Con l’inizio, abbastanza “frizzante”, di questa free agency, diamo un occhio ad ogni franchigia, cercando di capire quali sono gli obiettivi a breve e a lungo termine, dove migliorare e che strada si sta percorrendo. Siamo alla terza puntata, e oggi ci focalizziamo sulla squadra che ha dato il via al boom di questa Free Agency: i Chicago Bulls, resi protagonisti dalla cessione di Derrick Rose, loro uomo simbolo, beniamino e uomo squadra, di Joakim Noah, l’anima difensiva (Free agent), e Pau Gasol.
Nelle puntate precedenti: Sixers e Bucks.
La stagione 2015-2016:

Il nuovo uomo franchigia: Jimmy Butler
Nella puntata precedente abbiamo parlato dei Bucks e di come siano stati una delle delusioni ad est. La più grande delusione però sono stati sicuramente i Chicago Bulls. Per la squadra che aveva come obiettivo il porre un freno alla cavalcata di LeBron e soci a Est, il risultato finale ha sancito 42 W e 40 L, il saluto ai playoff e l’idea che forse sia necessaria una rebuilding. Un anno fa si pensava che fossero proprio Rose e compagni a dover mettere in difficoltà Cleveland, in una finale di conference che pareva già scontata ai più, soprattutto dopo la spettacolare opening night. Invece in campo non c’è mai stata alchimia e il risultato è stato tragico.
Da dove ripartire:
E’ proprio questo il problema: da dove si riparte dopo una stagione del genere? Chicago veniva da 7 stagioni consecutive in cui aveva partecipato ai playoff e adesso si trova in una situazione scomoda. La rivoluzione offensiva di Freid Hoiberg sembrerebbe aver fallito. La squadra si sta completamente modificando: sono partiti Gasol, Noah e Rose, uomini importantissimi per la franchigia, anche Jimmy Butler è stato vicino a Minnesota, e non è detto che rimanga (anche se molto probabile). Nella città ventosa è arrivato Rajon Rondo che sicuramente è dotato di qualità da play puro superiori a quelle di Rose, servirà vedere come s’intenderà con Butler, ammesso che quest’ultimo rimanga. Di sicuro Jerry Reinsdorf qualcosa in mente deve averlo, anche perché il tanking non è stato mai nella mentalità di una delle squadre più vincenti della storia.
Come agire:

Passato e presente di Chicago.
Chicago riparte da un quintetto che probabilmente vedrà: Rondo, Butler, Dunleavy, Mirotic e Lopez. Niente male ma neanche niente di eccezionale. Le speranze versano anche su Denzel Valentine preso con la 14esima del draft e arrivando a Chicago un po’ in sordina ma con la voglia di far valere quanto vale. Qualora Valentine si dimostri all’altezza della situazione Chicago potrebbe stare tranquilla nel ruolo di SG ma avrebbe sicuramente bisogno nel reparto ali\lunghi: il sogno era Whiteside ma il centro di Miami ha deciso di rimanere in Florida. L’idea è quella di una stagione di transizione, per poi, nella free agency 2017, ambire al colpaccio che riporti i Bulls ai fasti che meritano. Attenzione a Doug McDermott che ha dato molto uscendo dalla panchina ma potrebbe essere la SF titolare dello starting Five di Hoiberg.
Obiettivi per la prossima stagione:
Ripetiamo: il tanking non è una parola nel dizionario di Chicago. Questa squadra sulla carta può raggiungere i playoff. Aspettiamo di vedere come Rondo entrerà nella squadra. Se riuscirà ad avere un impatto importante i Bulls potranno anche migliorare il risultato della scorsa stagione, ma molto dipenderà dagli infortuni. Per Rose è arrivato Rondo, da un infortunato cronico ad un giocatore meno soggetto ad infortuni: sotto canestro via Noah (out praticamente sempre l’ultimo anno) e dentro Robin Lopez, via Pau Gasol e spazio ai vari Mirotic, Portis e Gibson. Più giovani dentro in quintetto e meno giocatori esperti questo il trend: l’obiettivo numero uno è finire di svezzare McDermott e Portis, far inserire nei meccanismi di squadra Valentine, dando le chiavi della squadra in mano al #21, Jimmy Butler.




