I Boston Celtics si preparano a vivere una transizione di proprietà senza scossoni. Il nuovo proprietario Bill Chisholm, imprenditore del Massachusetts arricchitosi con il private equity, ha assicurato che non stravolgerà l’assetto dirigenziale che negli ultimi 23 anni ha portato due titoli NBA a Boston.
«Faremo tutto il possibile per vincere campionati e issare nuovi stendardi» ha dichiarato in conferenza stampa, affiancato dall’ex proprietario Wyc Grousbeck, dal presidente Rich Gotham e dal general manager Brad Stevens. «Farò qualunque cosa serva, tutto ciò di cui i Celtics avranno bisogno».
Chisholm e il suo gruppo hanno rilevato la franchigia per almeno 6,1 miliardi di dollari — cifra record per lo sport professionistico americano — dopo l’ok unanime della NBA. Per lui, tifoso di lunga data, è stato un sogno diventato realtà: «I Celtics mi hanno dato gioia per tutta la vita. Non mi sarei mai perdonato se non avessi colto quest’occasione».
Grousbeck e Steve Pagliuca avevano comprato i Celtics nel 2002 per 360 milioni di dollari, costruendo un’era da due titoli, due finali perse e 20 partecipazioni ai playoff in 23 stagioni. L’ultimo trionfo è arrivato nel 2024 con Jayson Tatum e Jaylen Brown.
Grousbeck resterà come CEO per altri cinque anni, pur riducendo la sua quota al di sotto del 15% e passando al ruolo di “alternate governor” per la lega: «Resto al fianco di Bill. Voglio il terzo anello, e poi il quarto. Due sono solo un buon inizio».
Oltre metà del vecchio gruppo di soci continuerà a far parte della proprietà, insieme a Stevens, Gotham e al coach Joe Mazzulla. Ma Chisholm ha chiarito i ruoli: «Il governatore ha sempre l’ultima parola, e quello sono io. La responsabilità finale è mia».
Chisholm ha anche espresso interesse per una squadra WNBA a Boston. Pagliuca aveva provato a comprare le Connecticut Sun per trasferirle, ma la lega ha bocciato l’operazione, privilegiando le città già candidate all’espansione. «È un progetto che ha molto senso, faremo il possibile per accelerare i tempi» ha spiegato.
Nessun cambiamento invece sul fronte impianto: i Celtics resteranno al TD Garden, condiviso con i Bruins. «Mi piace il TD Garden, piace alla squadra, ai giocatori e ai tifosi. È un punto di forza. E penso che Celtics e Bruins debbano restare insieme».
Il nuovo proprietario prende in mano la squadra in una fase delicata. Jayson Tatum è ai box dopo l’operazione al tendine d’Achille destro che ha compromesso le speranze di un back-to-back. Inoltre, per restare sotto la soglia del “second apron” è della luxury tax, Boston ha sacrificato Jrue Holiday e Kristaps Porziņģis, protagonisti del titolo 2024.
Grousbeck ha assicurato che quelle mosse sarebbero avvenute a prescindere dalla vendita, mentre Stevens ha chiarito che non si trattava solo di risparmio economico: «Se fossimo stati già sopra il second apron, non avremmo mai potuto prendere Porziņģis, Holiday o Derrick White. Serve flessibilità per cogliere le occasioni giuste».
Bill Chisholm ha dettato la sua linea: «Andiamo a vincere, ma con razionalità. La flessibilità è fondamentale. Ma il nostro obiettivo numero uno resta chiaro: fare di tutto per conquistare altri titoli».

