I Lakers sono la seconda squadra più titolata dell’NBA, ma negli ultimi anni non se la sono passata molto bene. Infatti l’ultimo titolo risale al 2010, l’ultima apparizione ai play-off al 2013. Gli ultimi 4 anni? Penultimi (2013-2014), penultimi (2014-2015), ultimi (2015-2016) e penultimi (2016-2017). All’occhio di un inesperto, che si affaccia per la prima volta nel mondo del basket americano potrebbero risultare una squadra scarsa, ma sappiamo tutti cosa sono i Lakers per l’NBA. Non voglio dilungarmi troppo elencando i vari record di questa franchigia, che sicuramente conoscerete tutti, né voglio limitarmi a citare i campioni che sono passati in maglia giallo-viola. In questo articolo parlerò di come sono i Lakers oggi, del roster a disposizione di coach Walton e di come potranno tornare ai fasti di un tempo. Premetto che gli ultimi anni di “tanking”, qualche scelta sbagliata e qualcuna giusta, non saranno oggetto di discussione, perché appartenenti al passato.
Il presente, invece, dice che i Lakers hanno iniziato la stagione sportiva con la seconda scelta al draft 2017, Lonzo Ball da UCLA, che l’anno scorso ha collezionato 14,6 punti di media, 6,0 rimbalzi di media e 7,6 assista di media, con il 55,1% dal campo, il 41,2 da 3 dal campo e il 67,3% dai liberi. Con questi numeri comunque molto positivi, i Lakers si sono assicurati una point-guard che potrà essere un futuro fuoriclasse della lega, o almeno questo sperano in quel di L.A. Il fatto di puntare tanto sul classe ‘97 si è rimarcato tanto nella scelta di scambiare un altro potenziale talento, D’Angelo Russell, con i Brooklyn Nets, nella trade che ha portato Brook Lopez e la 27° scelta al draft 2017 (Kyle Kuzma) in California e, oltre a Russell, anche Mozgov nella Grande Mela. Brook Lopez sarà il centro titolare di questi nuovi Lakers, un profilo di esperienza che l’anno scorso ha fatto 20,5 punti di media e 5,4 rimbalzi di media, conditi da una buona percentuale ai liberi (81%).
Insieme a lui, come detto, è approdato a Los Angeles anche Kyle Kuzma dal draft, un giocatore anche lui molto promettente. L’ala proveniente dagli Utah Utes l’anno scorso al college ha viaggiato a 16,4 punti di media, 9,3 rimbalzi di media, con il 50,4% dal campo e il 66,9% ai liberi, e sicuramente avrà il suo spazio quest’anno, seppur non parta titolare.
Nel quintetto titolare come ala piccola infatti troviamo Brandon Ingram, 2° scelta del draft 2016, giocatore che può e vuole migliorare sempre di più, anche lui con potenzialità immense. Per lui l’anno scorso 9,4 punti di media, 4 rimbalzi di media, 40,2% dal campo e 62,1& ai liberi. Percentuali che vanno sicuramente migliorate, ma il talento non manca al ragazzo di Kinston, anche lui, lo ricordiamo, classe 1997.
L’altra ala titolare sarà probabilmente Julius Randle. Per il classe 1994 13,2 punti di media lo scorso anno, conditi da 8,6 rimbalzi di media, 48,8% dal campo e 72,3% ai liberi. La 7° scelta al draft 2014 dovrà consacrarsi in questa stagione 2017-2018, se vuole restare ai Lakers, visto l’ultimo ano di contratto, e sicuramente non vorrà lasciarsi sfuggire l’occasione di mettersi finalmente in mostra ora che il progetto lo vede molto partecipe.
Ad affiancare Lonzo Ball, invece, ci sarà Kentavious Caldwell-Pope. Per l’ex Detroit l’anno scorso da segnalare i 13,8 punti di media e l’83,2% ai liberi. Anche lui abbastanza giovane (24 anni), andrà a comporre un quintetto base con età media di 22,6 anni e nessuno dei 5 che supera i 30.
Della “vecchia guardia” che l’anno scorso a concluso la regular season con 26-56, sono rimasti anche Ivica Zubac (centro da 7,5 punti di media e 4,2 rimbalzi di media, con percentuali da 52,9% dal campo e 65,3% ai liberi), Larry Nance Jr. (ala da 7,1 punti di media, 5,9 rimbalzi di media, 52,6% dal campo e 73,8% ai liberi), Luol Deng (ala da 7,6 punti di media, 5,3 rimbalzi di media, 38,7% dal campo e 73,0% ai liberi), Jordan Clarkson (point/shooting guard da 14,7 punti di media, 44,5% dal campo, 32,9% da tre e 79,8% ai liberi), Tyler Ennis (point-guard da 4,3 punti di media, 43,3% dal campo, 38,6% da tre e 84,0% ai liberi) e Corey Brewer (guardia/ala piccola da 4,5 punti di media, 42,2% dal campo e 73,5% ai liberi).
Oltre a loro, in rosa troviamo gli “altri” volti del draft, con Josh Hart preso alla 30° scelta dai Villanova Wildcats (guardia da 18,7 punti di media, 6,4 rimbalzi di media e 74,7% ai liberi) e Thomas Bryant alla 42° dagli Indiana Hoosiers (centro da 12,6 punti di media, 6,6 rimbalzi di media, 51,9% dal campo e 73,0% ai liberi). Altro nuovo profilo è Alex Caruso, guardia di 23 anni l’anno scorso in D-League agli Oklahoma Blue, dove ha fatto 11,9 punti di media, 45,9% dal campo, 40,1% da tre e 74,9% ai liberi. A lui si aggiungono Briante Weber, guardia l’anno scorso stagione divisa tra Sioux Falls Skyforce (D-League), Warriors e Hornets, e Stephen Zimmerman, centro l’anno scorso diviso tra Orlando Magic e Erie BayHawks (da quest’anno Lakeland Magic, D-League).
Con loro finiscono i giocatori che faranno parte del roster ufficiale dei Los Angeles Lakers, che dunque punteranno tanto sui giovani quest’anno, e probabilmente i risultati non arriveranno fin da subito. Ma un giorno torneranno, statene certi. Quando sarà questo giorno, lo scopriremo solo vivendo e seguendo le loro partite, a cominciare dalla prima all’Honda Center, contro i Minnesota Timberwolves di Butler, l’1/10/2017.
di Raoul Oliva

