Anthony Davis è al centro dei rumors in NBA, inutile girarci tanto attorno. In questi giorni, all’interno del mondo NBA, si è scatenata una bufera che ha tutte le potenzialità per essere ricordata in futuro come il momento che ha cambiato le sorti della lega.
Geograficamente possiamo ricondurre l’avvenimento in Louisiana, più precisamente in quel di New Orleans dove la franchigia locale, i Pelicans, è alle prese con una richiesta di trade da parte del suo giocatore più rappresentativo, Anthony Davis.
Cosa è successo in questi ultimi tempi per Anthony Davis?
Il prodotto di Kentucky, selezionato con la prima scelta assoluta nel draft 2012 da quelli che al tempo erano i New Orleans Hornets, nella sua breve ma intensa carriera è stato nominato: tre volte nel All NBA Team (2015/2017/2018), tre volte nel NBA All Defensive Team negli stessi anni, una volta MVP dell’All Star Game 2017 tenutosi proprio a New Orleans ed infine una volta nel NBA All Rookie Team ed è considerato come un giocatore destinato a dominare i parquet per i prossimi dieci anni. La sua richiesta si è verificata per una serie di problematiche che, Davis ed il suo agente Rich Paul (lo stesso di un certo LeBron James) hanno ritenuto tali da richiedere uno scambio al fine di migrare verso lidi più prestigiosi della Louisiana.
Il principale intoppo pare che sia dovuto al poco appeal dei Pelicans e più in generale di New Orleans, non sufficiente ad attirare Superstars degne di questo nome. Le altre 29 squadre NBA hanno compreso che questa è una di quelle opportunità che non bisogna farsi scappare e si sono subito fiondate sul mercato, volenterose di accaparrarsi le prestazioni del numero 23 nativo di Chicago. Prima di analizzare le sue possibili destinazioni però, occorre parlare della situazione salariale di Davis, dal momento che quest’ultimo ha, nel 2015, firmato un contratto che a partire dalla stagione 2016/17 lo ha portato a guadagnare 25 milioni di dollari nel solo 2018. Tale contratto prevede un altro anno garantito per 27 milioni a libro paga con successivamente una player option che permetterà al giocatore di decidere se rimanere nel corrente accordo o diventare free agent nell’estate 2020. Qualore, come sembra ormai impossibile, Davis scegliesse di restare nella città del jazz, sarebbe eleggibile per un’estensione contrattuale che diventerebbe la più onerosa della storia NBA (!!) facendo sì che l’ala grande allenata da Coach Calipari a Kentucky guadagni 230 milioni nei prossimi 5 anni. Tornando alle possibili mete per il nativo dell’Illinois, le più gettonate parrebbero essere Los Angeles sponda Lakers e Boston Celtics. Questi ultimi sono considerati da tutti come la franchigia in grado di proporre il miglior scambio ai Pelicans, avendo un core molto giovane che viene considerato sacrificabile pur di arrivare ad un giocatore del calibro di Anthony Davis capace di trascinare letteralmente una squadra. Fanno parte di questo gruppo elementi come Rozier, Brown, Smart, Tatum (nonostante sia improbabile che Danny Ainge si privi del sophomore proveniente da Duke), senza contare inoltre le numerose scelte che i Celtics possono mettere sul tavolo. Basti pensare che solamente quest’anno la franchigia biancoverde dispone delle seguenti scelte: Kings (a meno che non sia la prima assoluta), Grizzlies se fuori dalle prime 8 e quella dei Clippers se esclusa dalla lotteria.
A questo punto sembra scontato che Anthony Davis vada a Boston, ma ecco che entra in scena la “Rose rule”, una condizione contrattuale che permette ai giocatori che, nel loro rookie contract sono stati in grado di vincere MVP, essere nominati due volte All-NBA, oppure aver preso parte al quintetto iniziale di un All Star Game di poter guadagnare fino al 30% dal monte ingaggi dell’intera squadra anzichè il 25%. La peculiarità è che non ci possono essere due giocatori all’interno della stessa franchigia che godano di questa regola. Qui si complica l’assunto poichè oltre a Davis questa Rosa rule è presente anche nel contratto di Kyrie Irving, point guard e superstar globale dei Celtics, quindi a meno che Danny Ainge (GM Celtics) non si privi clamorosamente di Irving lo scambio non è al momento fattibile; la domanda è: chi può essere in grado di offrire a New Orleans degli asset interessanti e che abbia anche il gradimento di Anthony Davis? Questa cerchia di nomi comprende a meno di colpi di scena Knicks, Raptors, Lakers e Bucks, con la squadra angelena in prima fila.
I Pelicans non vorrebbero scambiarlo alla franchigia di Magic Johnson, però Los Angeles è in grado di offire giovani promettenti come Ball, Ingram, Hart e Kuzma. Per quanto riguarda Bucks e Raptors ci sono delle affinità, poichè entrambe sono ai vertici della Eastern Conference ed entrambe cercano un altro giocatore di livello assoluto da affiancare alle rispettive star, Antetokounmpo e Leonard. I Knicks invece, nonostante non abbiano molto da dare, potrebbero convincere AD, promettentdo una free agency 2019 fatta di grandi nomi. Insomma, siamo ancora lontani dalla soluzione del caso, che potrebbe sconvolgere le gerarchie di questa lega. Non ci rimane che aspettare per vedere come si concluderà.

