Antoine Walker, ex giocatore NBA tre volte all-star con la maglia dei Boston Celtics, ha vissuto nel corso di un determinato periodo della sua carriera un rapporto alquanto stretto con Michael Jordan. Tale lasso di tempo a cui si fa’ riferimento riguarda nello specifico la stagione 2001/02, all’interno della quale il cinque volte MVP della stagione regolare decise di ritornare sul parquet in veste di giocatore, dopo aver annunciato il suo secondo ritiro personale dal gioco il 13 settembre del 1999.
I piani di Jordan, durante i primi anni del secondo millennio, riguardavano l’occupazione della carica di presidente e comproprietario degli Washington Wizards. Tuttavia, dopo essere stato ispirato dal ritorno nella massima lega statunitense di hockey sul ghiaccio da parte del suo amico canadese Mario Lemieux, l’ex guardia dei Chicago Bulls fece retromarcia dal suo ruolo amministrativo e si affiancò, per disputare gli eventuali incontri stagionali, alla franchigia con sede tra il confine del Maryland e quello della Virginia.
Ovviamente, Jordan aveva già programmato da tempo un modo per potersi mantenere in forma in vista del suo ritorno al MCI Center(oggi Capital One Arena, casa degli Wizards, ndr). Tra le routine che da tempo il quattordici volte all-star aveva adottato, rientrava quella di organizzare tornei ad invito tra soli giocatori NBA, così da potergli garantire un riadattamento ai forti ed intensi ritmi a cui ogni atleta di quel calibro è sottoposto. Un giorno, venne raggiunto in via telefonica anche Antoine Walker, al quale sarebbe stato chiesto di allenarsi in privato con lo stesso Jordan.
.@ASherrodblakely catches up with #Celtics great Antoine Walker as he recalls the role he played in Michael Jordan's 2001 comeback to the NBA with the Wizards https://t.co/fnpIOrCjaC pic.twitter.com/z2vEXQzHTJ
— NBC Sports Boston (@NBCSBoston) May 2, 2020
All’epoca, il prodotto di Kentucky classe 1996 non era ancora dotato di una forte mentalità in termini di pallacanestro. Egli prendeva parte a soli quattro allenamenti alla settimana, e raramente si dedicava alla cura della propria salute fisica attraverso specifici allenamenti da effettuare in sala pesi. Quando, invece, alle sessioni di allenamento si unì anche il nativo di Brooklyn, la situazione cambiò drasticamente:
“Nei primi anni della mia carriera, mi allenavo quattro volte alla settimana, e dedicavo poco tempo alla sala pesi. Quando arrivò Michael, la situazione cambiò. Lui voleva diventare più grosso fisicamente, più potente. Fu così che anch’io inizia a fare sollevamento pesi in modo concreto e costante“.
Jordan non cambiò solo il regime d’allenamento di Walker, ma anche le modalità secondo le quali i due si allenavano:”Ci si recava in palestra dal lunedì al giovedì, dalle 2 del pomeriggio. Prima sala pesi, poi lavoro individuale, poi partitella uno contro uno oppure con altri ragazzi. Ogni match finiva, secondo le regole di Michael, ai sette punti. C’erano tre arbitri a seguire ogni gara che tenevamo, non voleva che fossero i giocatori a chiamare i falli“.
Da quel momento in poi, il rapporto tra la guardia degli Wizards e l’ala dei Celtics migliorò fino a farli incontrare anche lontano dalla pallacanestro giocata. Walker proseguirà la sua solida carriera producendo una media di 17.5 punti a partita, 7.7 rimbalzi catturati a serata e 3.5 assist, vincendo anche un titolo NBA nell’anno 2006 con i Miami Heat. Al contrario, per Jordan sarà la penultima stagione della sua carriera, conclusa con una media di 22.9 punti e della cartilagine strappata nel ginocchio destro che limiterà le sue apparizioni stagionali.
Secondo Antoine Walker, questa esperienza rimarrà per sempre una delle migliori mai vissute:”Ho provato dei sentimenti unici ed indimenticabili durante quei momenti. Aver preso parte al ritorno in campo di Michael Jordan è stata una storia davvero speciale da vivere in prima persona“.

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male per la franchigia
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