risolvere le partite con tiri da tre punti e assist formidabili. Nei momenti di difficoltà la squadra si affida ad un immenso Wade che, nonostante gli acciacchi fisici, sta disputando una stagione formidabile in uscita dalla panchina (14.3 punti-4.0 assist- 3.8 rimbalzi). Da non dimenticare i due giovani Justise Winslow (12.7 punti- 4.3 assist- 5.4 rimbalzi) e Josh Richardson (16.2 punti- 4.1 assist- 4.7 rimbalzi) che non hanno fatto rimpiangere gli assenti. Da menzionare alcune vittorie contro squadre più attrezzate come: Houston, Milwaukee e Golden State.
LO SVILUPPO DEL GIOCO
Con l’assenza di un vero playmaker la palla passa spesso dalla mani di Wade , Richardson e Winslow i quali sfruttano il gioco a due con i compagni per concludere in solitaria con un appoggi al ferro o tiri dalla media distanza. Nel caso in cui i cervelli della squadra non fossero in grado di ricevere, la palla passa automaticamente all’interno dell’aria sfruttando la fisicità di Whiteside (in doppia doppia di media con 12.3 punti – 11. 6 rimbalzi) o di Adebayo (8.6 punti -6.9 rimbalzi) pronti a concludere con una schiacciata nel pitturato. Le armi principali sono l’atletismo, i punti da seconda opportunità grazie all’enorme quantità di rimbalzi offensiva. Da segnalare anche l’ottima difesa che permette un celere recupero palla e il tiro da tre punti che viene sfruttato poco ma trasformato con ottime percentuali (35.3%).
Dai pick and roll spesso gli Heat trovano la strada verso il canestro.
I Miami Heat sono la ventiseiesima squadra per rating offensivo con 105.8 punti di media a partita, e ultimi per tiri liberi con il 69% in stagione, se la partita si mantiene su un ritmo e un punteggio basso gli Heat hanno dimostrato spesso di vincerla. Sicuramente sono una delle squadre meno attrezzate e talentuose di tutta la NBA, ma grazie alla tenacia, il grandissimo cuore, e le giocate superlative di Wade (come il buzzer beater contro Golden State) si stanno guadagnando un inaspettato posto ai playoff.
PROSPETTIVE PLAYOFF

Scambio di maglia tra Wade, Antetokounmpo e Middleton durante l’ultima partita a Milwaukee.
Miami ha disputato una stagione incredibile per le sue possibilità, e l’approdo ai playoff è già un grande risultato. L’avversario più probabile visto il posizionamento in classifica è: Milwaukee, l’armata prima in classifica capitanata dal greco Antetokounmpo (Futuro MVP) , da Middleton e da altri ottimi giocatori. La serie è piuttosto complessa, anche se si trovasse una soluzione per marcare Antetokounmpo, i Bucks hanno tante altre armi a cui far fronte. Le possibilità di vittoria da parte di Miami sono pressochè pochissime, ma il rientro di Dragic e Waiters e la voglia di Wade di stupire ancora una volta il suo pubblico e tutto il mondo cestistico ci assicurano, eventualmente, una serie davvero accesa.

