fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattative Blazers: Damian Lillard spinge per una trade per Draymond Green, ma è Stotts a rischiare

Blazers: Damian Lillard spinge per una trade per Draymond Green, ma è Stotts a rischiare

di Michele Gibin

La sconfitta casalinga contro i Chicago Bulls deve aver lasciato un dubbio molto profondo nella fiducia, di consueto granitica, di Damian Lillard nella bontà della sua squadra e del roster attuale dei Portland Trail Blazers.

Trail Blazers che hanno gettato alle ortiche 20 punti di vantaggio e concesso ai Bulls un secondo tempo da leoni al Moda Center, con tanto di tiro vincente di Zach LaVine a chiudere le prime due settimane di stagione e di campagna fallimentare per la squadra allenata da Terry Stotts. 15 giorni in cui sono arrivate due “ripassate” (Jazz e Warriors), una grande vittoria allo Staples Center contro i Lakers e due vittorie facili contro gli stessi Warriors e con i Rockets, con James Harden ma senza John Wall, Eric Gordon e DeMarcus Cousins.

Il tutto per un record di 3-4. Troppo poco per una squadra che nella offseason ha tentato di rafforzarsi e allugare la panchina come mai prima d’ora, e che oggi si trova al 29esimo posto su 30 per defensive rating nell’intera NBA.

La difesa dei Blazers era cattiva lo scorso anno, e tale è rimasta in questo inizio. E la pazienza di Damian Lillard, superstar come non ne passavano da decenni a Portland, non è inesauribile, tanto che Dame avrebbe tentato a lungo di spronare il suo front office a fare di tutto per portare in Oregon un giocatore in particolare: Draymond Green dei Golden State Warriors, che dei Blazers di Lillard sono stati spesso rivali e giustizieri in passato ai playoffs.

Dopo la sconfitta per 111-108 contro Chicago, l’ambiente a Portland non sarebbe dei più sereni come riportato da Jason Quick di The Athletic. Per la prima volta coach Stotts ha criticato apertamente i suoi per il poco sforzo nel secondo tempo: “Hanno giocato più duro di noi, ci hanno steso“. E i Bulls erano senza Tomas Satoransky e Lauri Markkanen.

Lo stesso Terry Stotts potrebbe trovarsi presto messo in discussione se la squadra non avrà il rendimento che un mercato così impegnativo esige. Il coach è al nono anno alla guida dei Blazers, uno degli allenatori più longevi dopo Rick Carlisle, Erik Spoelstra e il leggendario Gregg Popovich. Neil Olshey è un’altra istituzione a Portland dove storicamente non amano né i cambiamenti in corsa né le rivoluzioni.

Portland è però da oltre due anni senza la guida di Paul Allen, storico proprietario scomparso alla vigilia della stagione 2018\19. Se Allen fosse vivo per vedere questo inzio di stagione così deludente, ne sarebbe felice? Molto probabimente no, come non lo è Olshey che ai Blazers supervisiona per intero le “basketball operations”.

Pensare oggi a una trade per Draymond Green non è cosa semplice: i Golden State Warriors dopo un inizio tragico si sono rimessi in carreggiata (ma per loro sarà una stagione movimentata), Green è appena rientrato e Steph Curry bacia la terra dove “l’orso ballerino” cammina. Degli Warriors disastrosi renderebbero la cosa più facile, la luxury tax che Golden State si troverà a sborsare da quest’anno in avanti è un record NBA e cedere Draymond Green in una classica trade di “salay dump” sarebbe l’unica via per abbatterla.

Manca però la pre-condizione. Gli Warriors dovrebbero essere oggi molto peggio dei Portland Trail Blazers, e notizia notizia, non lo sono.

Anzi.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi