Con l’inizio, abbastanza “frizzante”, di questa free agency, diamo un occhio ad ogni franchigia, cercando di capire quali sono gli obiettivi a breve e a lungo termine, dove migliorare e che strada si sta percorrendo.
È tempo di esaminare gli Atlanta Hawks, squadra che in questo Luglio ha dovuto ridare il via ad un processo di rebuilding, causato dall’addio in free agency di Jeff Teague e Al Horford.
Da dove ripartire:
Press conference di Dwight Howard
La scommessa della squadra georgiana ha un nome e un cognome: Dwight Howard. Il centro, natio tra l’altro proprio di Atlanta, avrà il compito di sostituire Horford, ma avrà soprattutto il compito di levarsi di dosso tutte le critiche negative che sono piombate su di lui come macigni, dal post-Orlando a Houston. Howard è stato addirittura definito un “cancer in the locker room” ma si è presto definito pronto a smentire tutte le malelingue che lo hanno accompagnato nella sua carriera. Quale posto migliore per farlo se non la sua città natale? Gli Atlanta Hawks sperano di rivitalizzarlo.

Sarà pronto Dennis Schroder a caricarsi la squadra sulle spalle?
La partenza di Teague invece vedrà, finalmente aggiungo io, la definita consacrazione di Dennis Schröder. Il tedesco classe ’93 ha vissuto ai margini la sua esperienza con gli Hawks fino ad ora. Con la partenza del play titolare, le chiavi della squadra passano a lui ed ora avrà il compito di far vedere che non è una semplice promessa.
A corollario dei due sopracitati la squadra di coach Mike Budenholzer si affiderà all’esperienza di Kyle Korver che vuole riprendersi da una stagione sottotono, Paul Millsap aspirante a diventare uomo franchigia e Thabo Sefolosha
Come agire:
Gli Atlanta Hawks, per volontà o meno, si sono già mossi parecchio in quest’off season. La squadra potenzialmente è formata da ottimi giocatori in ogni ruolo. Resta da vedere se Schroder sarà pronto a subire la pressione, se Howard riuscirà a tornare dominante com’era ad Orlando e se Millsap farà il salto definitivo di qualità.
Obiettivi per la prossima stagione:
Beh, l’obiettivo principale è evitare un 4-0 da Cleveland, come successo nelle ultime due stagioni. Scherzi a parte, Atlanta ha il roster per puntare, sulla carta, ad una semifinale di conference. Per ottenere questo risultato bisogna sperare che il rebuilding sia efficace. La conferma di Bazemore, l’arrivo di Howard, nonostante la partenza di Jeff Teague che sarà sostituito come ci aspettava da Dennis Schroder, consegneranno al coach degli Atlanta Hawks, un quintetto molto interessante che prevede in campo anche Millsap (che sarà free agent però nel 2017) e Korver. Due uscite, quelle di Horford e Teague, sostitute dagli Atlanta Hawks con Howard ed uno dei migliori dalla panchina della scorsa stagione, Dennis Schroder. Il cambiamento darà buoni risultati?




Una franchigia allo sbando. Le follie di Mikhail Prokhorov (che doveva vincere il titolo entro quest’anno, ricordate?) hanno portato alla disfatta totale. Soltanto per citare gli eventi di questa stagione: via l’allenatore (Lionel Hollins) e il general manager (Billy King), ritenuti i veri responsabili del fallimento, via gli ultimi giocatori rimasti di quel nucleo che secondo il magnate russo dovevano portare Brooklyn alla gloria (Joe Johnson).







I primi ad introdurre una tenuta da gioco ‘sopra le righe’ furono i Nuggets, i quali si presentarono al via della stagione 1982/83 con questa maglia blu a strisce arcobaleno con le Rocky Mountains sullo sfondo. Nome e numero erano scritti con i caratteri tipici dei videogames Anni ’80.














