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Moda Center, città e Trail Blazers “trattano” ma la franchigia non vuole spendere: accordo lontano

di Michele Gibin
moda center trail blazers

L’incontro di giovedì a Portland tra i vertici dei Trail Blazers e il consiglio comunale della città, per discutere del nuovo contratto di leasing per il Moda Center, è stato “interlocutorio”, con le parti che restano distanti. La buona notizia è che Blazers e consiglio comunale hanno comunque aperto un canale di comunicazione, in una vertenza che sta diventando decisiva per la permanenza o meno della franchigia in Oregon.

Il Moda Center, l’arena più vecchia a oggi nella NBA, ha bisogno di ristrutturazioni per 600 milioni di dollari stimati ma la città di Portland e i Trail Blazers sono ancora lontani da un accordo che dovrà estendere il leasing dell’impianto per altri 20 anni. Il tema? Ovviamente i soldi e il finanziamento. Il Moda Center è una struttura pubblica, di proprietà del comune di Portland, e la città e lo stato dell’Oregon hanno già stanziato rispettivamente 120 e 365 milioni di dollari per i lavori. La restante parte resta tra i nodi della questione mentre il tempo per chiudere, stringe: il 12 agosto prossimo è previsto un voto del parlamento dello Stato dell’Oregon per confermare o meno gli stanziamenti, e in caso di esito negativo occorrerà attendere una prossima “finestra” oppure munirsi di un piano B.

La città di Portland ritiene che dovrebbe essere la franchigia a garantire la restante parte dei 600 milioni di dollari, ma i dirigenti dei Blazers hanno criticato le modalità con cui la municipalità vuole siglare il nuovo accordo. Uno dei nodi è una clausola che obbligherebbe la squadra a garantire nel tempo che il Moda Center resti un’arena NBA “di prima classe”, impegno che implica – di fatto – delle spese che la franchigia non vorrebbe sostenere, accusando la città di voler scaricare al team degli oneri che andrebbero quantomeno condivisi. “Noi stiamo negoziando in buona fede ma questa clausola viene usata come clava, il che non fa bene alle trattative” ha detto il president of business operations dei Trail Blazers Dewayne Haskins. “Si tratta di una clausola che appartiene a un’altra epoca, un residuato bellico che non corrisponde agli standard attuali“.

Per i Blazers, il comune dovrebbe far cadere la clausola “prima classe” per dimostrare di voler davvero trattare in buona fede un nuovo accordo con la franchigia, il team ha precisato durante la riunione “di aver già investito oltre un miliardo di dollari nella manutenzione e conservazione del Moda Center” sin dall’apertura dell’impianto, nel 1995. Una posizione che rispecchia quella del nuovo proprietario dei Trail Blazers, Tom Dundon, che a giugno aveva spiegato come “restare a Portland oggi è già di per sé un grande investimento“.

Posizione che implica come i Trail Blazers non vogliano accollarsi alcuna parte della spesa per i lavori di ristrutturazione del Moda Center, soprattutto senza un nuovo accordo nero su bianco. Ed è qui che il comune di Portland potrebbe agire, anche per vie legali, per pretendere che i Blazers adempiscano ai propri obblighi, un’evenienza che il consiglio comunale “non esclude” sebbene per voce della sindaca della città Kelly Wilson “non c’è alcuna intenzione di intentare causa alla franchigia, né alle altre parti coinvolte“.

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