Con l’arrivo di Goran Dragic dai Suns, al fotofinish della trade-deadline, i tifosi dei Miami Heat sono stati attraversati da un sentimento di euforia più che lecito, consci del fatto che questo nuovo arrivo avrebbe dato un’enorme mano al team in vista dei Playoffs. Entusiasmo subito smorzato da una pessima notizia: Chris Bosh dovrà restare fermo per il resto della stagione a causa di coaguli di sangue nei polmoni. Nonostante attualmente stazionino al settimo posto nella Eastern Conference, quindi, la domanda a cui molti cercano una risposta è: possono centrare i Playoffs questi Miami Heat?
Un dubbio che nessuno pensava minimamente di porsi fino a poco tempo fa, con il binomio Heat-Finals che ha caratterizzato le ultime quattro stagioni NBA.
Ad oggi, però, le cose sono parecchio cambiate rispetto a quasi un anno fa: l’addio di LeBron James ha spostato gli equilibri, e ora gli Heat devono fare i conti con la dura realtà. La cosa positiva è che possono contare su un Dragic in più ma hanno in ogni caso un Bosh in meno; un bel fardello da risolvere nel più breve tempo possibile. La franchigia della Florida ha spesso evidenziato problemi nel reparto dei lunghi e, con l’assenza di un punto di riferimento da 21.1 punti, 7.0 rimbalzi di media, la situazione non potrà di certo migliorare. Pat Riley ha cercato subito di correre ai ripari, tentando di firmare il ‘figliol prodigo’ Michael Beasley, pronto a vestire per la terza volta la casacca degli Heat, team che lo scelse con la seconda chiamata assoluta al Draft del 2008.
Di certo, però, con il ritorno di B-Easy i problemi non sono del tutto risolti: il 26enne prodotto di KSU, infatti, può dare un contributo notevole all’attacco grazie ad un potenziale offensivo da far invidia a parecchi suoi colleghi nella lega, ma non rispecchia di certo le caratteristiche del lungo capace di difendere. Ecco perché allora, gli Heat sono ancora alla ricerca di qualcuno che sopperisca in qualche modo la perdita di Bosh, ragion per cui negli ultimi giorni è tornato in voga il nome di Andray Blatche che, come Beasley, dopo l’esperienza in Cina, vorrebbe ritornare a giocare nel basket che conta. Gli Heat hanno un disperato bisogno di un lungo che supporti Hassan Whiteside, attualmente adattato a centro, con il compito di difendere meglio il ferro, cosa che, nelle ultime 6 partite senza Chris Bosh, non è stata praticata al meglio: Miami, infatti, risulta essere al 25esimo posto nella lega per numero di canestri concessi vicino al ferro, con 18.7 di media e il 59.9% di realizzazione. Numeri che preoccupano e non poco in vista dei Playoffs, dove la concentrazione deve essere massima e non bisogna concedere nulla agli avversari se si vuole sperare di passare ai turni successivi.
In molti, tra i tifosi degli Heat, hanno un unico desiderio: quello di incontrare Lebron James ai Playoffs, nel tentativo di buttare fuori dalla competizione i suoi Cleveland Cavaliers, impresa mai riuscita a nessuno nel periodo in cui The Chosen One ha militato tra le fila di Miami. Attualmente, però, vi sono diversi team pronti a darsi battaglia, con Nets, Pacers, Celtics, Hornets e Pistons intenzionati ad essere protagonisti nel Post-Season; 6 franchigie nello spazio di 3 sconfitte. Una lotta serrata che vedrà uscirne vincente la franchigia che riuscirà a vincere il maggior numero di scontri diretti: nelle 24 partite che restano da giocare agli Heat infatti, 7 sfide saranno contro team che si contendono gli ultimi due posti ad Est e 12 contro team che hanno una migliore percentuale di vittoria. Un compito non semplice quello che attende quindi gli uomini di Erik Spoelstra, che deve quindi fare i conti con l’assenza pesante di Bosh e un roster che manca di profondità: riusciranno gli Heat a realizzare il proprio desiderio o dovranno arrendersi alla dura realtà?
Per Nba Passion,
Mario Tomaino




