Gli Indiana Pacers stanno spingendo per avere Jeff Teague dagli Atlanta Hawks.
Come Kevin Arnovitz di RealGM ha appena riportato la dirigenza avrebbe messo sul piatto anche l’idolo locale George Hill in quella che potremmo definire una ‘Hometown Heroes Trade’, dato che anche Teague è nativo di Indianapolis proprio come Hill.
Sulla point guard degli Hawks ci sono anche gli Orlando Magic.
Atlanta Hakws
Dopo tre sconfitte consecutive, 15 nelle ultime 17, si rialzano gli Orlando Magic, che tornano a vincere contro gli Atlanta Haws. La vittoria arriva grazie ad un buzzer beater di Nikola Vucevic che, nonostante la marcatura di Al Horford, ha realizzato il canestro della vittoria.
La squadra della Georgia per tutto l’arco della partita si è sempre trovata in svantaggio, ma, complici i tanti errori consecutivi di Vucevic (record in negativo per lui: per la prima volta in carriera ha perso più di tre palle nell’ultimo quarto), gli Hawks hanno recuperato un gap di otto punti in circa 3 minuti, agguantando il 94 pari a 48″ dalla fine. Al festival degli errori si sono poi aggiunti Paul Millsap e Jeff Teague, che hanno sbagliato i canestri del sorpasso, lasciando a Vucevic la possibilità di chiudere i giochi sulla sirena.
Bene la coppia Oladipo e Fournier: 40 punti in due. Costretti allo stop dalla grande giocata del centro montenegrino, gli Hawks devono la sconfitta anche ad una percentuale disastrosa da 2 punti (24/63).
Dopo 305 partite, per Nikola Vucevic è arrivato il secondo Buzzer beater della carriera (il primo lo ha realizzato lo scorso novembre contro i Los Angeles Lakers). Ecco a voi la sua giocata.
BREAKING NEWS: Atlanta, Jeff Teague potrebbe lasciare gli Hawks
Gli Atlanta Hawks ascolteranno offerte per Jeff Teague, la dirigenza della squadra della Georgia è molto attiva in questo periodo e, dopo aver esplorato il mercato per Al Horford, non si è fatta problemi a inserire nella lista dei cedibili anche la loro point guard titolare.
I Milwaukee Bucks e gli Utah Jazz sono le prime due franchige che si sono messe in contatto con gli Hawks, ma sicuramente non mancheranno altri potenziali acquirenti per un giocatore così interessante.
Il nativo di Indianapolis classe ’88 sta viaggiando a 14.3 punti, 5.6 assists e 2.6 rimbalzi nella sua settima stagione tra i professionisti, e con un contratto da $8 milioni in scadenza nel 2017 è sicuramente un ottimo affrare.
Una delle tradizioni natalizie è l’NBA CHRISTMAS DAY, quest’anno, il 68esimo, vedrà come sempre delle sfide interessantissime e appassionanti sul parquet. Un’altra usanza classica di Natale, è la letterina a Babbo Natale, Sky Sport ha realizzato uno dei sogni degli appassionati della NBA, ovvero rivedere Federico Buffa e Flavio Tranquillo insieme a parlare di basket; bleacherreport.com, invece, ha scritto i desideri di ogni franchigia.
Atlanta Hawks: denti nuovi per Dennis Schroder, che nel match contro i Portland Trail Blazers ha avuto un duro scontro nel quale, un suo dente ha avuto la peggio. Il playmaker tedesco ha comunque continuato a giocare, dopo aver recuperato il dente ed esserselo messo nei calzini per non perderlo.
Boston Celtics: un top player per dare un senso all’ambiente. La star di cui hanno bisogno potrebbe arrivare dai prossimi draft, dato che grazie al lavoro della dirigenza della franchigia, avranno molte prime scelte. Oppure, un grosso free agent o una trade, per molto tempo si è parlato di DeMarcus Cousins, ma per adesso non ci sono riscontri.
Brooklyn Nets: un grande colpo in free agency. Con il contratto di Joe Johnson da 24 milioni di dollari annui, che è arrivato all’ultimo anno e quello di Jarret Jack che prevede soltanto una team option per 6,3 milioni, aggiungendo a questi fattori l’aumento del salary cap, i Nets avranno la possibilità di investire pesantemente sul mercato della prossima estate.
Charlotte Hornets: la crescita di certi giocatori del roster, come Al Jefferson, che stando ai dati, quando è in campo “peggiora” la squadra. Con Big Al in campo il net rating è di 1.9, senza di lui è di 5.5. Questo non vuol dire che è meglio non averlo sul parquet, ma significa che deve migliorare. Così come deve crescere, soprattutto fisicamente, Frank Kaminsky, che intanto però sta segnando con regolarità (6.4 punti e 3.4 rimbalzi in 18 minuti a partita). Il sogno nel cassetto, è quello di rivivere la ‘linsanity‘ in quel di Charlotte.
Chicago Bulls: un’identità chiara. Fred Hoiberg, al primo anno come coach in NBA, deve far fronte a molte difficoltà, come ad esempio la convivenza fra Joachim Noah e Pau Gasol: se, come si sta verificando, è lo spagnolo ad essere il titolare, si può seriamente pensare di scambiare il francese, magari per un’ala piccola.
Cleveland Cavaliers: un roster sano. Senza infortuni i Cavs non dovrebbero avere troppi problemi ad est, almeno fino alla finali di conference. Poi la speranza è quella di rivedere giocare il Prescelto, LeBron James, come ha fatto l’anno scorso alle Finals.
Dallas Mavericks: un consistente contributo da parte dei vari Chandler Parson e Wesley Matthews. Se poi Dirk Nowitzki e Deron Williams nonostante l’età, continuano a giocare come sanno, potrebbero togliersi delle soddisfazioni.
Denver Nuggets: un nuovo jumper per Emmanuel Mudiay. A solo 19 anni e non è mai stato al college, è vero, ma se i Nuggets vogliono puntare seriamente su di lui, c’è tanto lavoro da fare per il giovane play. Un’altra cosa di cui hanno bisogno a Denver, è un Danilo Gallinari in salute.
Detroit Pistons: un grande ritorno al suo livello di Brandon Jennings. Nella Motor City hanno bisogno del suo aiuto se, come pare, potranno competere per entrare ai playoff, grazie alla straordinaria evoluzione di Andre Drummond.
Golden State Warriors: nulla. O meglio che tutto continui così, l’unica nota storta è l’assenza in panchina di Steve Kerr, che forse nei momenti decisivi per l’esperienza accomulata l’anno scorso, potrebbe essere utile, ma finora non si è sentita la sua mancanza.
Houston Rockets: calma e serenità. L’anno scorso hanno raggiunto le finali di conference, traguardo importantissimo forse sottovalutato, vedendo i valori in campo ad Ovest. Con Kevin McHale licenziato e l’inizio pessimo di stagione per Ty Lawson, la sensazione è che sia bisogno di tranquillità per ottenere buoni risultati, che attualmente sembrano lontani.
Indiana Pacers: più punti dal backcourt. Talvolta si nota che Paul George, anche se tornato a un livello entusiasmante, non può fare tutto da solo, soprattuto se marcato da giocatori come Tony Allen, Kawhi Leonard o LeBron James, perciò gli altri giocatori in campo soprattutto Monta Ellis e George Hill dovrebbero prendersi più responsabilità.
Los Angeles Clippers: riuscire a vincere regolarmente contro i top team. Come squadra è rodata e solida, soprattutto in chiave playoff dove Paul Pierce può ancora spiegare pallacanestro, però il salto di qualità lo devono fare battendo ripetutamente qualche squadra di vertice, così potrebbero acquisire una mentalità vincente.
Los Angeles Lakers: un sistema difensivo e Kobe Bryant più continuo. La difesa dei gialloviola è terrificante, per migliorare devono partire sistemandola, poi in attacco il Black Mamba deve dare più spesso il suo contributo in fase realizzativa, che risulta decisivo.
Memphis Grizzlies: qualche possibilità offensiva in più. Mancano tiratori alla squadra, che in attacco è troppe volte lenta e prevedibile: fortunatamente per loro, secondo dei rumors, Marc Gasol sta iniziando a lavorare a un range di tiro più ampio.
Miami Heat: un miglior bilanciamento fra Dwyane Wade e Goran Dragic. Un’altra cosa di cui sicuramente hanno bisogno è un Chris Bosh in piena forma per tutta la stagione, così potrebbero diventare davvero ostici da incontrare per tutti ai playoff.
Milwaukee Bucks: un veterano leader per far crescere i giovani. Per ora stanno un po’ deludendo le aspettative, che erano molto alte. In molti pensano che i Bucks abbiano bisogno di un giocatore navigato che possa aiutare i compagni, anche mentalmente, nei momenti decisivi.
Minnesota Timberwolves: il roster è un buon mix di veterani e giovani talentuosi, l’upgrade glielo può far fare Kevin Martin. Il 32enne è al centro di molte trattative che lo vedrebbero coinvolto in uno scambio. Sia se dovesse partire, e quindi liberare spazio per Zach LaVine come guardia, sia se dovesse restare, decisiva la sua esperienza, passa da lui il futuro immediato per i Timberwolves. Per gli anni successivi, il già citato LaVine con Karl Anthony Towns e Andrew Wiggins diranno la loro.
New Orleans Pelicans: basta infortuni per tutto il roster. La stagione è iniziata molto male per vari motivi, uno di questi è sicuramente la mancata salute di molti giocatori del roster, in special modo quella di Anthony Davis. Tutto o quasi dipende da lui per i Pelicans.
New York Knicks: riposo per Kristap Porzingis. Al draft non fu accolta bene la sua scelta, adesso invece si è capito che se i Knicks vogliono tornare ai playoff, missione difficile ma non impossibile, devono gestire il giovane lituano. Carmelo Anthony può contare su un ottimo elemento nel roster e quindi deve dialogarci e aiutarlo molto, perchè anche per il prodotto di Syracuse, gli anni iniziano a pesare: siamo a 31 e i titoli NBA vinti sono ancora zero.
Oklahoma City Thunder: giocatori affidabili su due lati del campo da affiancare a i ‘big three’. Kevin Durant e Russel Westbrook hanno insieme un net rating di 17.4, il loro più alto di sempre insieme, il dinamico duo ha forse l’ultima chiamata per il treno e questa volta non possono perderlo.
Orlando Magic: Scott Skiles deve restare a lungo. Ad Orlando per la prima volta dall’addio di Dwight Howard, la squadra gira bene e sta migliorando notevolmente: il merito è soprattutto da attribuire a coach Skiles, specialista di queste situazioni, che però non si sa fino a quando ha intenzione di allenare questa squadra, perciò la dirigenza deve riuscire a trattenerlo e dargli elementi validi per puntare in questo progetto.
Philadelphia 76ers: vittorie. A Philadelphia hanno bisogno di vincere qualche partita in più, perchè altrimenti la situazione sarà sempre più desolante. I Sixers sperano di avere la prima scelta al prossimo draft e poi…Joel Embiid sano almeno per una parte di stagione è chiedere troppo ?!
Phoenix Suns: una buona trade per Markieff Morris. Il giocatore è in rotta con la società e a questo punto la dirigenza dei Suns, deve trovare la migliore situazione possibile per migliorare la squadra.
Portland Trail Blazers: che C.J. McCollum continui a giocare così. I Trail Blazers dovranno investire nel mercato dei free agent, l’estate prossima, dopo che nell’ultima free agency sono stati saccheggiati, ma sono comunque riusciti a trovare in McCollum un giocatore affidabile che nelle prime 30 partite ha tenuto una media di 20.1 punti segnati.
Sacramento Kings: pace tra DeMarcus Cousins e coach George Karl. Tanto banale quanto vero, i Kings con un Rondo che sta disputando un’ottima stagione, hanno bisogno di un Cousins 5 stelle super lusso, perchè lui è la superstar della squadra ed è sempre lui che deve essere sempre determinante.
San Antonio Spurs: riflettori abbassati ancora per un po’ e il miglioramento di Danny Green. La stagione sta procedendo benissimo per gli Spurs: l’unica nota negativa è Green, che con 26.1 minuti a partita di media, sta racimolando soltanto 7.1 punti e 1.8 assist.
Toronto Raptors: salute per Jonas Valanciunas. Se Toronto vuole rimanere una piazza importante ad Est molto passa dalla mano sinistra del 23enne lituano, che insieme a Kyle Lowry e DeMar DeRozan può formare un trio niente male.
Utah Jazz: trovare una soluzione all’assenza di Rudy Gobert. Il centro francese non tornerà prima di metà/fine gennaio, perciò i Jazz dovranno tenere duro in suo assenza, per ora delle 10 partite giocate senza di lui, 6 le hanno perse.
Washington Wizards: Bradley Beal BACK. Questo è il desiderio di tutti i tifosi della squadra della capitale, rivedere in campo ai massimi livelli la guardia con il numero 3 sulle spalle, che in 4 stagioni ha sempre dovuto saltare dei match.
Queste sono i desideri delle 30 franchigie. La richiesta che da appasionati si può fare, è di dare spettacolo, come sempre, durante questo periodo natalizio.
Nell’ormai lontano aprile di quest’anno, la guardia Thabo Sefolosha degli Atlanta Hawks venne arrestata a New York a seguito del famoso scontro con un agente di Polizia al di fuori di un nightclub: nella colluttazione si fratturò la tibia e chiuse la stagione in anticipo.
In seguito si scatenò un’interminabile telenovela sul caso, portandolo inevitabilmente in tribunale. Thabo è accusato di ostruzione a pubblico ufficiale e resistenza all’arresto, in seguito a un confronto con dei poliziotti davanti a una discoteca di Manhattan nella sera del 8 aprile, dichiarandosi davanti al Giudice non colpevole.
Come riportato da ‘Associated Press‘ Coach Mike Budenholzer, chiamato dalla difesa a testimoniare, ha affermato che il ragazzo è molto intelligente e un gran lavoratore, oltre ad avere un carattere ‘altissimo’.
Dall’altra parte, l’accusa, mossa dai poliziotti presenti all’accaduto, ha dichiarato che l’imputato e un suo ex compagno di squadra (Pero Antic) hanno ripetutamente disobbedito all’ordine di spostarsi dal blocco che creavano davanti ad una scena del crimine. Come noto, un altro giocatore del NBA (Chris Copeland) e due donne furono accoltellato. Un ufficiale ha poi aggiunto che Sefolosha avrebbe tentato di lanciarsi contro un poliziotto, prima di esser intercettato e messo a terra.
Il giocatore ha dichiarato, dal canto suo, che quella sera stava dando dei soldi a un mendicante prima di entrare in macchina, quando è stato afferrato dai poliziotti. Ha aggiunto inoltre che ha avuto un calcio alla gamba durante l’arresto, causandogli la frattura che gli ha negato la possibilità di giocare i Playoff.
Non è il primo caso in cui viene mossa l’accusa da parte di uno sportivo al Dipartimento di Polizia di New York: infatti pochi giorni prima vi era stato il procedimento contro le forze dell’ordine e la cattiva condotta usata sull’ex tennista James Blake, accusata di eccessiva forza quando lo scaraventò a terra credendolo un criminale sospettato di frode.
Vedremo nei prossimi giorni come si svilupperà il processo contro la guardia di Atlanta, che nella scorsa stagione ha messo a referto 5.8 punti di media conditi con 1.4 assist e 4.3 rimbalzi. Si spera in una conclusione veloce e giusta vista anche la linea difensiva che l’avvocato del giocatore vorrebbe intraprendere ( motivi razziali, non molto amati negli States e di sicuro delicati dopo i continui scontri tra la polizia e la popolazione in quel di Baltimora).
Per NBA Passion
Può esser difficile intuirlo in una prima prima impressione, ma basta grattare un poco la superficie per capire l’importanza del ruolo di un centro come Tiago Splitter come possa aiutare ben due franchigie nella conquista del Larry O’Brien trophy.
I San Antonio, durante questa post season, hanno tradato il centro brasiliano in quel di Atlanta per creare quello spazio salariale che permettesse di aver in squadra l’ex Blazers LaMarcus Aldridge ( non proprio uno qualsiasi Bennet per capirci)
Atlanta invece, dopo esser aver concluso la stagione 2014/15 al 28esimo posto nella classifica per rimbalzi catturati, necessitava disperatamente di un rim protector di spessore( visto che la sola presenza di Al Horford non bastava), accolandosi così ben volentieri gli 8.5$ milioni del contratto del brasiliano.
Il risultato finale di questo giro di valzer? L’innalzamento verso vette ancora più Himalayane della qualità degli Speroni e il rafforzamento nel reparto lunghi nella compagine della Georgia che ha fatto brillare a più di qualche spettatore gli occhi per il tipo di gioco messo all’opera.
Splitter, dal canto suo, si è detto dispiaciuto da questa trade, dopo esser stato selezione dalla compagine texana al draft del 2007 ( 28esima scelta del primo giro) e giunto alla corte di Gregg Popovich nel 2010, infatti stava migliorando il suo gioco di passatore e di bloccante.
“Sono una grande squadra” il brasiliano ai microfoni di Basketball Insiders in riferimento agli Spurs “Sulla carta sono i favoriti a vincere il titolo. Hanno David West, LaMarcus Aldridge e ovviamente Tim Duncan. Sono una squadra ricca di talento, naturalmente bisogna vedere come funziona per loro le cose dal lato pratico, ma alla fine rimangono una grande squadra”
In Atlanta, Tiago ritroverà Mike Budenholzer, ex assistente per 17 a quella vecchia volpe di Popovich.
“È bello essere in un ambiente nuovo dove conosci già il coach” ha proseguito Tiago “Non so chi c’era qui prima di me, ma Bud mi ha spiegato che sarò in un bel team con degli ottimi compagni di squadra. Non penso che apprendere nuovi schemi sia un problema. Quando ho parlato con Bud mi ha spiegato di aver messo la sua personalità in qualche schema di gioco, ma il sistema rimane molto simile a quello di San Antonio.”
Splitter, impaziente di poter giocare con Horford e Millsap per poter entrare nelle giuste rotazioni ha aggiunto: “Penso di poter portare un po’ di aria fresca in questo ambiente, aiutando la squadra a migliorarsi difensivamente. Voglio poter insegnare a questi ragazzi ad avere maggiore esperienza, specialmente nei Playoff. Questa squadra vuole crescere, dopo esser arrivata alle finali della Eastern Conference, Bud è affamato, i ragazzi pure e vogliamo tutti salire di livello”
Riuscirà Tiago a far da chioccia per i “falchi” di Atlanta, con la sua esperienza e le sue percentuali? (8.3 punti, 5.3 rimbalzi e il 56% al tiro)
Hawks, accordo vicino con il veterano Jason Richardson
Chris Vivlamore dell’ Atlanta Journal-Constitution ha riferito che la dirigenza degli Atlanta Hakws ha trovato l’accordo con il veterano Jason Richardson e il tutto verrà completato probabilmente nei prossimi giorni.
Ricordiamo che la guardia tiratrice 34-enne ha giocato soltanto 19 partite nella stagione che si è appena conclusa dopo aver saltato l’intera Regular Season 2013-14 a causa di un infortunio al ginocchio ma adesso, dopo aver concluso la sua sfortunata esperienza con i Philadelphia 76ers, è in procinto di trovare una nuova collocazione.
Mark J. Spears di Yahoo Sports ha inoltre aggiunto che l’accordo tra J-Rich e gli Hawks dovrebbe essere di un contratto non garantito e che la firma sarebbe potuta arrivare anche nella giornata di ieri. Non sono stati segnalati ulteriori parametri circa la lunghezza del contratto stesso.
Richardson è stato assente dai parquets per più di due anni dopo aver subito un intervento chirurgico al ginocchio a metà della stagione 2012-2013 mentre era ancora sotto contratto con i 76ers, franchigia in cui è approdato nel corso del maxi scambio che ha coinvolto il passaggio di Howard ai Lakers.
Nonostanta l’operazione e tutto il processo riabilitativo, Richardson non si lasciò scoraggiare anzi, come detto anche da Rick Bonnell del Charlotte Observer, ha cercato di dare sempre il suo contributo avendo ancora “fame di vittorie”.
Lo stesso Richardson in un’intervista rilasciata a Keith Pompey del Philadelphia Inquirer lo scorso 25 Febbraio ha dichiarato:
“Sono sempre stato quel ragazzo che ha amato il gioco. Non lo vedo come un lavoro o uno stipendio. Io semplicemente amo il basket”.
La scorsa stagione, al suo rientro, ha messo a referto 9.1 punti di media con 3.5 rimbalzi e 2 assist tirando con il 34.8% dal campo e il 32.3% da oltre l’arco.
Nel corso della sua carriera Richardson ha messo a referto 1608 triple secondo le analisi di Basketball-Reference.com; numeri che lo portano ad essere il 16° in questa classifica davanti a Dirk Nowitzki fermo a 1575 triple a segno.
Nonostante il contratto non garantito non assicuri che farà parte del roster finale degli Hawks per l’imminente Regular Season, il team può comunque dare uno sguardo più approfondito all’ ex campione dello Slum Dunk Contest nel corso dei prossimi mesi unite anche alle sue capacità di leadership che possono sicuramente essere un valore aggiungo per questo roster in crescita nell’ Eastern Conference.
Nonostante lo spot di guardia sia relativamente pieno in quel di Atlanta con Kyle Korver, Tim Hardaway Jr. e Justin Holiday già sotto contratto, sicuramente un buon training camp potrebbe dare maggior visibilità a Richardson prima che si avvicinino i tagli finali completando il roster e, se in buone condizioni psico-fisiche, J-Rich potrà ancora dire la sua.
Per NBA Passion,
Antonio Cannizzaro (AntonioCan22)




