“I vecchi subiscon l’ingiuria degli anni/ non sanno distinguere il vero dei sogni”. Parole di Francesco Guccini che sarebbe impossibile applicare a Sandro Gamba.
Figura storica della pallacanestro italiana, uno di quelli che aveva un sogno e ha lasciato un segno. Figura storica, ma al passo con i tempi, se si pensa alla lucidità con cui, a quattro mani con Vanni Spinella, ha redatto il su libro, uscito nel 2012.
Un libro che si chiama non casualmente “Il mio basket”. Il coach milanese ricostruisce la sua carriera non in ordine temporale, ma per temi.
La narrazione fonde infatti esempi di tecnica e psicologia con gli episodi avvenuti realmente mentre il coach giocava o allenava, così da poterli mostrare applicati concretamente e avere esempi autentici e comprovati.
Il lettore, così, può approfondire i ricordi di Gamba, le sue strategie e i cambiamenti nella sua carriera e nella palla a spicchi, sia italiana che internazionale.
Basket senza confini, in questo volume. Gamba ricostruisce l’arrivo di Lienhard a Cantù, gli allenamenti di Bill Bradley in giro per il centro di Milano e quelli di Brumatti in palestra che gli costarono un Rolex, l’Olimpiade di Roma in campo e quella di Mosca in panchina, quando con un’autentica impresa sconfisse in casa i sovietici in semfinale.
Ma c’è spazio anche per immergersi nei metodi di allenamento di Dean Smith, sul suo inserimento nella Hall of Fame, sul suo rapporto con Bob Knight e con il ct della nazionale spagnola Diaz Miguel, e sullo strano saluto ricevuto da Bill Clinton a una partita di basket collegiale.
Un libro istruttivo ma non noioso, politicamente scorretto, intellettualmente stimolante per chiunque abbia voglia di comprendere non solo i “cosa” ma anche i “come” del basket.
Gamba S., Spinella V. (2012), “Il mio basket”, Baldini&Castoldi, Milano
ISBN: 9788866206439


