I San Antonio Spurs fanno l’impresa e vincono in gara 7 contro gli Oklahoma City Thunder, e volano alle NBA Finals dove affronteranno i New York Knicks. Non riesce dunque ai Thunder la difesa del titolo conquistato nel 2025, OKC cede alla fatica di una serie estenuante perdendo le ultime due partite, contro una squadra, gli Spurs, costruita “a specchio” e una bestia nera per tutta la stagione.
111-103 il risultato finale di gara 7, in cui San Antonio è in vantaggio pressoché per tutta la partita coi Thunder che, attaccati a Shai Gilgeous-Alexander, provano a restare lì, a resistere e giocarsela nel finale. Non ci riescono e anzi, è proprio nel quarto quarto che la spia della benzina si accende per uno Shai da 35 punti con 9 assist e che per tre quarti aveva trascinato i suoi, ancora senza Jalen Williams infortunato.
La gara 7 degli Spurs è invece un capolavoro: la squadra di Mitch Johnson pare popolata di veterani, da un Julian Champagnie da 20 punti con 6 su 10 da tre a un Dylan Harper, che sarebbe un rookie, da 12 punti dalla panchina. Gara 7 è anche la partita di De’Aaron Fox, l’unico assieme a Harrison Barnes che però non mette piede in campo, ad avere esperienza di una partita così decisiva. L’ex Kings segna 15 punti con 5 assist e ci mette la lucidità richiesta a un veterano del suo calibro, anche nei secondi finali quando OKC tenta di rimontare, con un fallo ben speso su Shai prima che l’MVP possa tentare un tiro da tre.
Victor Wembanyama vince il premio di MVP delle finali di conference, e a 22 anni e al suo terzo anno NBA giocherà la sua prima finale. Per lui una gara 7 da 22 punti con 7 rimbalzi in 42 minuti, giocando quasi tutto il quarto periodo con 5 falli che però riesce a gestire, anche lui da veterano scafato. E’ talmente la serata degli Spurs che quando Wemby va in panchina per evitare un sesto fallo che lo toglierebbe dai giochi, la sua riserva Luke Kornet stampa in faccia a Isaiah Hartenstein una stoppatona in contropiede che chiude la porta a OKC prima degli ultimi canestri di Champagnie e Stephon Castle.
I Thunder senza Jalen Williams hanno poco attacco attorno a Shai Gilgeous-Alexander e non riescono a sfruttare a dovere i secondi possessi che generano. Dalla panchina Jaylin Williams, Alex Caruso e Jared McCain vanno in doppia cifra ma con percentuali basse al tiro e sparacchiando da tre. Solo Cason Wallace con 14 punti nel quarto quarto si dimostra all’altezza in attacco.
Chi esce dalla serie ridimensionato e con tanti dubbi, soprattutto relativi al suo contratto da star, è Chet Holmgren. Per lui 4 punti e 4 rimbalzi in 33 minuti impalpabili, con soli 2 tiri dal campo e tante situazioni in cui si tira indietro e non guarda il canestro. Proprio quando Wembanyama sarebbe vulnerabile visti i problemi di falli e la fatica nervosa di una serie lunga e di una gara 7.
Holmgren e Lu Dort, altro giocatore in possibile partenza nella off-season, escono da una serie pessima a livello individuale senza “redenzione” mentre Shai Gilgeous-Alexander – tutt’altro che brillante e costante nell’arco delle 7 partite – esce con l’onore delle armi. Si prende la squadra sulle spalle, segna anche i tiri forzati contro i raddoppi e la difesa tutta concentrata su di lui con Stephon Castle che gli gioca nei pantaloncini, e finisce senza energie dopo aver dato tutto. Da MVP, battuto questa volta.
Al suono della sirena finale Victor Wembanyama si lascia andare alle emozioni come sempre, piange e abbraccia i suoi compagni, poi va alla premiazione a ritirare il suo premio di MVP delle finali di conference. A 22 anni il francese ha riportato i San Antonio Spurs alle NBA Finals per la prima volta dal 2014, delle finali che saranno una riedizione di quelle del 1999, le prime di un certo Tim Duncan di cui Wemby pare l’erede anche spirituale, tanti anni dopo, in maglia neroargento. I Knicks arrivano alle Finals riposati e avendo giocato pochissimo, San Antonio avrà il vantaggio del fattore campo e tre giorni per tornare a casa in Texas e provare a resettare e riposarsi. Gara 1 delle NBA Finals è in programma nella notte tra il 3 e 4 giugno al Frost Bank Center di San Antonio.

