Spettacolo a Detroit: Jennings ricama sul vetro un passaggio col contagiri per Andre Drummond che schiaccia così e chiude nel migliore dei modi l’azione di attacco dei Pistons sui Suns.
Brandon Jennings
Detroit interrompe la striscia positiva cominciata con le vittorie su Indiana e Boston, subendo una sconfitta in rimonta, e in casa, da parte dei Bobcats. Dopo un primo quarto condotto saldamente in testa, pur senza l’apporto del solito Stuckey dalla panchina, e un terzo quarto equilibrato, Detroit sembrava avere la vittoria in pugno, trovandosi sul 75-89 all’inizio dell’ultima frazione di gioco. Ma il quarto quarto comincia con un affondo tremendo da parte di Charlotte: prima un 6-0, poi il time out Pistons, e poi un 6-2 che riporta i Bobcats sul parziale di 87-91. Detroit cerca di allungare di nuovo, 6 punti di Jennings portano al 94-99, ma Walker e Jefferson non ci stanno, e tentano di compiere l’impresa: fanno 22 punti in due in 5 minuti, 7 per Walker e ben 15 per Jefferson, che si incarica del layup finale, portando il punteggio sul 116-103 (22-4) prima della tripla conclusiva di Brandon Jennings, che in quei 5 minuti sbaglia quasi tutto (2 liberi, una tripla, due doppie) e non trova aiuto da nessuno.
Numeri
Charlotte: Walker (34 pts, 11/15 da due, 7 reb), Jefferson (24 pts, 14 reb), Henderson (22 pts, 8 reb), Sessions (10 pts), Gordon (10 pts).
Detroit: Jennings (26 pts, 7/13 da due, 3/7 da tre, 5 ast), Smith (18 pts, 6 reb), Drummond (14 pts, 15 reb), Monroe (13 pts, 9 reb).
Detroit Pistons @ Indiana Pacers 101-96: Smith guida Detroit alla conquista di Indianapolis
Scritto da Marco Tarantino
Dopo aver sfiorato la prestigiosa vittoria contro Portland, Detroit (12-14) rompe l’imbattibilità in casa dell’altra regina di questo inizio season, gli Indiana Pacers (20-4). Motor City conduce tutta la gara in testa alla Bankers Life Fieldhouse di Indianapolis, toccando un paio di volte la doppia cifra di vantaggio, con un super Smith che fa top score per la seconda partita consecutiva, mettendo a verbale 30 punti. Nell’ultimo quarto i Pacers tentano la rimonta, arrivando a -2 per due volte: sull’89-87, grazie ad un 8-0 con 6 punti di Scola, e poi sul 96-94, grazie a 5 punti di Stephenson, ma da lì Detroit con Brandon Jennings prende in mano il gioco e porta il finale al 101-96. Nessun minuto per Gigi Datome, che ha giocato solo 2 delle ultime 9 partite, e viene ancora scartato nelle rotazioni di coach Mo Cheeks. Il record di imbattibilità casalinga dei Pacers si interrompe a quota 11 gare.
Numeri
Pistons: Smith (30 pts, 12/25 da due, 7 reb), Jennings (18 pts, 2/5 da tre, 8 ast), Monroe (13 pts, 5/9 da due, 12 reb).
Pacers: Stephenson (23 pts,8/12 da due, 6 ast), Scola (18 pts, 8 /11 da due), George (17 pts, 9 reb), West (14 pts, 5 reb).
Detroit si fa scippare in casa la vittoria da Portland, 111-109 per i Trail Blazers
Scritto da Marco Tarantino
Portland@Detroit 111-109
Dopo un primo tempo equilibrato, con uno Smith da 19 punti in poco più di 20 minuti da un lato, e i soliti Lillard e Aldridge dall’altro, Detroit piazza un break di 4-14 a metà del terzo quarto, che porta i Pistons sul 66-77 a 4 minuti dal termine della frazione, e tiene duro fino al parziale di 73-86, conquistato grazie ad una doppia di Stuckey ad inizio quarto quarto. La gara sembra ormai in mano ai Pistons, 4 minuti dopo il vantaggio della franchigia di casa è ancora superiore ai dieci punti (79-90), ma Portland decide di mettere il turbo: fa un parziale di 13-4 (6 punti di Aldridge, 5 di Batum) e si riporta sotto di due punti (92-94). Detroit cerca di tenere con l’uomo della serata, Jason Smith, e si arriva alla sirena sul 99-99. Si va in over time, e la potenza di Portland si manifesta nella persona di Damian Lillard, 8 punti nei 4 minuti finali; Detroit regge, si arriva fino al 109-109 grazie alla doppia di Rodney Stuckey, ma all’ultimo secondo è sempre lui, Lillard, a mettere l’ultimo canestro sulla sirena, quel canestro che porta i trail Blazers alla 21esima vittoria su 25 gare. Ancora una volta, purtroppo, solo panchina per i nostro Datome.
Numeri
Portland: Aldridge (27 pts, 11/25 da due, 12 reb), Lillard (23 pts, 7 ast), Batum (18 pts, 4/6 da due, 3/7 da tre), Lopez (12 pts, 13 reb).
Detroit: Smith (31 pts, 13/15 da due, 7 reb), Monroe (17 pts, 7 reb), Stuckey (17 pts, 4 reb), Jennings (15 pts, 10 ast), Drummond (13 pts, 14 reb).
Pistons a picco, in casa Pelicans trovano la terza sconfitta di fila: 106-111 dopo un OT
Scritto da Marco Tarantino
Gara condotta sempre in testa da New Orleans, ma mai con un vantaggio tale da star tranquilli: si arriva al quarto quarto sul punteggio di 74-83, ma con un 9-0 firmato da 3 punti di Singler e 4 di Monroe, Detroit si riporta in parità. Tentativi di sorpasso da entrambe le parti, Detroit ci prova con più convinzione ma meno precisione, e allora si termina sul 96-96, e si va in over time. Detroit ci crede, comincia con una tripla di Smith, ma i Pelicans non ci stanno a subire la sesta sconfitta in casa e danno un accelerata con Ryan Anderson: due triple e due liberi più tardi, New Orleans sta sui 104-108, lascia l’ultima doppia a Jennings e con tre liberi di Evans e Smith mette la parola fine all’incontro. 106-111 per i Pelicans il team di coach Williams, con 6 giocatori in doppia cifra e due in doppia doppia: Al-Farouq Aminu (11 punti e 14 rimbalzi) e Jason Smith (22 punti e 16 rimbazi).
I Pistons, a onor del vero, mettono in campo una buona prestazione, ma sbagliano troppo a canestro, fermandosi ad un 43.8% dal campo (42/96) e un 23.8% da fuori (5/21).
Numeri
Detroit: Monroe (28 pts, 13/22 da due, 10 reb), Jennings (25 pts, 6/13 da due, 4/10 da tre, 5 reb), Stuckey (20 pts, 4 reb, 4 ast), Drummond (10 pts, 11 reb).
New Orleans: Smith (22 pts, 8/14 da due, 16 reb), Anderson (22 pts, 4/12 da tre), Holiday (19 pts, 8 ast), Evans (14 pts, 7 reb), Gordon (14 pts, 6 ast).
Oklahoma City@Atlanta 101-92: i Thunder battono gli Hawks ma non brillano. Minnesota@Detroit 121-94 : torna super Love e mette a sedere i Pistons
Scritto da Marco Tarantino
Oklahoma City@Atlanta 101-92: i Thunder battono Atlanta ma non brillano
OKC supera senza sforzo Atlanta, accumulando il vantaggio decisivo nel secondo quarto con 6 punti di Jackson e 8 di Durant, che mette in scena l’ennesima splendida gara, con 30 punti, 10 rimbalzi e 5 assist. I Thunder, però, reduci dalla prestazione monstre messa in campo contro Indiana e privi di Sefolosha, fanno il minimo sindacale contro gli Hawks, rischiando in alcuni frangenti (78-75 e 95-92 nel quarto quarto) di farsi riprendere da Horford e compagni. Ma i valori in campo sono diversi, e allora Oklahoma City riesce a spuntarla, con un parziale di 6-0 nei due minuti finali che porta il punteggio sul definitivo 101-92. Oltre KD, si registrano altri due Thunder in doppia cifra: Serge Ibaka, sempre decisivo con 19 punti e 10 rimbalzi (7/14 da due) e un Russell Westbrook non troppo preciso a canestro, che sfiora la tripla doppia con 14 punti, 11 assist e 9 rimbalzi, ma si ferma a 5/15 nei tiri da due e a 1/6 nelle triple. Per Atlanta Paul Millsap è top scorer con 23 punti e 12 rimbalzi, a cui si aggiungono i 17 punti a testa di Jeff Teague e Shelvin Mack dalla panchina, messi a segno in soli 20 minuti, con 4 canestri su 4 da due e 3 triple su 5.
Minnesota@Detroit 121-94 : torna super Love e mette a sedere i Pistons
I Twolves, col ritorno in campo di Kevin Love, hanno lasciato solo il primo quarto alla squadra di casa, con poche attenzioni in difesa fino al temporaneo 33-32. Dopo di ciò, solo lupi in campo, con 12 punti di Martin nel secondo quarto, 11 di Rubio nel terzo e lo show dalla panchina nell’ultimo quarto, targato Hummel (8 pts), Barea e Price. In totale saranno 33 i punti della panchina di Minnesota, con tutti e gli 8 disponibili utilizzati e 6 andati a segno. Bella batosta per la difesa dei Pistons, che, al di là dell’immarcabile Love, lascia troppo spazio ai Timberwolves. Gigi Datome viene impiegato per 6 minuti, scampoli di partita che non gli rendono gloria, ma anche lui ci mette del suo, sbagliando 6 tiri su 6. Per il resto, il solito Jennings si ritaglia sempre più spazio a Detroit, mantenendo costanti le sue prestazioni (20 punti, 7 assist e 4 rimbalzi per lui, stanotte) ma Drummond, ben marcato da Minnesota, cala inesorabilmente di rendimento, fermandosi a 8 punti e 8 rimbalzi. 17 punti arrivano da Josh Smith (6/9 da due) e 16 da Caldwell-Pope (6/8 da due). Per i Twolves, 26 punti e 16 rimbalzi per Love, 18 punti a testa per Martin (3/5 da tre, 5/5 ai liberi) e Pekovic (7/14 da due), e doppia doppia sfiorata da Rubio con 15 punti e 9 assist.
V.S
Grande prova dei Detroit Pistons questa notte che allo United Center di Chicago surclassano i Bulls 92-75. Attenuante per i tori sono gli infortunati: a parte il crack di Derrick Rose, che starà fuori per tutta la stagione, si aggiungono Luol Deng e Jimmy Butler.
Per i Pistons notte magica per l’ex Virtus Roma Brandon Jennings che chiude la gara con 33 punti, con 12-22 dal campo ma soprattutto con 5-8 dall’arco. La sua prestazione sarà fondamentale.
Partita in equilibrio nel primo tempo, da segnalare l’ottimo avvio di Taj Gibson per i Bulls, partito in quintetto al posto di Deng, e l’infortunio di Rodney Stuckey per i Pistons, che si è fatto male a una gamba in un contatto fortuito con Dunleavy durante il secondo quarto.
Partita che prende una brutta piega per i Bulls al rientro dagli spogliatoi: Detroit rientra in campo con un piglio decisamente più aggressivo rispetto ai tori, partendo da una schiacciata in campo aperto di Caldwell-Pope e finendo a +14 a 2 minuti dalla fine del terzo quarto con una tripla di Josh Smith. Il parziale del terzo quarto è umiliante: 24-9.
Ultimo quarto che vede protagonista assoluto Brandon Jennings che inizia il suo show mettendo a segno delle triple pazzesche e trascinando Detroit alla vittoria. MVP della partita, senza ombra di dubbio.
Per il nostro Gigi Datome, 0 minuti in campo.
Allo United Center, i Piston battono i Bulls 92-75, non succedeva dal 2006.
Giuseppe Frisina
Pistons sul velluto coi Bucks (113-94), Chicago in panne senza Rose, perde anche contro Utah (83-89, d.o.t.) (VIDEO/Highlights)
Scritto da Marco Tarantino
Bucks@Pistons 94-113
Detroit (6-8) vince facile su Milwaukee (2-11), grazie ad un Brandon Jennings sempre più in forma, in doppia doppia con 15 punti e 13 assist, che si concentra sui tiri da tre mettendone 4/6 da fuori. Milwaukee quasi non entra in partita, e manda solo Middleton (14), Henson (15), Neal (14) in doppia cifra. Per i Piston invece i giocatori in doppia sono 7: Monroe e il solito, ormai, Stuckey i più prolifici, per loro 16 e 17 punti, con un 7/11 di FGM-A per Stuckey. Solo due minuti di gara infine per Datome, superato per adesso da Villanueva nelle gerarchie, che sbaglia un tiro da due e uno da tre. (VIDEO/Highlights)
Bucks: 45.2% FGM-A, 31.6% 3PM-A, 84.6% FTM-A.
Pistons: 53.8% FGM-A, 41.4% 3PM-A, 65.2% FTM-A.
Bulls@Jazz 83-89 (OT)

I Bulls perdono ancora. Dopo l’abbandono di Rose, costretto a dire addio alla stagione dalla lesione al menisco mediale del ginocchio destro, la squadra di Coach Thibodeau trova la quarta sconfitta consecutiva, questa volta in casa degli Utah Jazz, che trovano la quasi insperata seconda vittoria stagionale su 16 gare. Gara combattuta da Chicago, con Boozer e Deng che fanno 50 degli 83 punti dei Bulls, ma sprecano tantissimo, lasciando la percentuale di realizzazione complessiva al 39.2%. Si decide solo all’over time, quando il rookie dei Jazz, Trey Burke, segna una tripla fondamentale, portando Utah sull’83-78 e le due schiacciate di Evans e Jefferson a 14” dalla sirena mettono fine alle speranze dei Bulls. Percentuali disastrose per i Bulls, che ne mettono 31/79 da due e solo 1/13 da tre. (VIDEO/Highlights)
Bulls: 39.2% FGM-A, 07.7% 3PM-A, 71.4% FTM-A.
Jazz: 38.8% FGM-A, 41.2% 3PM-A, 84.2% FTM-A.
Derby tutto italiano in questa notte NBA: all’1.30, ora italiana, andrà in scena lo scontro tra i Detroit Pistons di Gigione Datome e i New York Knicks di Andrea Bargnani, sul campo del Palace of Auburn Hills di Detroit.
Prospettive diverse per i due italiani: il Mago, al suo 6° anno in NBA, è un punto fermo della formazione allenata da coach Mike Woodson, e nelle ultime partite ha garantito ottime prestazioni ad una New York deludente e inconcludente, giunta alla sesta sconfitta su nove partite; Datome, invece, al primo anno nella lega americana, fa la riserva nei suoi Pistons, ma potrebbe sicuramente rappresentare l’arma segreta di Detroit, se solo fosse utilizzato di più e meglio da coach Mo Cheeks.
La sfida di stasera ha un ulteriore risvolto, però: in campo scenderanno da avversari anche Brandon Jennings e JR Smith, protagonisti la scorsa settimana di uno scontro verbale, abbastanza pesante, su twitter, in cui Smith, per difendere il fratello, era arrivato persino a minacciare Jennings di mandare i suoi scagnozzi direttamente a Detroit per “ridurla a spazzatura”. Il tweet è costato a Smith una multa di 25 mila dollari. Vedremo chi la spunterà stasera nella battaglia sul campo. Battaglia corretta, senza morti e feriti, si spera.
Multa di 25 mila dollari a JR Smith per le minacce nei confronti di Brendon Jennings
Scritto da Marco Tarantino
Le minacce rivolte da J.R. Smith all’indirizzo di Brandon Jennings, reo di aver criticato il suo fratellino Chris, anche lui arruolato nei New York Knicks come JR, non sono rimaste impunite. Come ha reso noto Yahoo Sports, Smith dovrà pagare una multa di 25 mila dollari. Il tweet incriminato, subito cancellato, riportava queste parole: “Might call some of my Number street homies an put #Detroit on smash for a min! #DeadSerious“ (“Posso chiamare alcuni dei miei amici e ridurre Detroit a spazzatura in un minuto! Sono serio”).
Smith non è nuovo ad atteggiamenti discutibili, dentro e fuori dal campo; le prime 5 gare di questa stagione lo hanno visto fuori a causa di una sospensione comminatagli dalla NBA per la violazione della politica anti-droga della lega (era stato trovato positivo alla marijuana in un controllo). Ma negli anni i momenti di tensione dovuti a suoi “colpi di testa” non son stati pochi: si pensi solo alla rissa scatenata in campo nel 2006 dopo un duro contrasto con Mardy Collins, che porterà a Smith 10 giornate di squalifica; o all’incidente del 2007 in cui perse la vita il suo amico Andre Bell, che viaggiava in macchina con lui.
Il playmaker dei Detroit Pistons, venuto a sapere che Bobby Brown, trasferitosi in Cina, aveva fatto registrare un personale di 40 punti, 6 rimbalzi e 6 assist con il DongGuang, aveva deciso di twittare ai suoi followers la sua frustrazione, dovuta al fatto che alcuni giocatori, come Brown e Pooh Jeter, siano fuori dalla NBA, mentre altri, ed in particolare il fratello di J.R. Smith, Chris, siano nella lega.
(“Aspetta, aspetta, aspetta: il fratello di JR Smith è nella NBA ma Pooh Jeter e Bobby Brown no. Chiamatemi pure hater, ma non sono d’accordo!!!”)
Aggiungendo, poi: “No beef at all I respect jr smith game. But I feel my homies should be in the league that’s all. That’s how “I” feel. That’s all”. (“Nessun rancore, rispetto il modo di giocare di JR Smith. Ma penso che i miei amici potrebbero tranquillamente stare nella lega, questo è quanto. Questo è quello che penso. E’ tutto”.)
Tweet subito cancellati, ma non abbastanza in fretta da evitare che i diretti interessati venissero a sapere della cosa. Per tutta risposta, dunque, interviene J.R. Smith a difesa dell’onore di famiglia, twittando quanto segue:
No respect for these lil kids who pop at the mouth on twitter an then want to delete they tweets! #GrowUp! #ManUp! @TheOnlyCSmith0 #Facts!
— JR Smith (@TheRealJRSmith) November 14, 2013
(“Nessun rispetto per questi ragazzini che aprono la bocca su twitter e poi cercano di cancellare quello che hanno twittato! #Cresci! #Diventauomo! @TheOnlyCSmith0 #Fatti!”)
E poco dopo il fratello, Chris, twitta 4 messaggi nell’arco di pochi minuti:
I'm not about no kid games… #Facts
— Chris Smith (@TheOnlyCSmith0) November 14, 2013
(“Non ho niente a che fare con i giochi da bambini… #Fatti”)
First time I played in 9months was summer league so believe what u want… I'm getting paid to do what I love and I'm working hard!!
— Chris Smith (@TheOnlyCSmith0) November 14, 2013
(“La prima volta che ho giocato, in 9 mesi, è stato nella summer league, perciò credi quello che vuoi… Sono pagato per fare quello che amo e sto lavorando duramente!”)
I'm a classy no twitter war for me
— Chris Smith (@TheOnlyCSmith0) November 14, 2013
(“Io sono uno di classe, niente guerre su Twitter, per me”)
I work hard everyday to play this game I love. Thank you for those who support me and God bless those who don't.
— Chris Smith (@TheOnlyCSmith0) November 14, 2013
(“Lavoro duramente ogni giorno per praticare lo sport che amo. Ringrazio per quelli che mi supportano e Dio benedica quelli che non lo fanno”)
E poi interviene ancora Earl “J.R.” Smith III, con questo Tweet:
No war! But ain't no #peace RT @TheOnlyCSmith0: I'm a classy no twitter war for me
— JR Smith (@TheRealJRSmith) November 14, 2013
(“Nessuna guerra! Ma nemmeno pace RT @TheOnlyCSmith0: Io sono uno di classe, niente guerre su Twitter, per me”)
Dopo qualche ora arriva la risposta di Jennings, che nel frattempo aveva ricevuto il supporto di Brown e Jeter, a tentare di stemperare la polemica:
Don't hype this it's not beef. It's just basketball talk. I know how twitter get!!!
— Brandon Jennings (@brandonjennings) November 14, 2013
(“Non montate una polemica, non è una lamentela. E’ solo una discussione sul basket. So come funziona twitter!!!”)
Ma l’ultima parola la mette J.R., scrivendo:
https://twitter.com/TheRealJRSmith/status/400901800850915328
poco dopo aver cancellato un tweet dal tono minatorio che recitava: “Might call some of my Number street homies an put #Detroit on smash for a min! #DeadSerious” (“Posso chiamare alcuni dei miei amici e ridurre Detroit a spazzatura in un minuto! Sono serio”)
Detroit e New York si incontreranno in campo martedì sera, e le scintille tra Jennings e Smiths potrebbero rendere il clima della vigilia davvero incandescente.
Un Kevin Durant stellare è l’immagine simbolo di questa vittoria dei Thunder: 37 punti per l’ala piccola di Oklahoma City, che porta i Westbrook (20 punti e 5 rimbalzi) alla terza vittoria consecutiva in questo inizio di season (4 vottorie e 1 sconfitta in totale, per i Thunder).
Buona prestazione di Ibaka (11 punti e 9 rimbalzi). Dalla panchina contribuiscono alla grande Jeremy Lamb, con due triple e 10 punti in 16 minuti di gara, e un grandioso Steven Adams, che, alla sua sesta partita in NBA fa il suo dovere conquistando 10 rimbalzi
e va oltre mettendo a segno ben 17 punti. Detroit era partita bene nel primo quarto, ma un Brandon Jennings in double double (22 p, 11 r), un Joch Smith da 25 punti e un Greg Monroe top performer con 20 punti, 15 rimbalzi e 3 assist non son bastati e bloccare l’avanzata dei Thunder, capitanata questa volta da un grandioso KD, che supera quota 30 per la terza volta su sei partite, con 9/15 FGM-A.
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