Preso atto di un mercato ormai completamente raffreddatosi, l’ala dei Denver Nuggets Peyton Watson sarebbe disponibile a accettare la qualifying offer annuale da 6.5 milioni di dollari che Denver potrò garantirgli per la prossima stagione, per diventare poi unrestricted free agent nel 2027.
Watson è esploso nella scorsa stagione, salendo a medie da 14.6 punti e 4.9 rimbalzi a partita col 41.1% da tre, e solo gli infortuni gli hanno impedito di concorrere per il premio di Most Improved Player stagionale, per lui sole 54 partite saltando anche i playoffs, dove la sua assenza si è sentita nella serie di primo turno persa contro dei Minnesota Timberwolves decimati dagli infortuni. Per Peyton Watson non è arrivata in free agency alcuna offerta e i Nuggets hanno potuto attendere fino a quando il mercato non si sarebbe di fatto chiuso, con nessuna squadra con abbastanza spazio salariale per attirare il giocatore.
Peyton Watson potrà tornare in caso di accordo al suo ruolo da ala piccola titolare a Denver, che con soli 13 giocatori a roster con un contratto NBA standard è l’unica squadra a oggi al di sopra del second tax apron. Accettando la qualifying offer, Watson avrà come da regole salariali NBA una no trade clause sul suo contratto.
Watson era uno dei due restricted free agent dei Nuggets, che nella giornata di lunedì hanno deciso di pareggiare l’offerta biennale dei Thunder da circa 12 milioni di dollari per l’ala Spencer Jones e trattenere il giocatore. Decisione che ha fatto lievitare ulteriormente il salay cap della squadra e la percentuale di luxury tax da pagare per la prossima stagione. E’ dunque probabile che i Nuggets proveranno da qui alla trade deadline del febbraio 2027 a alleggerire la propria situazione salariale, mettendo sul mercato i contratti di giocatori come Cam Johnson, Christian Braun, Zeke Nnaji e persino Jamal Murray e Aaron Gordon soprattutto se i risultati non dovessero arrivare.

