I nuovi Arizona Wildcats ripartono dopo aver terminato l’ultima stagione al primo posto nella PAC-12 con un record di 16-2 che gli ha permesso di finire al primo posto per la seconda volta consecutiva in regular season (quattordicesima volta nella storia). Quella appena terminata è stata una stagione da record per l’università dell’Arizona, che ha chiuso con una striscia vincente di 41 partite casalinghe, la più lunga ancora attiva.
Nei successivi playoff poi i Wildcats si sono sbarazzati, in sequenza, dei California Golden Bears, UCLA e Oregon Ducks in finale, vincendo per 80-52 e raggiungendo così la partecipazione al torneo NCAA.
Ammessa nel tabellone del torneo finale con il numero 2 nella parte occidentale, Arizona si è facilmente liberata di Texas Southern Tigers, Ohio State Buckeyes e Xavier Musketeers, guadagnandosi l’ingresso alle final eight per il secondo anno consecutivo.
Nelle final eight tuttavia i Wildcats si sono dovuti arrendere a Wisconsin perdendo con un 85-78 che ha infranto tutti i sogni di gloria del coach Sean Miller: nonostante ciò, i numeri della scorsa stagione rimangono impressionanti, con un record totale di 34-4 (16-2 nella PAC-12, miglior record della storia della scuola).
A guidare quella che resterà in ogni caso un’annata straordinaria per i Wildcats c’erano Stanley Johnson e Rondae Hollis-Jefferson, rispettivamente ottava e ventitreesima scelta nello scorso draft.
Altre partenze eccellenti sono state quelle di T.J. McCornell, first-team All-Pac-12 e Pac-12 All-Defensive Team, e Brandon Ashley che, dopo essere stato undrafted a Giugno, ha firmato con i Dallas Mavericks dopo una summer league insieme agli Atlanta Hawks.
Sarà difficile rivedere una stagione da 34-4 o una presenza a Houston nelle prossime Final Four, ma è comunque vietato prendere sottogamba questa storica università per la prossima stagione.
GO-TO-GUY
Per riuscire ad evitare il tracollo, Arizona si affiderà alle mani di Ryan Anderson, ala grande proveniente da Boston College. Il californiano, già selezionato nel third team all-ACC nel 2013 a Boston, si è trasferito in Arizona nel 2014, anche se non ha ancora potuto giocare a causa delle regole di trasferimento in vigore nella Division I.
Ai tempi del suo arrivo lo scorso anno, il coach Sean Miller commentava così “Siamo euforici di avere Ryan con noi. Lui ha giocato nella ACC per tre anni, è stato davvero produttivo e ha la possibilità di imparare il nostro sistema. E’ un ragazzo che, a mio avviso, potrà fare molto bene“.
Anderson è stato indicato da Lyndy’s Sport e Athlon Sports (esperti di preview NCAA) come un potenziale giocatore per il quintetto All-Pac12 first team grazie alla sua consistenza in attacco e a rimbalzo.
RECRUITING
Dalla recruiting il coach Sean Miller è riuscito ad aggiudicarsi merce molto privilegiata per compensare gli addii dei suoi principali giocatori quest’estate: a partire da Ray Smith, Alonzo Trier e Justin Simon, sono arrivati una serie di giocatori valutati a cinque stelle dagli scout che spiegano come questi talenti possono diventare degli assoluti protagonisti se sviluppati con la giusta attenzione.
In particolare, Justin Simon sarà uno dei giocatori più interessanti da vedere la prossima stagione. Infatti il backcourt di Parker Jackson-Cartwright (il sophomore titolare nel ruolo di guardia), è dotato di grande atletismo e una visione di gioco in fase di transizione eccellente, cose che gli permetteranno di essere la futura point guard dei Wildcats.
OBIETTIVI STAGIONALI
L’obiettivo degli Arizona Wildcats deve essere quello di restare protagonisti. Posizionata nella top ten per la prossima stagione NCAA, l’università di Tucson avrà il non facile compito di avvicinarsi il più possibile ai livelli della scorsa stagione: senza Johnson e Hollis-Jefferson sarà praticamente impossibile replicare lo straordinario 16-2 della passata stagione, ma guai a dare per morti i Cats del deserto.

