Dopo la pessima partita disputata la scorsa notte contro i Detroir Pistons, era pensiero diffuso che LeBron James fosse apparso stanco e senza energia. Ma stanotte, contro i Charlotte Hornets, il re ha voluto far presente, al contrario, che lui è in splendida forma, chiudendo la partita con 23 punti, 7 rimbalzi e altrettanti assist, nella vittoria 114-103 dei suoi Cleveland Cavaliers.
Prima della partita di stanotte si è soffermato a lungo a parlare con i giornalisti, rispondendo a numerose domande. ESPN Sport ci riporta parti della sua intervista: ‘L’anno scorso stavo molto bene, e non era uno stato d’animo, era la realtà. Quest’anno però mi sento dieci volte meglio rispetto alla scorsa stagione’.
E la prestazione di ieri conferma di queste sue parole. Nei primi due quarti di partita ha letteralmente dominato la scena, chiudendo con 16 punti, 6 rimbalzi e 6 assist e un senso di strapotere fisico e tecnico pazzesco. Dopo Detroit, coach Tyronne Lue aveva anche pensato di dargli un turno di riposo in vista del rush finale della stagione.
‘Credo di aver giocato molto basket in vita mia, non conosco nessuno che dopo aver giocato 13 anni si alza la mattina e dice “Oh come mi sento bene”. Io sono fortunato a potermi alzare la mattina, ma non ho più le sensazione di quando avevo 23 anni, ormai sono passati quei giorni’.
Nonostante queste parole, LeBron non sembra intenzionato a voler saltare nemmeno mezza partita, e non sembra intenzionato a voler attuare il sistema di coach Greg Popovich, ossia ogni tanto di far riposare i suoi leader in vista dei Playoffs.
Per i Cavs si prospetta il remake delle Finals dello scorso anno contro i Golden State Warriors, che ora come non mai appaiono imbattili, e sono sempre più ad un passo dal battere il record di 72 vittorie dei Chicago Bulls di MJ e Scottie Pippen. Anche su questo argomento è stato interrogato il Re, e ha fatto capire che lui non teme nessuno: ‘Loro possono anche arrivare ai Playoffs con il record di 82-0, ma alla prima palla a due della post-season si parte tutti con lo stesso record ossia 0-0′.
Insomma, Lebron non ha paura di nessuno, nè della stanchezza nè degli avversari. Riuscirà finalmente a portare il titolo in Ohio?

I due sono comunque stati protagonisti di un’ottima partita, autori rispettivamente di 20 punti Goodwin e 19 Morris, che però non sono bastati ad evitare la quindicesima sconfitta nelle ultime sedici partite. La crisi che attanaglia i Suns da inizio anno sembra essere destinata a non finire: la squadra gioca un basket pessimo in cui difesa e gioco di squadra non sono contemplate nel piano di gioco. Oltre a questo, la situazione Morris, rimasto deluso dalla cessione del fratello Marcus ai Detroit Pistons, non sta giovando alla squadra. Alla Trade Dead-Line manca ormai poco e le voci che danno l’ultimo gemello Morris rimasto in Arizona in partenza si fanno molto insistenti. Ormai le possibilità di raggiungere la post-season sono pressochè nulle e forse la soluzione migliore da adottare è quella di lasciar andare quest’annata maledetta e di puntare dritto a ricostruire per la prossima. Forse solo così il sole potrà tornare a sorgere in Arizona.
